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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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ma vi prego non attaccatevi con vattimo è un povero vecchio che non sa ciò che dice. E' l'unico a difendere Cuba dal cattivone americano.

Replico qui sulla questione della destra e della sinistra da scalfire. Non credo che la questione dipenda dal popolo produttivo da convincere. Non credo sia lecito pensare (e purtroppo su questo sito da buoni professori pensate sia possibile) che esisterà mai una classe dirigente capace di fare il bene del paese. Vado rapido perchè ho fretta avete letto mai l'elogio alla ghigliottina di Gobetti? Dopo una lettura superficiale domandatevi quale può essere la soluzione. La mai risposta è che non serve cambiare testa al comando, ma cambiare il modo in cui si comanda. Depotenziamo lo Stato ed evitiamo che le masse ignoranti ci governino.

Depotenziamo lo Stato ed evitiamo che le masse ignoranti ci governino.

Geniale, hai scoperto l'uovo di Colombo. Ora, anche se vai di fretta, posso fartela la domandina?

CHI depotenzia lo stato e COME?Tu? Io? Le masse "ignoranti"? Le classi dirigenti che lo stato controllano?

Solo lo stato può depotenziare se stesso, rebus sic stantibus, o no? Meglio detto, solo la classe dirigente, per definizione, può ridurre i poteri della classe dirigente.

Non solo perché così è ma perché segue anche dalla tua ipotesi di lavoro: in alternativa alla classe dirigente rimangono solo le masse "ignoranti" come deponziatori dello stato. Ma, per ipotesi tua, le masse "ignoranti" né possono né vogliono depotenziare lo stato. O sogni improbabili assalti popolar-libertari ai palazzi del potere?

Quindi, mi dispiace, siamo punto a capo: la soluzione miracolosa richiede un'extra step. Ossia che coloro che vogliono depotenziare lo stato si facciano classe dirigente. Hic rodus, hic salta.

Quindi, mi dispiace, siamo punto a capo: la soluzione miracolosa richiede un'extra step. Ossia che coloro che vogliono depotenziare lo stato si facciano classe dirigente. Hic rodus, hic salta.

E chi? Sinceramente non vedo nessuna categoria sociale capace a raggiungere lo scopo.

I giovani? finchè c'é feisbuuk e la De Filippi in TV non c'è pericolo che muovano il qlo.

Gli intelletuali? Basta vedere i 100 come stan messi

I lavoratori e/o imprenditori? protestano al max per il loro piccolo orticello, basta il contentino e tornano in riga

Quando non prendete il malox siete più divertenti di Vattimo che parla di economia..

Sarà anche l'uovo di Colombo, ma non ho mai visto proposte su questo sito in tal senso. Il mio era un commento, ma voi che conoscete così bene l'uovo di Colombo potreste spiegarci in cosa consiste questo depotenziamento. Inoltre la mia era una risposta ad un commento in cui assolutamente non si parlava di questo, ma di una supposta nuova elite politica che possa recuperare i voti del nord produttivo. A me il ricambio delle elite in stile paretiano interessa ben poco. Non si possono fare analisi economiche senza rendersi conto che il substrato giuridico (praticamente assente su questo blog) è l'elemento determinante perchè qualsiasi libertà possa essere garantita. Non diamo al materialismo storico di Marx troppe soddisfazioni. In ogni caso la pars destruens può essere veicolata da due possibilità:

1) la crisi manda tutto all'aria, qualche mente illuminata trasforma lo Stato e si leva dalle scatole prima di credersi Dio (altamente improbabile tendente all'impossibile)

2) l'unione europea prende provvedimenti seriamente liberali per risolvere la crisi ed impone come ha sempre fatto la trasformazione delle regole giuridiche. B. perde credibilità a causa della crisi. L'Italia si deve adeguare qualcuno si fa carico delle riforme (mediamente probabile)

3) ci affidiamo ai leader della sinsitra futura che finalmente liberi da marx e dal peggior keynes, dagli interessi convergenti con B., dalla crisi a spirale ci traghettano verso un sistema politico in cui finalmente arrivati al potere decidono di depotenziare  e di tornare a casa (si mi sembra la più probabile.. ah alla fine Darth Fender diventa buono e vissero felici e contenti)

Facciamo il tifo per la crisi e speriamo che l'Unione Europa per far fronte alle spinte esterne si metta seriamente ad imporre regole rigide. La trasformazione può avvenire solo se certi meccanismi vengono messi al bando. Per esempio grazie alla crisi possiamo sperare che gli stati non si indebitino e, quindi, debbano abbandonare gli strumenti che producono debito. Sono i fatti a far cambiare le cose e non le teste che si trovano a capeggiare quei fatti (una lettura di Tolstoj?).

Pars costruens (perdo altri due minuti):

1) Liberalizzazione assoluta dei mass media + fine del controllo pubblico della rai.

2) Ripulita abbondante e copiosa di tutte le competenze inutili dello Stato (es. la nomina dei primari)

3) Legge elettorale proporzionale con le preferenze + fine del mito della governabilità

4) Riduzione del numero dei sistemi di governo locali attraverso una seria sussidiarietà che parta davvero dalla società civile

 

A tutto questo va aggiunto un intento serio e costruttivo di educare (in quanto membri della società civile) a tali idee. Mi domando come mai oggi un ragazzo possa essere comunista o berlusconiano, ma non liberale. Forse è il caso di uscire dai soliti ritrovi di sapienti intellettuali ed andare a parlare alle persone, ai ragazzi. Credo che sia giusto domandarsi perchè i ragazzi o sono menefreghisti o comunisti o fascisti o berlusconiani. Dare la colpa alle nuove generazioni fa parte di quell'atteggiamento stupido ed arrogante di chi crede che esista l'età dell'oro e poi dice almeno negli anni settanta...

Cmq vi informo in via ufficiale che su di voi non è sceso lo Spirito Santo.. Appena Dio vi manda la chiamata sarete i portatori della Verità fino ad allora affidatevi a Socrate.

Facciamo il tifo per la crisi e speriamo che l'Unione Europa per far fronte alle spinte esterne si metta seriamente ad imporre regole rigide.

Ma questo mi sembra solo spostare l'autorità dallo stato alla UE.

Ma aspettare l'aiuto da fuori non sarebbe il "solito" vizio Italiano?

Anche perché mi sa tanto che all'UE interessi di più la nostra stabilità economica (e quindi di riflesso quella di tutta l'Unione) piuttosto che altro. Anzi uno stato membro che non crea guai ma i cui rappresentanti valgono come il 2 di bastoni (con briscola a denari) non credo sarebbe tanto disprezzato...

Senza interventi esterni in Italia non è mai cambiato niente

Quindi sì agli oriundi in nazionale!

Battute a parte non sei troppo drastico ? Anche fosse si potrebbe cominciare a cambiare metodo no? Anche perchè chi fa da sé fa per tre o come diceva Dylan "you shouldn't let the other people get your kicks for you".

trovo le osservazioni fatte molto interessanti. Provo a dare una risposta.

Affidarsi ad un cambiamento epocale (poniamo sempre mediato da un fatto di dimensioni spropositate) che nasca spontaneamente nel popolo italiano è purtroppo un'aspettativa improbabile. Faccio riferimento di nuovo all'articolo elpgio alla ghigliottina di Gobetti, uno dei pochi lucidi interpreti dell'animo italiano alla pari di Tomasi. Se pensiamo, al di fuori di giudizi di valore, a Tangentopoli, possiamo ben capire perchè in Italia le cose nn cambieranno mai. In quel momento sembrava che ci fosse in atto una sollevazione popolare contro un malcostume tutto italiano e che aveva fatto proseliti proprio tra gli stessi italiani che poi erano andati a lanciare le monetine fuori al raphael. Tangentopoli è il segno del trasformismo raccontato quasi 100 anni fa da Tomasi: è necessario che tutto cambi, perchè tutto resti come è. Non credo che oggi ci siano le condizioni culturali perchè qualcuno si indigni più di tanto per qualche ruberia, figuriamoci se c'è l'approccio culturale necessario per comprendere cosa sia lo stato depotenziato (espressione mia). Dall'interno non partirà mai nulla sia per le ragioni storiche sia perchè coloro che si impegnano in prima persona per il cambiamento hanno una formazione culturale che purtroppo è inconciliabile con queste idee (penso al grandissimo Roberto Saviano che però in ogni uscita pubblica parla di più Stato).

Lo spostamento della sovranità all'UE non è un problema in sè, perchè chi di noi non preferirebbe un governo europeo piuttosto che il nostro (almeno dal punto di vista delle capacità).

Le politiche europee che potranno venire potrebbero imporre dei vincoli così stringenti alle scelte degli Stati che i politici avrebbero grosse difficoltà a continuare pratiche pazzesche come quelle, per esempio, di Bassolino. Se eliminiamo la capacità finanziaria di appaltare potere, possiamo almeno sperare di iniziare un cambiamento. Tuttavia l'unica strada parallela per raggiungere questo risultato è quello di uscire dalle torri d'avorio ed iniziare a parlare con i giovani per formare una nuova mentalità. Purtroppo la cultura liberale è diventata elitaria, un bene per pochissime persone, un insieme di nozioni di carattere marcatamente economico e, quindi, poco comprensibile alla maggioranza. Se creaiamo un sistema culturale capace di trasformare lo Stato possiamo sperare di non ritrovarci con dittatori new age. Il punto debole di nfa, per esempio, è proprio l'autorefernzialità.

Lo spostamento della sovranità all'UE non è un problema in sè

ognuno parli per sé... trasferimento di sovranità?? c'è chi aspira all'autodeterminazione