Titolo

Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

3 commenti (espandi tutti)

Noi, al Dip. di Matematica di Pisa, usiamo parametri bibliometrici per dividere i fondi d'ateneo; se vi interessa scrivo qui di seguito alcuni punti a favore e contro.

+ i parametri sono stabiliti a priori: nel nostro caso le riviste sono divise in diverse fasce in base al Mathematical Citation Quotient (MCQ) di Mathematical Review;

+ il lavoro di valutazione e' praticamente automatico (visto che i fondi son pochi, questo e' un enorme vantaggio);

* qualcuno ritiene avvilente una classifica automatica (pero' la maggioranza e' convinta
   che *in questo caso* questa sia l'opzione piu' sensata);

* la valutazione sul singolo puo' dare risultati bizzarri, tuttavia in media (p.es. mediando sui
   gruppi di ricerca) e' piuttosto soddisfacente;

- alcune aree della matematica (didattica e storia della matematica) non sono adeguatamente rappresentate dall'MCQ;

- ci sono alcuni problemi a confrontarsi con fisici ed informatici (i fondi vengono dati alla macroarea), ma nulla di insormontabile.

Io in questo caso sono assolutamente favorevole all'utilizzo di questi criteri; vedo pero' alcune problematiche ad usarli in altre situazioni. Provo a fare un elenco.

1) se fossero in ballo piu' soldi (o soldi in busta paga) le persone sarebbero meno tolleranti verso gli inevitabili 'errori' (sempre che di errori si possa parlare);

2) il risultato e' piuttosto affidabile *in media*, ma sui singoli a volte lascia un po' a desiderare;

3) ci sono aree (p.es. nelle materie umanistiche) dove non c'e' ancora un accordo sui parametri bibliometrici significativi (questo lo so da un collega grecista che si e' posto seriamente questo problema in veste referee dell'ultima valutazione per il PRIN).

Conclusioni personali: penso che (modulo risolvere il problema di cui al punto 2) i parametri bibliometrici possano essere molto utili per una valutazione media (p.es. per dipartimento) di settori omogenei (=che sono d'accordo ad adottare indicatori comparabili).

Possono anche essere utili per fare una scrematura in altri casi (p.es. per l'attribuzione degli scatti stipendiali), ma necessitano di essere affiancati da una valutazione nel merito (p.es. un giudizio di merito sui 2 o 3 lavori migliori).

Penso siano inutili per stabilire requisiti minimi per l'accesso ai concorsi; ma potrebbero essere usati per stabilire requisiti minimi (con soglia abbastanza alta) per i commissari. Infatti penso che la regola per la formazione delle commissioni dovrebbe prevedere che ci partecipino tutti i pari grado che superino una determinata soglia prefissata.

Penso siano inutili per stabilire requisiti minimi per l'accesso ai concorsi; ma potrebbero essere usati per stabilire requisiti minimi (con soglia abbastanza alta) per i commissari.

Beh io penso invece che una soglia minima, almeno per i concorsi a professore associato e ordinario, eviterebbe almeno gli scandali più squallidi.

Però devo dire che la tua idea di una soglia per i commissari è MOLTO interessante. Se qualcuno da "lassù" ci legge: prendete nota, credo che su questo tutti i ricercatori sarebbero d'accordo.

Penso siano inutili per stabilire requisiti minimi per l'accesso ai concorsi; ma potrebbero essere usati per stabilire requisiti minimi (con soglia abbastanza alta) per i commissari.

Beh io penso invece che una soglia minima, almeno per i concorsi a professore associato e ordinario, eviterebbe almeno gli scandali più squallidi.

Si', hai ragione. Quando dicevo inutili intendevo poco utili, specialmente nel caso del reclutamento dei ricercatori.

Però devo dire che la tua idea di una soglia per i commissari è MOLTO interessante. Se qualcuno da "lassù" ci legge: prendete nota, credo che su questo tutti i ricercatori sarebbero d'accordo.

A onor del vero, non e' un'idea mia, l'ho sentita da varie altre parti, sia da colleghi ma anche da alcuni politici (vedi qui, per esempio).