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Un'occasione perduta

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Scrive Andrea Moro:

Su cosa sia equo certo, possiamo discutere, e sicuramente hanno ragione quando dicono che la misura colpisce piu' i giovani. Quanto al resto:

non potrebbero ( e nemmeno vorrebbero) mai inimicarsi qualcuno

Basta obbligarli a farlo no?

Sui 70+2 a me risulta che molte universita' hanno deciso di pensionare a 70

Mi permetto di far osservare che nello specifico per come presentato il caso nell'articolo su LaVoce e per come commentato da Andrea Moro la misura è non-equa in una maniera che non "possiamo discutere".

Inoltre a voler essere pedanti non si sta parlando di giovani contro anziani, ma di ricercatori (spesso non confermati e con stipendi da fame) e di ordinari (di ultimo pelo). Spesso in Italia, in particolare in alcune discipline, si diventa ricercatori in un intorno dei 40 anni (a medicina l'intorno e sui 50). Quindi tecnicamente non direi proprio che la misura "penalizza dei virgulti".

No, in Italia di obbligatorio non c'è più nemmeno il servizio militare. Quando tagli, ecco anche perchè le riforme non si fanno con i tagli, in Italia le persone ti si rivoltano contro e sei costretto  a mediare e mediando annacqui progetti e idee (if any). Si ritiene possibile che i circa 60 accademici presenti in parlamento, quasi tutti destinabili ad un reparto geriatrico, accettino supinamente tagli e prepensionamenti?

 

 

Si ritiene possibile che i circa 60 accademici presenti in parlamento, quasi tutti destinabili ad un reparto geriatrico, accettino supinamente tagli e prepensionamenti?

Hanno perfino tentato di estendere il ruolo nelle Università private di altri 3 anni. Cosa spazzata via dal maxi-emendamento, ma comunque indicativa dello situazione.

Nonostante la solidarietà de la Voce.info e del Sole 24 Ore che ha pubblicato un bell'articolo corredato da commento del Prof. Figà Talamanca (già segnalato altrove in questo blog), si deve purtroppo rilevare anche dell'altro. Il limite del 50% per l'utilizzo di contratti a tempo determinato e di co.co.co. impedirà sostanzialmente l'utilizzo dello strumento del Ric. a TD (e se anche approvassero il ddl Gelmini come fanno ad avviare i 3+3?), sempre che non intervengano altre modifiche a fine anno: la qual cosa appare come un ulteriore ricatto al Parlamento e al sistema universitario di bersi velocemente quel testo.

RR

 

 

 

Mah che vuoi che ti dica, l'equita' e' un concetto piuttosto vago, quindi preferisco evitare. Ti rendi conto vero, che qualsiasi taglio e' iniquo in un modo o nell'altro, perche' colpisce dove tagli. L'idea che il risanamento si possa fare per miglioramenti paretiani e' assurda. Per questo ho detto, visto che hanno deciso di colpire l'universita', almeno che lo facciano "meglio". 

Scrive Andrea Moro:

Mah che vuoi che ti dica, l'equita' e' un concetto piuttosto vago, quindi preferisco evitare. Ti rendi conto vero, che qualsiasi taglio e' iniquo in un modo o nell'altro, perche' colpisce dove tagli. L'idea che il risanamento si possa fare per miglioramenti paretiani e' assurda. Per questo ho detto, visto che hanno deciso di colpire l'universita', almeno che lo facciano "meglio".

Non vorrei sembrare sofista (e allora mi avvalgo del principio di autorità (Sen A. K. "On economic inequality" 1973 e 1997)), ma è l'idea di uguaglianza che è vaga. Ma che una distribuzione del tipo x=(10,100) sia più disuguale di una y=(40,50) ( i numeri stanno per i redditi individuali delle famiglie i e j) è una cosa che si può affermare senza dover scomodare risultati di teoria della maggiorazione. Pertanto se io in x=(10,100) taglio 100 e lo faccio diventare 90 e i 10 li dò a chi ha meno questo è un'operazione che "induce" uguaglianza. Poi sul fatto che la perfetta uguaglianza sia una stupidata per economisti che parlano di equità posso anche concordare.

Mi permetto di osservare che qui e lì (in quello che dicevo più sopra), Pareto non c'entra. Io sono per colpire, ma non a "serramanico". Se mi si passa il paragone azzardato è come se, supponendo che la crisi economica sia stata l'opera di una minoranza (maggioranza) di imprenditori o finanzieri (poco importa ai fini dell'esempio paradossale), dicessimo, come molti dicono, allora eliminiamo il libero mercato e tagliamo la testa in senso figurato a banchieri bravi e a quelli asini.

Riprendendo la considerazione sulla riforma: quando butti sul piatto i soldi (tanto quando fai impresa quanto quando fai riforme) allora puoi dire la frase cara ai molti milanesi del blog "pago pretendo", cioè io ci metto i soldi e si fa come dico io, ma quando tagli e tocchi interessi purtroppo (o per fortuna) devi mediare e non puoi fare come vuoi, perchè non sei nelle condizioni di farlo. Un solo esempio: la minaccia nel ddl di non far partecipare alle commisisoni di concorso chi non pubblica da due anni e  di non dare loro lo scatto di anzianità (cosa a mio avviso buona e giusta) è una cosa che chissà perchè è scomparsa dal decreto (di cui però non consociamo ancora la versione definitiva). Forse, ma forse, sennò qualcuno poi dice che queste cose le sa o'malpassotu e solo lui, perchè i 60 accademici in parlamento, che non staranno anche per ovvi motivi sulla frontiera della ricerca, si sono visti parte lesa dal provvedimento.