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Perché il DDL Gelmini non è (era?) tutto da buttar via

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Io penso che i punti apprezzabili del DDL fossero:

1) trasferimento delle competenze sulle sanzioni disciplinari dal CUN ai singoli atenei;

2) Scatti stipendiali subordinati alla valutazione;

3) Maggiore autonomia dei Dipartimenti;

4) Ripartizione del FFO in base a parametri che rilevino la qualità di ricerca e didtattica.

Il problema è che non vedo, a questo punto, come scorporare questi punti (che potrebbero riscuotere ampio consenso) dal resto del DDL (che mi pare molto più discutibile).

Insomma, tu dici che non ci sarà una seconda possibilità. A me sembra che ormai non ci sia nemmeno una prima possibilità.

La ripartizione del FFO in base a parametri che rilevino la qualità di ricerca e didtattica, è possibile da parte del Ministro fin dal 1994. In piccola parte è stato fatto, provocando, tra l'altro uno spostamento del 3% dei finanziamenti dalle università centromeridionali a quelle settentrionali. Per agire più rigorosamente non è necessaria una legge, ma una volontà politica che è evidentemente mancata e che non può essere sostituita da norme di legge che possono essere disattese senza sanzioni. Per una storia ragionata della distribuzione dello FFO nel periodo 1996-2008 si veda l'articolo di Guido Fiegna pubblicato dalla rivista Universitas all'inizio dell'anno. Purtroppo è in rete solo il titolo, e nn saprei dire come ottenere una copia cartacea. Io ne possiedo una copia e posso inviarlo a chi me lo richiede.