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Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

1 commento (espandi tutti)

il RAE e' un po' atipico per il suo carattere fortemente statal-centralista, mi sembra che nei Paesi avanzati l'allocazione delle risorse in funzione del merito si faccia in maniera diversa, composita (privati, tasse universitarie, enti finanziatori statali, finanziamenti privati) e non incentrata sugli Atenei ma semmai sui gruppi di ricerca o sui Dipartimenti.

Esatto, ma il punto è questo (come ho già cercato di spiegare in altri post), che (1) anche in UK, come nel resto del mondo, tranne in Italia, esiste una forte componente di finanziamento a progetto (dico quella pubblica, in primis, dei Research Councils), e (2) esiste in UK una politica di sistema per la concentrazione della capacità di ricerca in un numero (più) limitato di Università, che si esprime poi in concreto nell'uso del RAE.

La combinazione di (1) + (2) è detta, appunto, sistema duale di finanziamento della ricerca in UK. Appunto di questo si dovrebbe discutere (eventualmente, volendo), dei suoi contenuti, dei suoi presupposti giuridico-istituzionali, e di quelli sociali (di norme, pratiche sociali, intendo). Invece si evita accuratamente di parlare di politica (policy), e gli economisti di lingua italiana o gli opinionisti che propinano le loro ricette ideologiche danno tutto per chiaro, evidente, scontato. Comunque voglio dare un acknowledgement al tuo intervento, alberto, perchè invece, almeno, entra nei contenuti della questione e del problema

Sullo statal-centralismo: beh, si tratta di decidere una politica, un certo comportamento dello Stato, no? I soldi pubblici vanni usati così e così, e viene usata una certa politica. Se poi volevi sottolineare il punto del centralismo per criticare la riconduzione della valutazione ad un unico set di criteri, valevoli per tutti i prodotti di ricerca, hai invece centrato un problema, una questione reale. Infatti ogni valutazione significa confronto di un oggetto, o di sue qualità, con dei criteri che andranno evidentemente definiti da qualcuno. E' una definizione di norme, anche quella.

Quindi due volte complimenti, alberto.

RR