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Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

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Nota per coloro che non conoscono la situazione inglese. Ho già dato in un altro post dei riferimenti per chi voglia studiare il finanziamento del sistema universitario inglese. Viene detto duale non perchè siano finanziate "separatamente" la didattica e la ricerca, ma perchè il contributo statale è distribuito da una parte con un finanziamento strutturale delle singole istituzioni, per mezzo delle Agenzie come l'HEFCE e le altre 3 sorelle regionali, e dall'altra con un finanziamento ai progetti di ricerca, cospicuo ma selettivo secondo le regole della peer-review delle proposte presentate da singoli o gruppi di ricerca.

Il finanziamento strutturale, che è "ordinario", come diremmo noi, e che loro chiamano recurrent, è assegnato per Sovvenzioni Indivise [Block Grants] a ciascuna Università, che potrà farne quello che vuole. E' solo per il calcolo del Grant che viene in rilievo l'analisi delle diverse attività dell'Università, in base ai compiti che ci si attende essa svolga (istruzione, ricerca, innovazione). In questo senso, e solo in questo senso, si può parlare di finanziamento "della ricerca" all'interno del Finanziamento Ordinario. Il punto è: ci deve essere un metodo di calcolo, ed una relativa politica del finanziamento.

L'attuale metodo di calcolo discende da una precisa politica di finanziamento delle istituzioni che prevede il concentramento della capacità di ricerca in modo differenziato sul territorio nazionale, promuovendo quindi la diversificazione dei profili istituzionali fra i due modelli di research-intensive University e teaching-led institutions. E' questa politica che va discussa e accettata (assieme ai presupposti giuridico-istituzionali e alle conseguenze), prioritariamente alla messa in opera del metodo di selezione e del calcolo del finanziamento. Quindi, mentre il calcolo delle risorse per l'attività di insegnamento è fatto con l'utilizzo di costi standard per studente, quello per le attività di ricerca non utilizza più, a partire dalla fine degli anni '80, i costi standard, ma è guidato dal profilo di qualità della ricerca prodotta nell'Università negli anni precedenti, in base alle valutazioni del RAE.

Quindi non si tratta di "premi" alle università, come la sgangherata politica italiana ha invece usato inquadrare la questione del "7% dell'FFO", ma di politica del finanziamento ordinario. Ho fatto tutta questa pappardella per tentare di mettere un filo logico, ancorchè tagliato a fette, nel discorso politico, per chi volesse ancora dichiararsi amante della logica, si intende.

RR

 

Come al solito, lei copia i documenti senza far capire niente. I progetti  di ricerca (italiano PRIN) non c'entrano nulla col finanziamento ordinario. Ciascuna università riceve una somma (italiano FFO) - parte sulla base del numero di studenti e parte sulla base della performance di  ricerca, misurata dal RAE (ora RAF). Ambedue le voci verranno tagliate. Il rapporto di Lord Browne si riferisce alla prima e la Sua citazione si riferisce all'impossibilità di valutare la didattica, non la ricerca. Gli inglesi valutano la ricerca da vent'anni, con ottimi risultati. Quindi citare il pezzo di Lord Browne a commento di un post sulla ricerca, come prova dell'impossibilità di valutarla, è perlomeno disinformato. Spero lo sia involontariamente, anche se francamente ne dubito

Come al solito, lei copia i documenti senza far capire niente.

Ah, no?

I progetti  di ricerca (italiano PRIN) non c'entrano nulla col finanziamento ordinario.

E io ho appunto scritto che si tratta del finanziamento duale. Però decisamente più sostanzioso [in UK], e strutturale, perchè copre una cifra figurativa ampia del full-cost della ricerca. E allora?

Ciascuna università riceve una somma (italiano FFO) - parte sulla base del numero di studenti e parte sulla base della performance di  ricerca, misurata dal RAE (ora RAF). Ambedue le voci verranno tagliate.

E io ho dato indicazioni di questo calcolo. Che però è il Finanziamento Ordinario, che viene assegnato in blocco a ciascuna istituzione, perchè ne faccia ciò che vuole.

Il rapporto di Lord Browne si riferisce alla prima

Il rapporto di Lord Browne si riferisce al finanziamento del sistema, egregio Profesore, perchè negli stipendi dei Professori non sta scritto "ti dò questo per la didattica e questo per la ricerca". E' uno stipendio e basta, e da questo punto di vista le considerazioni che vengono in rilievo nel rapporto sono influenti sul sistema in quanto tale. 

Quindi citare il pezzo di Lord Browne a commento di un post sulla ricerca, come prova dell'impossibilità di valutarla, è perlomeno disinformato.

Post sulla ricerca? Il suo è un post sulla valutazione, e sul finanziamento del sistema Universitario [a dire il vero è un post sul ddl Gelmini, comunque], che solo gli economisti di lingua italiana riescono a ridurre, nella loro narrow-mindedness, ad una questione di valutazione delle performance prestazioni nelle attività di ricerca. Io sono favorevole alla valutazione sempre e dovunque, e ne ho ampiamente dato notizia dei miei post e nei miei siti web.

Se Lei non ha capito le condizioni giuridico-istituzionali, e sociali, che consentono quel tipo di valutazione della ricerca e quel tipo di finanziamento del sistema in UK, non so che farci. Io l'ho scritto per tutti gli altri che vogliono capire.

RR