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Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

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Francamente trovo lunare questa discussione. Come già scritto nel post, sono perfettamente conscio dei limiti  delle valutazioni bibliometriche. In un mondo ideale, sarebbe indubbiamente opportuno integrarli o sostituirli con una valutazione soggettiva di esperti imparziali. In fondo il RAE inglese ha funzionato molto bene in questa maniera. Il problema è che l'università italiana, con la possibile eccezione di Fisica Teorica e Matematica, dove sono tutti notoriamente santi, non è un mondo ideale. E' un mondo dove un ben preciso gruppo di persone, tecnicamente note come professori di I fascia, per i giornali Baroni, esercitano il potere accademico in riti di passaggio tribali noti come valutazioni comparative, per i giornali concorsi, basandosi esclusivamente su valutazioni soggettive. Nei concorsi, i commissari possono formulare giudizi scientifici totalmente arbitrari. Molti di loro usano questa possibilità per promuovere i candidati preferiti e provano grande soddisfazione in caso di successo. Essi quindi presumibilmente trasferirebbero questa prassi anche negli eventuali organi di valutazione della ricerca, che quindi produrrebbero risultati arbitrari. I commissari ANVUR potrebbero dedicarsi a valutazione arbitrarie direttamente se, come quelli RAE, dovessero valutare le strutture in prima persona. Potrebbero farlo indirettamente, scegliendo i referee giusti se invece come nel CIVR italiano, dovessero chiedere un parere esterno. E' molto probabile che il risultato sarebbe una promozione en masse - forse con qualche eccezione da scegliere fra i nemici accademici dei commissari stessi. Il discorso vale per gli  esperti stranieri. E' ragionevole ipotizzare che essi vengano reclutati fra gli amici dei commissari ANVUR, magari da qualche università di second'ordine e che quindi finiscano per sottoscrivere qualsiasi decisione presa dai loro referenti italiani. In questo modo la valutazione diventerebbe l'ennesima buffonata all'italiana. E' molto probabile che lo diventi, dati i forti incentivi in tal senso e la mancanza di un movimento che la appoggi. Mi sembra che spaccare il capello in quattro sempre con in mente il caso particolare della propria disciplina, dove sono tutti santi, non aiuti molto.