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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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Ciao Michele,

trovo l'argomento cruciale, ma temo che, da professionisti dell'economia, non vi rendiate completamente conto del livello di (in)competenza con cui vengono recepite le informazioni e fatte le scelte elettorali.

 

2) In particolare, va smascherato il tentativo, maldestro ma con possibilità di successo in un paese come l'Italia, di nascondersi dietro alla coppia KK (Keynes come rivisitato da Krugman). [...]

Qui temo tu attribuisca troppo raziocinio/cultura alla gente. Se ritieni che ciò che propone Krugman sia dannoso e pericoloso, dillo e basta. Allo stesso modo dì lo stesso di ciò che i 250 sostengono, ma non perdere tempo a spiegare perché le due cose sono diverse. Ciò che arriva al lettore medio è che sia Krugman che i 250 sostengono che gli stati devono aumentare il debito e che ciò farà cessare la crisi. Il perché lo sostengano temo sia way over our heads e le tue spiegazioni ottengono solo lo scopo di mostrare che forse qualcosa di buono c'è anche in Krugman (e l'unica cosa che si ricorda di Krugman è che favorisce la spesa pubblica...).

Secondo me rischi di ottenere l'effetto della polemica di Gould ed Eldredge contro Dawkins. C'erano effettivamente delle interessanti variazioni interpretative su dettagli di come l'evoluzione per selezione naturale avviene in alcuni casi, ma la polemica è stata usata dai creazionisti per sostenere che “non c'è accordo sulla teoria darwiniana e quindi il nostro intelligent design ha pari dignità scientifica”. La gente ha recepito solo questo.

 

4) [...] Il "popolo" di sinistra, ossia quelli politicamente attivi, dicono quasi tutte quelle cazzate. Leggete in giro e vedrete che non m'invento nulla. Chi di voi era a Pisa, alla Scuola Santa Anna, sa di cosa parlo: è quello che abbiamo ascoltato lì, figlioli, era il meglio, era l'elite intellettuale! Andate alla FIOM di Pomigliano, o alla sezione del PD di Assago e poi fatemi sapere di cosa di discute.

Si discute delle pillole di cazzata, senza neanche provare a “raccontare” la cazzata completa.

Il (posto di) lavoro è un diritto. I diritti acquisiti (anche le baby pensioni?) sono inalienabili. Il profitto è furto. L'unico problema è l'evasione fiscale e la fanno solo gli autonomi (anche l'IVA per l'idraulico) ecc.

In tutto questo sono convinto esista anche una separazione fra l'idea di spesa pubblica e l'idea di chi fornisca i soldi necessari. Da un lato, gli statali sono convinti che pagando loro le tasse e i contributi alla fonte, rendano possibile l'erogazione dei servizi e il pagamento delle loro stesse pensioni, mentre il privato mette tutto ciò a rischio con l'evasione.

Dall'altro, il concetto di debito pubblico per te implica che qualcuno presti soldi a qualcun altro, ma per la persona media non è così. Se mio cugino ha bisogno di 500 euro per pagare l'affitto e glieli do, gli faccio un prestito, ma se compro 500 euro di BOT faccio un investimento. Ergo, sono un benestante che cerca di “far fruttare” i suoi risparmi. Non esiste la percezione che i 500 euro del benestante vengono usati per la mia pensione. Il-benestante-investe-in-BOT e io-prendo-la-pensione sono universi separati.

Altra cosa: i soldi prestati in generale rientrano. Se mio cugino non mi ripaga subito, mi farà dei favori, in futuro. E poi è famiglia. I BOT sono un pezzo di carta che dice: se mi compri oggi a 100, domani ti do 102 e così è sempre successo. Il rischio non viene visto né con i BOT né con il cugino. I tango bond non erano BOT. Assurdo, ma è così che la cosa era percepita. BOT=soldi sicuri e quasi esentasse (ovviamente l'idea che l'investirore usi il rendimento netto e non il lordo nella sua valutazione se comprare o no il BOT non sfiora nemmeno l'elettore medio...) regalati dal governo italiano a ricchi avidi. Tango-bond=attività esoterica per speculatori professionisti spacciati alle vecchiette da avidi banchieri. L'interesse è fissato in maniera misteriosa (che c'entra con le rivolte di Atene?). Il concetto che se aumenta l'interesse scende il valore è familiare come la teoria della relatività. Anzi, ora che mi ci fai pensare, mi par di ricordare che se uno speculatore viaggia abbastanza veloce diventa più giovane...o era più ricco?

Se investo dei soldi e mi prospettano un guadagno, non prevedo di perdere il capitale. Leggiti il ridicolo formulario che ci fanno riempire per legge le banche ogni volta che investiamo e ti renderai conto di quanto fuori dal mondo sia l'italiano medio.

Le polemiche e i tentativi di dare copertura alle perdite dei tango bond, ma anche di Cirio e Parmalat, sono sullo stesso piano dell'annuncio di Tremonti nel novembre 2008 sul tetto ai mutui a tasso variabile (Variabile? Che significa? Ah, che costa meno!).

Per chi prende lo stipendio ogni 27 del mese l'incertezza non esiste. Decenni di posto sicuro l'hanno sradicata dall'orizzonte mentale dell'italiano medio, o perlomeno del dipendente pubblico medio.

 

5) [...] Perché la destra che voglio io in Italia non c'è, proprio non c'è, non c'è mai stata e per il resto della mia vita non ci sarà. La leadership politica, organizzativa, ed anche ideologica, della destra italiana è saldamente in mano a clerico-fascisti e servi-ladri: vinceranno loro ed andranno al governo con il voto di quella fetta del popolo produttivo del Nord (e, sempre più, del Centro) che pur di non aver a che fare con le follie che la lettera suggerisce è disposto a vendere la madre a satana in persona. E non è ovvio che abbia torto, magari la mamma è un po' kinky ...

Assolutamente impeccabile. La migliore spiegazione che ho letto dei risultati delle ultime elezioni e, mio malgrado, delle mie intenzioni di voto.

 

6) [...] Come vedete, all'interno di questo tragitto improbabile ma possibile, il sistematico e feroce sputtanamento di questi cattivi maestri di fronte al "popolo di sinistra" ci sta tutto. Ripeto, non è un dibattito accademico, è uno scontro politico contro dei nemici del popolo.

Anche questo è perfetto. Solo che parti da troppo in alto.

Se li sputtani sul piano teorico/empirico al livello che ho letto qui su nfa, raggiungi solo qualche studente di economia e qualche ingegnere appassionato. Per sputtanarli davanti a una parte significativa di popolazione dovresti affrontare una per una anche le conseguenze spicciole del loro pensiero.

Pensate/pensiamo a un blister di pillole assortite da somministrare ad amici e parenti quando c'è l'occasione, piuttosto che a un complesso discorso che teoricamente potrebbe mettere amici e parenti nella condizione di confezionarsi le loro pillole. Magari succede anche che le pillole possano suscitare in alcuni ascoltatori la curiosità di capire cos'è che le unisce e magari elimini parte della loro ostilità preconcetta verso i liberali.

Nel mio piccolo ho visto recentemente alcune facce sorprese quando ho fatto notare che tasse e contributi degli statali sono una partita di giro. Per alcuni non ho neanche usato questa espressione, ma ho detto che se prendo 2500 euro da un salvadanaio e contemporaneamente ne rimetto dentro 1500, è esattamente come se ne avessi presi 1000 fin dall'inizio. Non ci aveva pensato nessuno di quelli a cui l'ho fatto notare e la “santità” degli statali che pagano tutte le tasse ha perso un po' di fascino quando hanno fatto mente locale. Aggiungere che pagare agli statali il lordo è un aiutino psicologico per non farli sentire diversi dai privati ha ottenuto qualche risolino compiaciuto.

A chi sostiene che “lo stato deve tutelare i posti di lavoro” si può suggerire di andare almeno una volta al mese dal pizzaiolo più sfigato del quartiere, invece di scegliere sempre quello che fa la pizza migliore. E questo anche se gli piacciono gli hamburger o gli hot dog. Perché discriminare i pizzaioli non competitivi?

In una vecchia discussione su nfa c'era il bellissimo paradosso di quello che si fa regalare 150k€ e poi li usa per comprare una casa da 160k€ da chi glieli ha regalati.

Ovviamente mi auguro che tu continui a scrivere i tuoi articoli qui su nfa come li hai scritti finora, magari spiegandomi che le pillole che ho proposto qui sopra sono delle emerite cazzate. Voglio solo dire che nel momento in cui cerchi di ottenere un risultato politico su un numero significativo di lettori credo che il livello necessario sia molto più terra-terra e la teoria/modello/spiegazione vada scomposta in singoli messaggini stand alone.

 

Condivido, condivido praticamente alla lettera, ma io so di non avere lo stomaco.

Spero solo che sia da questo blog che da altri luoghi si riesca a parlare a chi quello stomaco ce l'ha. Dovranno pensarci loro a produrre le pillole e spanderle in giro. Si chiama divisione del lavoro anche questa. Io so che non so fare quel lavoro, ci ho provato due volte, sia a sinistra che a destra ed a quasi 20 anni di distanza, non fa per me.

P.S. Ma la tua mamma è così kinky davvero? :-)

No, in effetti è fondamentale che tu continui a fare il prof. Boldrin, che ti viene benissimo.

Lasciate che facciamo noi i pusher di pillole, ma dateci una mano a metterle a punto.

Dopotutto non vorrei spacciare pillole avariate :-)

P.S. Ma la tua mamma è così kinky davvero? :-)

Temo di no...per questo vorrei non doverla vendere al diavolo ;-)

Davvero splendido il tuo post: mi sento di sottoscrivere ogni tua parola. Ne approfitto per sottolineare alcuni dei passaggi più significativi.

[...]Altra cosa: i soldi prestati in generale rientrano. Se mio cugino non mi ripaga subito, mi farà dei favori, in futuro. E poi è famiglia. I BOT sono un pezzo di carta che dice: se mi compri oggi a 100, domani ti do 102 e così è sempre successo. Il rischio non viene visto né con i BOT né con il cugino. I tango bond non erano BOT. Assurdo, ma è così che la cosa era percepita. BOT=soldi sicuri e quasi esentasse (ovviamente l'idea che l'investirore usi il rendimento netto e non il lordo nella sua valutazione se comprare o no il BOT non sfiora nemmeno l'elettore medio...) regalati dal governo italiano a ricchi avidi. Tango-bond=attività esoterica per speculatori professionisti spacciati alle vecchiette da avidi banchieri. L'interesse è fissato in maniera misteriosa (che c'entra con le rivolte di Atene?). Il concetto che se aumenta l'interesse scende il valore è familiare come la teoria della relatività. Anzi, ora che mi ci fai pensare, mi par di ricordare che se uno speculatore viaggia abbastanza veloce diventa più giovane...o era più ricco?[...]

Estrapolo solo questo da tutto il discorso perché è importante capire qual è la percezione che ha l'italiano medio dell'economia e del posto fisso. Questo vale tanto per la persona di destra tanto per quella di sinistra; solo che la sinistra si è appiattita in maniera decisiva su certe posizioni che sono semplicemente fuori dal tempo.

Racconto un aneddoto personale molto significativo: parlavo via chat con una conoscente, una donna di vasta cultura, dottore di ricerca in matematica, organizzatrice di premi letterali... (la potremmo definire parte dell'elite culturale prossima futura?) Posizione politica: sinistra e libertà. Ad un certo punto si parlava di BOT e di come investire i soldi (investire? non credo che abbiamo usato quella parola: troppo capitalista per lei). Ne venne fuori che aveva da pochi mesi acquistato dei titoli di stato italiani: al che le feci notare che il rischio di default c'era, per quanto remoto.

Lei: "Ma come è possibile? Ci sarebbero dei segnali"
Io: "Per l'Argentina questi segnali non si videro" [nota: il caso Grecia era lungi da venire]
Lei: "Non credo che non ripagherebbero la gente"
Io: "E perché mai? Hai fatto un investimento nella ditta sbagliata. Ti faccio notare che acquistare dei BOT equivale ad investire nell'azienda Italia diretta da Berlusconi"

Peccato essere stato in chat ed essermi perso la sua faccia: troppe informazioni fornite in poche righe! La discussione riprese dopo qualche momento di scomento con lei che mi chiese in cosa investire: le risposi che visto che aveva una passione per Zapatero e per i titoli di stato avrebbe sempre potuto puntare sui Bot spagnoli; non le avrebbe garantito maggiore sicurezza, ma avrebbe investito in un Governo in cui crede.

Un altro aneddoto molto significativo, questa volta pubblico, riguarda la trasmissione Report: andate a rivedere una delle puntate in cui si parla del "crack Parmalat". È molto significativo il fatto che coloro che hanno acquistato bond Parmalat non sono definiti "risparmiatori" e non investitori o speculatori. Ciò che hanno fatto non è un investimento sbagliato, ma "hanno perso i loro risparmi". Le parole sono importanti.

Se li sputtani sul piano teorico/empirico al livello che ho letto qui su nfa, raggiungi solo qualche studente di economia e qualche ingegnere appassionato. [..]

Ehi, ma quello sono io :-)!

Sì, è vero, quando spiegate sul piano delle conseguenze pratiche le azioni di una certa politica riuscite più facilmente a raggiungere il grande pubblico. Ciò non toglie che in un blog di economisti sia giusto che trovino spazio argomenti più tecnici.

A chi sostiene che “lo stato deve tutelare i posti di lavoro” si può suggerire di andare almeno una volta al mese dal pizzaiolo più sfigato del quartiere, invece di scegliere sempre quello che fa la pizza migliore. E questo anche se gli piacciono gli hamburger o gli hot dog. Perché discriminare i pizzaioli non competitivi?

Non lo capiranno mai, io a 31 anni ho perso la speranza: viviamo in una nazione in cui la competizione è vista con orrore. E, è inutile illudersi, non è un problema di sinistra o destra: i primi la aborrono, mentre i secondi fingono di volerla, ma nella realtà la odiano ancora di più. In quale paese europeo (parlo di Europa, per tacere degli USA) la destra realizzato il caso Alitalia? E in quale paese europeo la sinistra si sarebbe opposta all'innalzamento dell'età della pensione femminile a 65? Non so voi, ma io faccio fatica ad immaginare la Merkel o Zapatero impegnati in simili battaglie.

In tutto questo sono convinto esista anche una separazione fra l'idea di spesa pubblica e l'idea di chi fornisca i soldi necessari.

Da un lato, gli statali sono convinti che pagando loro le tasse e i contributi alla fonte, rendano possibile l'erogazione dei servizi e il pagamento delle loro stesse pensioni, mentre il privato mette tutto ciò a rischio con l'evasione.

 

Proponi la fotografia ingiallita di un mondo trascorso, e consideri monolitico un universo estremamente variegato e spaccato (non solo tra chi ha certezze e chi, precario, non ne ha nessuna).

Parli di inconsapevolezza di chi fornisce i soldi: io la consapevolezza ce l’ho, mi è stata inculcata (nessuno nasce sotto un cavolo, ma ha un estrazione familiare, o è un’isola, ma è inserito in un contesto) e ne ho anche profondo rispetto.

Ma ognuno fa o vorrebbe fare la sua parte, ognuno a modo suo, ivi compresi i supposti parassiti un po’ babbei.

 

Se parli di baby–pensioni, ci credo, sulla parola. Ma devono essere state liquidate in una mitica e favolosa età dell’oro.

Oggi non soltanto, per quanto è a mia conoscenza, sono fantascienza, ma ci sono potenziali riscossori di vitalizio ostinatamente abbarbicati al loro posto dopo 40 anni di servizio. Mentre altri in prospettiva (prospettiva da cui ‘provvidenzialmente’ distolgono assilli contigenti) auspicano che vengano tolti limiti massimi (non minimi), o che la natura faccia il suo corso prima che il problema si ponga, sennò si verrà rottamati.

 

Non soltanto il mondo imprenditoriale risente dei contraccolpi delle italiche sperequazioni, come sembri credere. Certi fenomeni elettorali sono sfaccettati, ancorché riconducibili ad un’unica matrice.

Il perverso sistema italia esibisce sfrontatamente le sue aporie proprio in ambito statale, ovvero nel regno per eccellenza dei diritti acquisiti (quelli agitati da chi è entrato nel momento giusto o è nato in un posto piuttosto che in un altro), che sono quella cosa per cui qualcuno non ha alcun diritto, né ora né mai.

 

Consistenti flussi unidirezionali professionalmente connotati in certi settori statali (preteso appannaggio di una parte di italia che per quel che ne so io non ha analoghi in nessun paese: è un unicum italico) sono il sintomo di una patologia; le terapie sperimentate per rimediarvi a tutela di chi è discriminato vengono stroncate dall’(in)giustizia amministrativa.

Il diritto alla mobilità costituzionalmente garantito, principio sacrosanto quando si coniuga con l’applicazione di principi meritocratici effettivi e non millantati (i diritti acquisiti appunto),  viene brandito come un’arma impropria da chi, lontano, produce esuberi che pretende di far smaltire ad altri (vengono puniti il soggetto istituzionale che opera in modo più virtuoso e il singolo che sta in un contesto in cui non c’è una sproporzione patologica tra numero abnorme e patologico di candidati e opportunità e potrebbe beneficiare di un sistema degno), ma, beninteso, in nome della costituzione e dei diritti acquisiti, ci mancherebbe. Chi balbetta una protesta è tacciato di razzismo. Troppo comodo.

 

Le soluzioni abbozzate dagli unici, bisogna riconoscerlo, che si sono posti il problema (gli unici che lo abbiano intercettato), problema effettivo, a me non piacciono: così come aborro l’adozione del censo come criterio selettivo, allo stesso modo aborro l’adozione di qualsiasi altro criterio che sia difforme dal merito.

Se il protezionismo, peraltro di difficile applicazione data l’incostituzionalità dei provvedimenti in cui si ipotizza di concretarlo (ma qualunque provvedimento rischia, come ormai accade quasi sistematicamente, di candidarsi all’insuccesso: la comprovata incapacità ministeriale rivelata da errori marchiani compiuti e da politici e da tecnici e apparati potrebbe portare alla paralisi) è l’abominevole tentativo di rimedio estremo, di cui non condivido la filosofia, a un male estremo, è anche vero che nessuno ha cercato di risolvere il male con una soluzione accettabile.

E la ragione è che chi si dovrebbe cimentare nell’escogitazione di una soluzione adeguata è interessato a raccogliere voti laddove ci si aggrappa ad un’anomalia salvifica (mica ci sono soltanto i trasferimenti in moneta sonante). Insomma il problema è l’anomalia italica. La soluzione vera sarebbe stata garantire a tutti, nessuno escluso, opportunità meritocratiche e non mortificarle nella riduzione ad ammortizzatori sociali.

 

Esiste un nodo inestricabile. Piaccia o non piaccia, una parte del paese potrebbe forse ancora allinearsi con i paesi civili e progrediti. Si può anche cercare, biecamente, di colpevolizzare l’insofferenza, ma, quando questa passerà il livello di guardia, esonderà.

 

In generale, la meritocrazia in italia è elusa sotto tutti profili: oltre ai diritti acquisiti storicamente accampati e riconosciuti, ogni riforma deve faticosamente farsi largo tra le più disparate e pressanti richieste da parte delle più disparate categorie di vantaggi indebiti (ognuno agita un diritto acquisito e fideistico che pretende di farsi accreditare senza dimostrarlo in una selezione meritocratica), per non partire sugli stessi blocchi di partenza degli altri.

 

Proponi la fotografia ingiallita di un mondo trascorso, e consideri monolitico un universo estremamente variegato e spaccato (non solo tra chi ha certezze e chi, precario, non ne ha nessuna).

Boh, veramente cercavo solo di dire a Michele che la maggior parte della gente (che vota) non è in grado di capire la teoria economica e non sa cos'è un modello e che quindi è necessario partire da più in basso se si vuole influire sulle sue scelte politiche.

Se il mio mondo di 45enni o giù di lì, prevalentemente laureati, ma non solo, è un "mondo trascorso", me ne compiaccio. Fa piacere sapere che le nuove generazioni leggono in massa nfa ;-)

A parte le battute, ho l'impressione che al di là del linguaggio diverso che usiamo e dei casi che ci vengono in mente per primi (perché quello erano gli esempi che avevo portato, con un po' di enfasi retorica, ma non troppa), non abbiamo posizioni troppo distanti.

Ma ognuno fa o vorrebbe fare la sua parte, ognuno a modo suo, ivi compresi i supposti parassiti un po’ babbei.

Il fatto che la totalità dei dipendenti pubblici siano pagati (stipendi e pensioni) con quanto avanza degli stipendi e dei profitti dei privati (imprenditori e dipendenti), non fa di loro dei parassiti.

In natura esistono anche i simbionti. Molti di loro lo sono: usano i miei soldi per costruirmi strade, difendermi dalle aggressioni, curarmi le malattie e insegnare ai miei figli.

Altri non fanno nulla di utile, o perlomeno di richiesto da chi li paga, ma questo è irrilevante nel presente topic.

Se parli di baby–pensioni, ci credo, sulla parola. Ma devono essere state liquidate in una mitica e favolosa età dell’oro.

Forse, ma continuano a percepire la stessa pensione a sbafo. Ho una parente che ha insegnato per 15 anni, dai 26 ai 41, e da allora percepisce una pensione. Oggi ha quasi 70 anni ed è perfettamente in forma. 30 anni di pensione + 26 anni di cure mediche, scuola, uso delle strade, ecc. in cambio di 15 anni di tasse e contributi...pagati poi in realtà dai dipendenti del privato e dagli imprenditori che pagavano le tasse 30-40 anni fa.

Se la cosa disturba me, credo dovrebbe far incazzare come delle bestie i giovani precari che faticano a trovare un lavoro decente a causa dell'enormità dei contributi INPS (oltre a tutte le conseguenze indirette) che quei pensionati ci costano.

E sul fatto che la pratica sia stata interrotta in una mitica età dell'oro avrei i miei dubbi. Pensa solo all'abolizione 3 anni fa del famoso "scalone" da parte di Prodi, dopo le urla sull'ingiustizia di mandare in pensione a 60 anni chi aveva il "diritto" di andarci a 57. Non saranno stati baby, ma erano comunque ben al di sotto di quanto è demograficamente ragionevole.

Non soltanto il mondo imprenditoriale risente dei contraccolpi delle italiche sperequazioni, come sembri credere. Certi fenomeni elettorali sono sfaccettati, ancorché riconducibili ad un’unica matrice.

Non so da dove deduci che credo una simile assurdità. Gli operai disoccupati li vedo tutti i giorni. E' ben più del mondo imprenditoriale a faticare, ma mi permetto di pensare che sia comunque il mondo limitato al settore privato. Quando senti ogni giorno fornitori e clienti che chiudono lasciando imprenditori sul lastrico e dipendenti senza futuro immediato e poi vedi la CGIL indire una manifestazione contro il blocco degli aumenti (!) ai dipendenti pubblici o Bondi strillare contro i tagli alle sovvenzioni per il cinema...beh, mi pare che i privilegiati di cui parli siano una categoria ben identificabile. E ripeto, ciò non significa che siano parassiti. Solo che gli viene concesso un lusso che nessun altro si può permettere e che il mondo reale non prevede. Perlomeno non per sempre...

Ma qui mi fermo. L'argomento era come sia più opportuno cercare di far capire l'economia agli elettori italiani e le ingiustizie sociali sono una conseguenza dell'ignoranza. Se risolviamo il primo problema forse si risolverà anche il secondo. Forse. Sono però convinto che senza proposte e, di conseguenza, scelte politiche radicalmente diverse da quelle che vediamo in giro, non si vada (pacificamente...) da nessuna parte. Cercherei quindi di concentrarmi sulla proposta di Michele e su come ampliarla.

 

E' ben più del mondo imprenditoriale a faticare, ma mi permetto di pensare che sia comunque il mondo limitato al settore privato.

 

TI SBAGLI! Non è assolutissimamente così. E' un cliché non calzante alla realtà. Questo volevo dire nel mio precedente intervento, devo essere stata troppo criptica.

Il privato, vivaddio, assume chi vuole. Nel privato mica ti impongono, avendo già fin troppi aspiranti,  di assumere esuberi prodotti lontano (il movimento è unidirezionale) che hanno acquisito diritti sacri ed inviolabili (a spese di chi?) da far valere ovunque, cioè anche presso chi non è affatto responsabile dell'acquisizione di tali pretesi diritti.

Questo è un fenomeno tipico del pubblico, anche se non di tutti i settori, solo quelli dove il reclutamento è e antimeritocratico e selvaggio e che sono, chissà perché, ovunque appannaggio di una certa parte di italia (per diritto divino?). Non c'è selezione meritocratica, ma avanzamenti automatici. Se si applicassero criteri meritocratici, il diritto alla mobilità sarebbe sacrosanto.Tutti i tentativi di correggere questi meccanismi perversi, che non sono sempre stati in vigore, sono falliti.

 ma ci sono potenziali riscossori di vitalizio ostinatamente abbarbicati al loro posto dopo 40 anni di servizio. 

 

 

e ci sono riscossori di due tre pensioni da nababbi che ancora occupano poltrone in decine di C.D.A. di partecipate o di società pseudoprivate

 

baby pensioni

Altro che baby pensioni, non si schiodano: il buen retiro non li alletta.  E, come sempre, fioccano i contenziosi amministrativi. E' tutto un contenzioso amministrativo, in italia.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_4/sacchi_professore-1602595156250.shtml

http://www.ilgiorno.it/legnano/cronaca/2010/02/15/291796-insegnante.shtml

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=20660

 

non è questo il caso, ma anche per i contenziosi amministrativi (certi di sicuro), l'italia non è una, come vorrebbero i nostalgici: c'è una parte di italia dove gli avvocati fan fortuna

 

 

il primo l'ho visto tempo fa in TV

deve essere un guru di CL

Nel privato quando compi 65 anni ricevi una letterina e te ne vai

La regola non vale per PDG e cordata di sostegno.