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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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Beh io ti posso dire come la pensavo io quasi vent'anni fa quando frequentavo i primi anni della facolta' di statistica a roma.

In realta' il problema e' proprio che ti fanno il lavaggio del cervello, tu arrivi al primo anno al corso di economia I e c'era Roncaglia che cominciava a dirci (semplifico il linguaggio che era molto piu' raffinato): "se credete ai marginalisti siete delle pippe, l'unico che c'ha capito tutto e Sraffa, questa e' la vera economia politica, keynes non era male, ma solo perche' era amico di sraffa (e poi gli unici che hanno capito veramente keynes sono sraffa e la robinson)". Economia I si studiava su questo libro di cui e' meglio non commentare. Tra l'altro Roncaglia e' il massimo conoscitore di william petty (la situazione era che sraffa s'era gia' preso Ricardo, Sylos Labini s'era preso Smith, roncaglia doveva trovare un economista classico su cui diventare esperto, meglio se poteva dire che era stato il primo a fare qualcosa, e colpo di scena!!! William Petty e' il primo economista e statistico della storia!!! alla facolta di statistica meglio di cosi eh! :) )

Ti cominciano a raccontare che se vuoi essere figo devi entrare a fare parte di questa ristretta cerchia di studiosi dell'economia politica che combattono contro i cattivi marginalisti, tipo il signore degli anelli, e tu che fai? io ci ho creduto (almeno fino all'ultimo anno di universita'). E guarda che i firmatari della lettera che appartengono alla facolta di statistica di roma ci sono quasi tutti!!! Biasco, Palazzi, Piacentini, Bruno (mi ha sorpreso non vedere il nome di Roncaglia), etc.

Tanto per farsi una risata (ex post), quando al secondo anno (1992) seguii il corso di economia matematica tenuto dal Prof Lippi (tutta micro neoclassica), mentre Lippi spiegava teoria del consumatore, arrivati a Slutsky, ci fece capire che era importante, perche' poneva una restrizione che era possibile testare empiricamente, ed io che in quel momento pensavo, ma quali restrizioni testabili empiricamente!!! questa teoria e' falsa, figurati se e' possibile testarla empiricamente!!! (cervello completamente lavato). Vabbe' meno male che c'era (c'e ancora per la fortuna degli studenti di statistica) Lippi, che m'ha insegnato un po' di economia e tanta econometria.

Insomma come mi e' gia' capitato di dire sul blog, di danni me ne hanno fatti e tanti (tanta tanta fatica per rimediare), il loro obiettivo non e' formare economisti ma guerriglieri ideologici (avere giovani seguaci probabilmente li fa sentire importanti). Tra l'altro fanno i democratici riformisti di sinistra e poi sono tra i piu' feroci baroni dell'universita italiana. 

 

Tra l'altro fanno i democratici riformisti di sinistra e poi sono tra i piu' feroci baroni dell'universita italiana.

E che c'e' di strano? Le baronie universitarie sono tradizionalmente una casta di sinistra (da che e' caduto il fascismo, ca va san dire).E' una guerra per bande, i discorsi ideologici sono strumentali.

statistica

Meo Patacca 14/7/2010 - 08:02

Almeno c'era Marco Lippi. Biasco usava un testo standard (il Gandolfo; un ragazzo tedesco mi ha raccontato che a Bonn, quando Selten si mise a insegnare il corso di economia internazionale, usava proprio quel libro li'). Anche Spaventa usava testi standard (Dornbush-Fisher). E allora anche Dosi faceva cose interessanti. E poi erano bravi quelli del Dipartimento di Statistica (Piccinato, Orsingher, la Salinetti, Dall'Aglio, Coppi, ...). Infatti un po' di gente brava c'e' uscita alla fine da quella facolta'.

Il bello (anzi, il brutto), e' che da allora e' persino peggiorata. Anzi, ha subito proprio un tracollo.

Caro Meo sono d'accordo con quello che hai scritto. Biasco usava il Gandolfo, vol.II, però costringeva gli studenti a studiarsi le sue teorie sui circuiti valutari. Spaventa ha usato negli anni in cui ha insegnato Economia II, rispettivamente, il Dornbusch - Fischer (congiuntamente a John Maynard Keynes di H. Minsky), l'Hall-Taylor e le dispense di Giorgio Rodano che poi sono state pubblicate come "Lezioni di macroeconomia-Carocci". Quando Biasco ha fatto il parlamentare, Spaventa ha insegnato Economia internazionale. Spaventa è stato vicino alle teorie sraffiane fino al 1977, anno in cui intervenendo ad un convegno organizzato presso l'Università di Perugia dal prof. Caravale, ne ha preso le distanze. Per gli interessati gli atti sono stati pubblicati in questa  sede. Da allora il prof. Spaventa ha iniziato ad utilizzare la cobb-douglas  qui e  qui.

p.s. Grande il prof. Lippi che veniva a lezione col sigaro e col gesso ed insegnava in maniera seria la teoria economica.

p.s. Grande il prof. Lippi che veniva a lezione col sigaro e col gesso ed insegnava in maniera seria la teoria economica.

Questa lettera di Lippi al rettore di allora de "La Sapienza" e' datata anno 2000. Mi sembra una buona descrizione critica del sottobosco culturale da cui proviene la lettera degli economisti.

Conoscevo la lettera. Grazie per averla segnalata anche agli altri lettori del blog. Lippi si è anche dimesso dalla Società italiana degli economisti quando questa istituzione non ha preso provvedimenti nei confronti del prof. Zamagni. Qui la sua nota "Il  Vaticano e la Società italiana degli economisti".

Bella anche questa.

Per un altro contributo alla comprensione di cosa sia la chiesa, a cosa serva, e a cosa si dedichino monsignori, cardinali e papi, consiglio il recente G.L. Nuzzi, "Vaticano S.p.A.". Appena terminato.

Michele, il libro sembra esplosivo... Secondo te ha dei fondamenti di verità? ..quasi quasi vado a ordinarlo...

Credo sia tutto vero, almeno la parte basata sui documenti lasciati da Dardozzi (Nuzzi ne riproduce svariati ed è chiaro che ha tutti quelli che menziona). C'è una parte finale sul Vaticano che cerca di creare il "grande centro" e su relazioni finanziarie con Provenzano che è più labile.

Alla fine, guarda, non dice nulla di esplosivo. Semplicemente conferma e documenta quello che sapevamo e molti si ostinano a negare:

- Il ruolo politicamente criminale giocato da Andreotti come uomo del Vaticano in Italia, i finanziamenti sporchi che costui ha ricevuto in cambio di favori continui, intrallazzi, e via elencando. Il suo essere perno di un sistema occulto che compenetra il malaffare con la politica e la finanza criminale italiana.

- Il ruolo cruciale dello IOR nella maxi-tangente Enimont, di nuovo con Andreotti in mezzo ma anche con gli altri; soprattutto il fatto che il Vaticano ha ostacolato le indagini in ogni modo possibile.

- Il fatto che, sia Montini prima che Wojtyla dopo, fossero alla fine consapevoli di quanto avveniva e coprissero o guardassero dall'altra parte.

Alla fine, ti si confermano due opinioni o tre:

- Il Vaticano è un'organizzazione semi-criminale che gode di privilegi assurdi a causa dei Patti Lateranensi che andrebbero radicalmente rivisti;

- I "fedeli" che a questa organizzazione donano ed i precetti della quale seguono sono dei semi-gonzi ubriacati da chiacchere melense che coprono una realtà squallida.

- La religione organizzata non sarà l'unico oppio dei popoli, ma senz'altro è quello al momento più dannoso nel Bel Paese.

Grazie Michele. Ad una cosa va dato atto ad Andreotti: è sempre riuscito a nascondere bene i suoi giochi. Pare che i discepoli e i discendenti non sono stati e non sono così efficaci nell'occultamento (oppure hanno esagerato e quindi s'è scoperto tutto?).

Bhe sor Giulio "lavorava" quando: non esistevano intercettazioni telefoniche, la televisione era solo la RAI (e si oscurava la TSI), non esisteva internet e c'era il pericolo comunista veramente. Infatti crollato il muro sono iniziati i problemi anche per lui.

Sarà stato anche "bravo", ma penso sempre più che i nostri cosidetti "grandi statisti" (quelli che a Ponte Chiasso già nessuno si fila di pezza), anche nel loro essere "malvagi" non abbiano avuto nessuna grandezza. Sono stati solo delle mezze tacche aiutati dalle circostanze.