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Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

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2) Ipotizziamo di avere un sistema di valutazione buono per ciascun SSD (o macrosettore), come li aggreghiamo questi dati? Sullo stesso sito ISI-thompson-reuters c'è scritto che non è possibile confrontare indici di discipline diverse. Facciamo un rank italiano e poi combiniamo, ma che peso diamo a ciascun settore? Confrontiamo con il panorama internazionale? Ma allora per le discipline "nazionali" tipo letteratura italiana essere al top è tautologico.

I dati si possono trattare in due modi almeno.

Nella mia proposta (simile a quella di Universitas Futura, adesso non ho tempo di controllare) lo Stato decide la somma totale da investire in ogni settore disciplinare, poi all'interno del settore i fondi vengono ripartiti secondo la valutazione interna al settore stesso.

Alternativamente, se si desidera utilizzare la valutazione anche per influenzare come gli stanziamenti della ricerca  vengono ripartiti tra settori disciplinari diversi, si puo' utilizzare la valutazione di SSD, un numero, sottrarre una media ragionevole, per esempio quella dei Dipartimenti della stessa disciplina dei Paesi OCSE, o per semplificare la media di Germania, Francia, Spagna e UK, e dividere la differenza per la deviazione standard.  A questo punto si ottengono indicatori normalizzati con varianza uno (nell'universo statistico di riferimento) che possono essere utuilizzati per fare confronti di massima tra discipline diverse.

Nel lavoro citato altrove di D.King sulla produttivita' scientifica delle nazioni, il numero di citazioni viene diviso per il numero di citazioni medie della disciplina, e inoltre viene usato un fattore correttivo per il tempo trascorso dalla data di pubblicazione.  Cio' rende confrontabili discipline scientifiche diverse. Quindi se lo si desidera, e' possibile fare confronti ragionevoli anche tra discipline diverse, almeno per dati sufficientemente aggregati.