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Piove sul bagnato...

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Grazie dell'articolo, Sabino: molto interessante!

Un rischio preoccupante che vedo è che alla fine non si tuteli bene la proprietà privata. Questo rischio è più grande nelle cosidette emergenze, quando cioé si devia dalle procedure precedentemente definite e accettate. E' importante che non ci siano dubbi per chi partecipa al gioco che prendere scorciatoie possa essere premiante rispetto a giocare secondo le regole.

Una domanda sulla parte finale:

Sarabbe invece il caso di considerare il fatto che lasciare la tutela e la certezza dei diritti a semplici autocertificazioni di parte, rinunciando ad un sistema efficiente di autonoma e neutrale certificazione, porta prima o poi ad abusi che si traducono in un danno ben maggiore del risparmio che la speditezza delle procedure voleva invece ottenere.

Stai dicendo che se ci fossero stati i notai negli States tutto questo non sarebbe successo? ;-)

E' difficile fare valutazioni economiche del tipo "il sistema è meglio semplice e spedito" oppure "no è meglio con questi controlli", perché si dovrebbero fare delle ipotesi alla base delle valutazioni economiche che rischiano di essere troppo arbitrarie rendere la stima inaffidabile.

Qua ci vedo due esigenze ugualmente importanti, ma che in certi casi possono andare in direzioni opposte:
1. La garanzia della proprietà privata, che si ha tramite un sistema giuridico affidabile e controlli che garantiscono che non succederà niente di male
2. La semplicità e l'economicità del fare business, che è un incentivo a fare affari

Su 2., si potrebbe dire che avere procedure così semplici ha contribuito a incentivare le banche a dare mutui, perché sapevano che se poi qualcuno non pagava, non ci mettevano molto a mettere in vendita la casa. Perciò, supponiamo che questo ha contribuito alla crescita. Ora stiamo stanno pagando le conseguenze di un sistema non studiato bene per casi come quelli dello scoppio della bolla immobiliare, quindi immagino che ora, *dopo* la crisi, tutti siano psicologicamente più risk averse. Tuttavia la domanda un late da vedere per decidere se era meglio avere un sistema efficiente e neutrale di certificazione era rispondere alla seguente domanda:

Il valore della maggiore crescita dovuta a procedure snelle meno il valore della decrescita dovuta a un sistema di certificazione inefficiente è maggiore o minore di zero?

Non so dire se 1. o 2. debba prevalere. Probabilmente è più interessante cercare di farle convivere in modo da massimizzare il benessere della società

Parlando pro domo mea potrei dire "ecco quello che succede quando non ci sono i notai" in realtà, scherzi (ma non tanto) a parte, mai come in questa vicenda i sistemi giuridici di diritto latino e di common law mostrano le loro differenze, il che non vuol dire che uno sia meglio dell'altro. Anche da noi ci sono esecuzioni immobiliari per mutui concessi da un soggetto chiamato in origine "Credito Italiano" ed oggi portate avanti da un altro chiamato - per esempio - "Cordusio Rmbs", tuttavia, avendo dei sistemi di pubblici registri affidabili (registro imprese e conservatorie) ciascun passaggio del credito e ciascuna vicenda societaria è rintracciabile con certezza senza bisogno di autocertificazioni, ma con certificazioni ufficiali, così come ogni contratto rilevante - essendo atto pubblico - non ha bisogno di essere provato, essendo già prova legale. Naturalmente tutto questo comporta un maggior formalismo a monte e, presumo, costi di transazione maggiori oltre che, ma molto meno che in passato, maggiori tempi di procedura, dato che poi tutto si svolge sotto il controllo del giudice.