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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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Caro ne'elam (e quant'altri hanno suggerito sin dal principio di lasciar perdere),

ci ho pensato e ripensato al consiglio, ma continua a non convincermi.

Se intendo bene l'argomento vostro è: questi dicono cose incoerenti ed insensate, peggio ancora di quelle che dice Giulio Tremonti, il che è tutto dire. Con quest'ultimo vale la pena di polemizzare, dopotutto fa la politica economica italiana ed è il vero capo economico del governo; occorre quindi fare il possibile per far capire ai suoi governati di quale incompetenza ed incoerente mala fede siano vittime. Gli autori della lettera ed il testo delle medesima, invece, sono ignorati da tutti e sono riusciti a farsi pubblicare l'appello sul Sole 24Ore per ragioni misteriose (nota: misteriose?). Non hanno alcuna influenza sul dibattito di politica economica e non sono punto di riferimento per alcuno. Ignoriamoli e basta.

Io condivido la prima parte dell'affermazione, ovviamente. Ma non la seconda. Soprattutto, non condivido le implicazioni che ne'elam, ed altri cari amici, fanno discendere dall'osservazione che il livello intellettuale che la lettera esprime sia miserrimo (firmatari della lettera che attentamente seguite questo blog: fate attenzione, parlo del contenuto della lettera, quindi evitatevi l'accusa di "denigrazione personale").

Andiamo per ordine.

1) Questo è uno scontro politico che costoro, autori e molti dei firmatari, stanno cercando di spacciare per scontro intellettuale. NON LO È. Ma questo non è ovvio a chi li legge. Anzi, è apparente dalle reazioni che l'operazione di camuffamento è ben riuscita sin dall'inizio. Questa è la spiegazione "buona" di perché il Sole l'ha pubblicata. Quindi va smascherata come tale, ripetendo che il contenuto intellettuale della lettera è negativo.

2) In particolare, va smascherato il tentativo, maldestro ma con possibilità di successo in un paese come l'Italia, di nascondersi dietro alla coppia KK (Keynes come rivisitato da Krugman). Ora, non è che le cose che Krugman va scrivendo siano grande economia, ma sono almeno coerenti. Nel senso che vi sono mondi astratti ed internamente coerenti in cui possono essere vere. La gran parte di quanto i 100 dicono non ha nemmeno questa dote. Quindi va spiegato che sono incoerenti e che quanto chiedono NON è identico a quando KK chiede (che è dannoso e pericoloso lo stesso, ma per ragioni storiche ed empiriche).

3) Piaccia o meno (e l'articolo di Vattimo che Mario ha linkato lo prova) questi vengono presi sul serio a "sinistra". E qui vengo al punto di fondo, che è quello che mi interessa. Io ho, notoriamente, zero rispetto per la sinistra politica italiana. Ma ho rispetto per molti dei gruppi sociali (la "gente") che la vota. Ovviamente ho anche rispetto per molti dei gruppi sociali che votano a destra, da questo punto sono abbastanza ambivalente. E, altrettanto ovviamente, ho rispetto negativo per la destra politica italiana. Niente di nuovo, insomma: io ritengo che in Italia ci sia davvero la casta, all'interno della quale BS è solo il peggiore, il "principe" del momento su cui si regge la corte. Ma c'è una differenza: la destra politica è solida e BS non salterà (con buona pace di Fini e Casini che ci stanno riprovando facendo ridicole manovre di palazzo). La ragione per cui BS non salterà è profonda, si chiama Nord e non la voglio elaborare qui. Prendetelo come assioma: BS non salta né è marginalizzabile, a meno che non ci pensi madre natura. A sinistra, invece, io son convinto che qualche speranza di mandarli a casa ci sia. Magari è vero che i tempi non sono ancora maturi e che occorre scendere più in giù, ma io credo che l'oligarchia castizia di sinistra sia molto più eliminabile oggi di 2 o 5 anni fa.

4) Cosa c'entra questo con la lettera? C'entra. Piaccia o meno le boiate di cui è ripiena la lettera sono oggi la cultura politico-economica del militante medio di sinistra, da IdV a PD per capirsi. Quelli di RC e paraggi dicono cose più pesantemente fuori dal mondo. Non so se date un'occhiata ai loro giornali, se leggete i loro blogs, se parlate con loro. Io, mal me ne incolga, lo continuo a fare anceh se mi provoca continui conati dall'acido sapore. Ma così è: la dirigenza di sinistra oggi o non sa cosa fare/dire o dice cose non dissimili dalla lettera. Il "popolo" di sinistra, ossia quelli politicamente attivi, dicono quasi tutte quelle cazzate. Leggete in giro e vedrete che non m'invento nulla. Chi di voi era a Pisa, alla Scuola Santa Anna, sa di cosa parlo: è quello che abbiamo ascoltato lì, figlioli, era il meglio, era l'elite intellettuale! Andate alla FIOM di Pomigliano, o alla sezione del PD di Assago e poi fatemi sapere di cosa di discute.

5) Una militanza di sinistra che cambi di dirigenza politica ma che mantenga la cultura socio-economica che quella lettera esprime è votata all'insuccesso elettorale ed al suicidio socio-economico (insisto con forza sulla parola suicidio) nei decenni a venire. Non solo, garantisce che dopo BS (perché qualche dopo un giorno verrà) andrà al potere una destra ancora più squallidamente fascio-ladra dell'attuale. Perché la destra che voglio io in Italia non c'è, proprio non c'è, non c'è mai stata e per il resto della mia vita non ci sarà. La leadership politica, organizzativa, ed anche ideologica, della destra italiana è saldamente in mano a clerico-fascisti e servi-ladri: vinceranno loro ed andranno al governo con il voto di quella fetta del popolo produttivo del Nord (e, sempre più, del Centro) che pur di non aver a che fare con le follie che la lettera suggerisce è disposto a vendere la madre a satana in persona. E non è ovvio che abbia torto, magari la mamma è un po' kinky ...

6) Questo si può evitare se e solo se si verificano simultaneamente una lunga serie di cose, ognuna delle quali scarsamente probabile. Si caccia l'attuale dirigenza di sinistra. La cultura della parte attiva della sinistra italiana abbandona le follie guevaristo-populiste che la paralizzano da decenni. La nuova dirigenza della sinistra italiana riesce a parlare al popolo produttivo del Centro-Nord ed offire ad esso (e così facendo al proprio "popolo storico") una prospettiva di crescita economica, di benessere, di futuro non miserabile. Tale discorso viene compreso, creduto ed accettato sino al punto che una fetta vera di popolo produttivo del Centro-Nord si fa classe dirigente della sinistra italiana, contro la destra clerico-fascista, ladra e parassitaria. Come vedete, all'interno di questo tragitto improbabile ma possibile, il sistematico e feroce sputtanamento di questi cattivi maestri di fronte al "popolo di sinistra" ci sta tutto. Ripeto, non è un dibattito accademico, è uno scontro politico contro dei nemici del popolo. Andrea e Giulio, non scordatevelo a Bari: li troverete anche lì, pronti a dir cazzate dannose.

Sia chiara una cosa: a me che sia la destra o la sinistra, non frega nulla. Io lavoro solo attorno alla tenuissima speranza che un giorno si riesca a far crescere un gatto capace di mangiare il topo. Quindi l'ipotesi che avanzo è puramente determinata da una ed una sola constatazione di fondo: oggi come oggi il dominio di BS e della sua cricca sulla destra politica italiana mi sembra inscalfibile. Quello di Bersani e (mi dispiace dirlo) anche dei vari De Magistris & Co, mi sembra almeno marginalmente scalfibile. Quindi suggerisco di lavorare di leva da quel lato, pronti a cambiare lato se le circostanze mutassero.

Vado a farmi del buon pesce fresco, ho straparlato abbastanza per oggi. Forse è il sole forte della cala deserta dove m'ha portato madame Corbetta.

michele se posso aggiungerei un'altra ragione. molta di questa gente insegna nelle universita' italiane e continua a fare lavaggio del cervello ai nostri ggiovani, spesso facendo danni irreparabili.

metterli in discussione con argomenti logici e dati ma senza peli sulla lingua contribuisce anche a scalfirne l'aura del professore associata in italia alla posizione, e in parte contribuisce a far capire al grande pubblico e ai giovani praticanti di economia italiani che c'e' altro fuori e che quell'altro magari e' anche meglio (if you are into logic).

Indeed. Questo era esattamente uno degli argomenti principali in un articolo che ho scritto e che poi ho cestinato (ma non per sempre, il file è ancora lì).

Anche nFA dispone di dossier scottanti! :-)

michele se posso aggiungerei un'altra ragione. molta di questa gente insegna nelle universita' italiane e continua a fare lavaggio del cervello ai nostri ggiovani, spesso facendo danni irreparabili.

Parole sante!!!

Una domanda su questo punto: ma ad economia come funzionano gli esami?

Insomma, uno studente deve dimostrare di credere nelle teorie propinate dal professore di turno per prendere un buon voto?

Uno studente dei firmatari se si presentasse ad un esame con le idee di B&B che fine farebbe?

 

Beh io ti posso dire come la pensavo io quasi vent'anni fa quando frequentavo i primi anni della facolta' di statistica a roma.

In realta' il problema e' proprio che ti fanno il lavaggio del cervello, tu arrivi al primo anno al corso di economia I e c'era Roncaglia che cominciava a dirci (semplifico il linguaggio che era molto piu' raffinato): "se credete ai marginalisti siete delle pippe, l'unico che c'ha capito tutto e Sraffa, questa e' la vera economia politica, keynes non era male, ma solo perche' era amico di sraffa (e poi gli unici che hanno capito veramente keynes sono sraffa e la robinson)". Economia I si studiava su questo libro di cui e' meglio non commentare. Tra l'altro Roncaglia e' il massimo conoscitore di william petty (la situazione era che sraffa s'era gia' preso Ricardo, Sylos Labini s'era preso Smith, roncaglia doveva trovare un economista classico su cui diventare esperto, meglio se poteva dire che era stato il primo a fare qualcosa, e colpo di scena!!! William Petty e' il primo economista e statistico della storia!!! alla facolta di statistica meglio di cosi eh! :) )

Ti cominciano a raccontare che se vuoi essere figo devi entrare a fare parte di questa ristretta cerchia di studiosi dell'economia politica che combattono contro i cattivi marginalisti, tipo il signore degli anelli, e tu che fai? io ci ho creduto (almeno fino all'ultimo anno di universita'). E guarda che i firmatari della lettera che appartengono alla facolta di statistica di roma ci sono quasi tutti!!! Biasco, Palazzi, Piacentini, Bruno (mi ha sorpreso non vedere il nome di Roncaglia), etc.

Tanto per farsi una risata (ex post), quando al secondo anno (1992) seguii il corso di economia matematica tenuto dal Prof Lippi (tutta micro neoclassica), mentre Lippi spiegava teoria del consumatore, arrivati a Slutsky, ci fece capire che era importante, perche' poneva una restrizione che era possibile testare empiricamente, ed io che in quel momento pensavo, ma quali restrizioni testabili empiricamente!!! questa teoria e' falsa, figurati se e' possibile testarla empiricamente!!! (cervello completamente lavato). Vabbe' meno male che c'era (c'e ancora per la fortuna degli studenti di statistica) Lippi, che m'ha insegnato un po' di economia e tanta econometria.

Insomma come mi e' gia' capitato di dire sul blog, di danni me ne hanno fatti e tanti (tanta tanta fatica per rimediare), il loro obiettivo non e' formare economisti ma guerriglieri ideologici (avere giovani seguaci probabilmente li fa sentire importanti). Tra l'altro fanno i democratici riformisti di sinistra e poi sono tra i piu' feroci baroni dell'universita italiana. 

 

Tra l'altro fanno i democratici riformisti di sinistra e poi sono tra i piu' feroci baroni dell'universita italiana.

E che c'e' di strano? Le baronie universitarie sono tradizionalmente una casta di sinistra (da che e' caduto il fascismo, ca va san dire).E' una guerra per bande, i discorsi ideologici sono strumentali.

statistica

Meo Patacca 14/7/2010 - 08:02

Almeno c'era Marco Lippi. Biasco usava un testo standard (il Gandolfo; un ragazzo tedesco mi ha raccontato che a Bonn, quando Selten si mise a insegnare il corso di economia internazionale, usava proprio quel libro li'). Anche Spaventa usava testi standard (Dornbush-Fisher). E allora anche Dosi faceva cose interessanti. E poi erano bravi quelli del Dipartimento di Statistica (Piccinato, Orsingher, la Salinetti, Dall'Aglio, Coppi, ...). Infatti un po' di gente brava c'e' uscita alla fine da quella facolta'.

Il bello (anzi, il brutto), e' che da allora e' persino peggiorata. Anzi, ha subito proprio un tracollo.

Caro Meo sono d'accordo con quello che hai scritto. Biasco usava il Gandolfo, vol.II, però costringeva gli studenti a studiarsi le sue teorie sui circuiti valutari. Spaventa ha usato negli anni in cui ha insegnato Economia II, rispettivamente, il Dornbusch - Fischer (congiuntamente a John Maynard Keynes di H. Minsky), l'Hall-Taylor e le dispense di Giorgio Rodano che poi sono state pubblicate come "Lezioni di macroeconomia-Carocci". Quando Biasco ha fatto il parlamentare, Spaventa ha insegnato Economia internazionale. Spaventa è stato vicino alle teorie sraffiane fino al 1977, anno in cui intervenendo ad un convegno organizzato presso l'Università di Perugia dal prof. Caravale, ne ha preso le distanze. Per gli interessati gli atti sono stati pubblicati in questa  sede. Da allora il prof. Spaventa ha iniziato ad utilizzare la cobb-douglas  qui e  qui.

p.s. Grande il prof. Lippi che veniva a lezione col sigaro e col gesso ed insegnava in maniera seria la teoria economica.

p.s. Grande il prof. Lippi che veniva a lezione col sigaro e col gesso ed insegnava in maniera seria la teoria economica.

Questa lettera di Lippi al rettore di allora de "La Sapienza" e' datata anno 2000. Mi sembra una buona descrizione critica del sottobosco culturale da cui proviene la lettera degli economisti.

Conoscevo la lettera. Grazie per averla segnalata anche agli altri lettori del blog. Lippi si è anche dimesso dalla Società italiana degli economisti quando questa istituzione non ha preso provvedimenti nei confronti del prof. Zamagni. Qui la sua nota "Il  Vaticano e la Società italiana degli economisti".

Bella anche questa.

Per un altro contributo alla comprensione di cosa sia la chiesa, a cosa serva, e a cosa si dedichino monsignori, cardinali e papi, consiglio il recente G.L. Nuzzi, "Vaticano S.p.A.". Appena terminato.

Michele, il libro sembra esplosivo... Secondo te ha dei fondamenti di verità? ..quasi quasi vado a ordinarlo...

Credo sia tutto vero, almeno la parte basata sui documenti lasciati da Dardozzi (Nuzzi ne riproduce svariati ed è chiaro che ha tutti quelli che menziona). C'è una parte finale sul Vaticano che cerca di creare il "grande centro" e su relazioni finanziarie con Provenzano che è più labile.

Alla fine, guarda, non dice nulla di esplosivo. Semplicemente conferma e documenta quello che sapevamo e molti si ostinano a negare:

- Il ruolo politicamente criminale giocato da Andreotti come uomo del Vaticano in Italia, i finanziamenti sporchi che costui ha ricevuto in cambio di favori continui, intrallazzi, e via elencando. Il suo essere perno di un sistema occulto che compenetra il malaffare con la politica e la finanza criminale italiana.

- Il ruolo cruciale dello IOR nella maxi-tangente Enimont, di nuovo con Andreotti in mezzo ma anche con gli altri; soprattutto il fatto che il Vaticano ha ostacolato le indagini in ogni modo possibile.

- Il fatto che, sia Montini prima che Wojtyla dopo, fossero alla fine consapevoli di quanto avveniva e coprissero o guardassero dall'altra parte.

Alla fine, ti si confermano due opinioni o tre:

- Il Vaticano è un'organizzazione semi-criminale che gode di privilegi assurdi a causa dei Patti Lateranensi che andrebbero radicalmente rivisti;

- I "fedeli" che a questa organizzazione donano ed i precetti della quale seguono sono dei semi-gonzi ubriacati da chiacchere melense che coprono una realtà squallida.

- La religione organizzata non sarà l'unico oppio dei popoli, ma senz'altro è quello al momento più dannoso nel Bel Paese.

Grazie Michele. Ad una cosa va dato atto ad Andreotti: è sempre riuscito a nascondere bene i suoi giochi. Pare che i discepoli e i discendenti non sono stati e non sono così efficaci nell'occultamento (oppure hanno esagerato e quindi s'è scoperto tutto?).

Bhe sor Giulio "lavorava" quando: non esistevano intercettazioni telefoniche, la televisione era solo la RAI (e si oscurava la TSI), non esisteva internet e c'era il pericolo comunista veramente. Infatti crollato il muro sono iniziati i problemi anche per lui.

Sarà stato anche "bravo", ma penso sempre più che i nostri cosidetti "grandi statisti" (quelli che a Ponte Chiasso già nessuno si fila di pezza), anche nel loro essere "malvagi" non abbiano avuto nessuna grandezza. Sono stati solo delle mezze tacche aiutati dalle circostanze.

Deve succedere qualcosa a Bari nei prossimi giorni? Se sì ci vado subito....

A Bari c'è il convegno di Sinistra e Libertà a cui siamo stati invitati come nFA. Ci vanno Andrea e Giulio.

Quasi commovente, Michele nel tuo afflato illuministico :-). Ma trascuri gli interessi della ggggente di sinistra. Una fetta consistente, se non maggioritaria, ora che gli operai-massa si sono (quasi) estinti e/o votano Berlusconi, è composta da impiegati statali, pensionati, studenti e loro famiglie. Questi gruppi hanno interesse all'aumento della spesa pubblica o, almeno, vogliono evitare ogni taglio. L'ideologia à la Brancaccio è perfettamente funzionale a tale incremento. Il PD, se cambiasse veramente e coerentemente linea di politica economica nel senso da te auspicato, potrebbe forse guadagnare qualche voto fra i produttori autonomi del Nord, ma ne perderebbe molti di più "a sinistra" verso Rifondazione e/o l'IDV e/o qualsiasi altro partititino di sinistra disponibile.

afflato illuministico :-)

Giovanni, lo smile non ti salverà! La prossima volta che c'incontriamo te lo dò io l'illuminismo!

 Giovanni, lo smile non ti salverà! La prossima volta che c'incontriamo te lo dò io l'illuminismo!

 

:-) :-) :-) :-) :-) :-)

Bastano???

 

 

Io sono anche d'accordo con te Michele. Ma non sono certo che pero' sul filo della logica bisogna discutere, come noi abbiamo fatto. Non ho le idee chiare. Ho lo stesso tuo afflato illuministico, ma non so come meglio farlo fruttare. Cosi' e' davvero troppo time intensive - rispondere a uno a uno... dopotutto sono 200 e hanno tanto tempo visto che non fanno altro. La strategia, a quella bisogna pensare

Parliamone. Nel mio piccolo dell'attivismo universitario, ho scoperto che non tutto è perduto a quest'età: c'è spazio per aggregare, convincere, diventare degli interlocutori seri. E' un lavoro che una generazione fa per un'altra, ma non credo che ci siano piani con prospettive di successo più immediate.

Servono due cose: soldi e soldi. Le buone idee verranno, così come le persone capaci di gestire soldi e competenze. E tante volte quei soldi finiranno a gente che li spenderà con la stessa oculatezza di George Best.

La strategia, a quella bisogna pensare

Non è semplice; oltre al fatto meramente numerico, 5 contro 200 (ma non erano 100 ?), loro hanno l'agio di poterla buttare sullo slogan ("Basta liberismo, basta austerity" come ha fatto Vattimo nel suo articolo). Sembrano avere molti più amici a sinistra, di quanti ne abbiate voi, a garantirgli eco. Dulcis in fundo: agli occhi del "popolo" della sinistra (che si sta cercando di raggiungere) voi siete professori nei "malvagi" USA (il che, come appeal, qualcosa vi toglie). Bisognerebbe trovare uno slogan, un pay off, non per semplificare per catturare l'attenzione di chi segue il dibattito distrattamente (per il quale voi siete degli sconosciuti che criticano 100 accademici italiani !) e portarlo ad approfondire.

Inoltre: pensavo si potrebbe espandere ed isolare l'articolo di risposta agli economisti, in modo da renderlo facilmente raggiungibile via internet e cercare di pubblicizzare la cosa enfatizzando il dibattito/scontro (sono cose che "tirano" mediaticamente) magari sfuttando gli amici di Caterpillar e magari Oscar Giannino su Radio 24.

PS

Si potrebbe anche provare a portare il dibattito su Micromega che a sinistra è parecchio seguita (dubito vi diano retta, soprattuto se leggono i commenti di Marco Boninu :D, ma tentar non nuoce).

Metto la replica a Corrado perché mi nomina, ma diciamo che il mio è un pensiero più generale.

Intanto, il fatto che Vattimo si scomodi è una bella e una brutta notizia. Bella perché evidentemente quello che dite non può essere ignorato: piaccia o meno sostenete posizioni che non possono semplicemente essere messe da parte...e se anche Vattimo sente di dover parlare di voi, lui che è abbastanza refrattario a impostazioni come quella di nfa, vuol dire che il blog si è fatto conoscere. La cosa brutta è che la fama, alata, porterà anche attenzioni non gradite/informate/argomentate, alle quali bisogna replicare perdendo tempo e noia. 

Non conosco personalmente Vattimo, ovviamente non condivido la sua impostazione filosofica e giusta per dirne una, quando esplose l'affare Sokal, che giustamente citate nel libro su Tremonti come esempio di degrado intellettuale di talune sfere delle humanities, Vattimo invitò proprio Sokal a Torino per discutere con lui, ovviamente da posizioni opposte a quelle del fisico. Insomma, con Vattimo credo che si possa certamente parlare, sappiate però che lui tende, filosoficamente, a derubricare i fatti a una forma di comunicazione più o meno regolata.

Sulla strategia io sarei, da illuminista come voi, molto più sereno. Se voi asserite l'insostenibilità di certe misure economiche, in ragione di una conoscenza che ha comunque stabilito certi punti fermi in merito, per esempio sulla spesa pubblica, efficacia di stimuli ecc, quella insostenibilità si paleserà comunque prima o poi...se le quinte della polemica con i 100, o 200 sono scientifiche, basate sui fatti e i dati, non mi preoccuperei di incaricarmi di sbugiardare la loro posizione, quella verrà da sé. Non sto dicendo che non sia utile contrastarli, discuterci ecc, sto solo dicendo, con buona pace di Vattimo, che i fatti sono più forti di qualunque conversazione si decida di fare su di essi.

insostenibilità si paleserà comunque prima o poi

Io, per quel che vale la mia opinione, condivido il "manifesto" di Michele Boldrin. L'obiettivo non è dimostrare di aver ragione a posteriori, allora basterebbe aspettare e "farli cuocere nel loro brodo" come proponeva ne'elam. L'obiettivo é dimostrare che hanno torto é una differenza sostanziale se lo scopo e il

 sistematico e feroce sputtanamento di questi cattivi maestri di fronte al "popolo di sinistra". Ripeto, non è un dibattito accademico, è uno scontro politico contro dei nemici del popolo.

ed inoltre quello di impedire come diceva Andrea Asoni, che questa gente (che insegna nelle università italiane) continui:

 a fare lavaggio del cervello ai nostri ggiovani, spesso facendo danni irreparabili.

La strategia ? Eccola. Vale soprattutto per la seconda parte della fotografia, la didascalia è per i paleontologi...

Marco! ma che siti mi frequenti! Già solo il nome di Turigliatto fa venire le bolle. :=)

a proposito del blog da cui marco ha preso l'immagine:

perchè le bolle non te le fai passare con questo:

http://www.millepiani.net/translucid/index.php?NodeID=144

 

sempre che ti sia comprensibile o non ti accontenti delle turigliatterie...:))

 

emilio/millepiani

la didascalia voleva fare corto circuito con l'immagine, proprio per sottolineare la forza della risata rispetto alcune parole politiche vecchie. mi sa che l'ironia non è proprio il tuo forte...

emilio/millepiani

 

p.s. vedi se anche questo ti pare paleontologia, mio caro 'rapinatore' di immagini....o se ci capisci qualcosa....:-))))

http://www.millepiani.net/translucid/index.php?NodeID=144

Beh, 5 a 200 (uno a 40) è dura, la strategia dovrebbe essre puntare a chi è più possibile che cambi idea per passare al 190 a 15 (uno a 13) e così via... insomma dovete reclutare fra le linee avversarie! ;-)

Scherzi (ma non troppo) a parte, l' investimento di tempo secondo me deve essere fatto sui giovani, far cambiare opinione a chi ha passato la sua vita dietro ad alcune idee è quasi impossibile.

Ecco, se riusciste a far breccia nelle fabbriche di nichi (che è come riuscire a far accettare al papa che i preti si sposino...) ad esempio, l' unico movimento culturale a sinistra ora come ora, sarebbe una cosa epica. E magari vincente...

Oggi è un altro giorno, spero che il pesce meritasse.

Apro il Corsera e trovo un articolo di Vincenzo Visco che, se ho capito bene, avanza una proposta in linea con i 100 economisti:  creare un fondo internazionale cui conferire quote di debito sovrano, onde riconoscere "la loro natura di debiti collettivi" (di chi?). Questo fondo dovrebbe poi funzionare come un normale operatore di mercato, ma il pagamento degli interessi e il rimborso del debito sovrano dovrebbe essere assicurato dall'introduzione "decisa collettivamente dagli Stati" di un'imposta sulle transazioni finanziarie.

Non sto qui a riassumere le meraviglie che questo fondo produrrebbe: con  viva curiosità affido agli economisti che popolano questo blog il compito di commentare l'articolo.

Ok siamo fregati.

E il problema, secondo me, è che Satana non si occupa solo di politica economica, anzi.

Così come al Nord c'è chi accetterebbe (e accetta) qualsiasi cosa piuttosto che la sinistra, tanti (mi ci metto anche io in mezzo) magari anche avendo ben chiaro che dal punto di vista economico si tratta di un suicidio hanno paura (ma paura vera) di tutte le schifezze che l'attuale maggioranza (e se dopo BS verrà peggio figuriamoci) fa nel campo dei diritti civili.

Perché sti qui sono 15 anni che in campo economico non fanno nulla, ma in tutto il resto agiscono bene (per tenersi buoni questi o quei poteri di volta in volta).

Uccidendo con un colpo di pistola qualsiasi dibattito (e azzoppando molti diritti).

* Fine vita

* Xenofobia, Omofobia

* Libertà di stampa ed espressione

* Aborto

* Gestione della pubblica sicurezza

La paura per me è che per mandare a casa i vari Bersani e co bisogna che questi nel 2013 prendano l'1% dei voti, ma se qualcun altro non li prende e l'attuale destra (o una peggiore) si ritrovasse ancora più sola al comando, beh dopo forse se ne esce in 20 anni.

Quindi molti continueranno a votare a sinistra anche oltre i soldi.

 

Io la vedo dura, perché la sinistra italiana ragiona sul nulla.

Sei troppo buono a pensare che a sinistra ci sia un'ideologia economica concreta (cioè delle idee, sgangherate che siano, come quelle dei 100). Ci sono sì una serie di concetti astratti sui quali si ragiona: plus valore, spesa pubblica e crescita, difesa-protezione dei lavoratori, il mondo diviso in classi (operai, colletti bianchi, etc.); ma sono idee sparse, non vedo nessun sistema coerente (come anche tu hai notato, ma a differenza tua, io credo che non ci sia nemmeno la pretesa di avere un sistema coerente di riferimento).

Quello che vedo è che tutto deve essere riconducibile alla stessa idea: lo Stato deve intervenire nell'economia, perché il capitalismo è brutto e cattivo.

Se non si smonta prima la concezione di fondo, è quasi una battaglia persa mettersi a discutere sui vari concetti, perché loro non si sentono in contraddizione a cambiarli, modificarli, alla giornata per reggere i confronti con la realtà.

Ripeto, a sinistra tutto è concesso, purché si mantenga sempre l'idea statalista di fondo. Il mantra da abbattere è quello lì.

Concordo anche io che non ci sia un disegno strutturato.

E che si debba abbattere la nomenklatura statalista o quanto meno isolarla in modo che si faccia un partito suo (così come i cristiani "democratici") sarà anacronistico ma avere i comunisti nel PCI e teo-xxx nella DC permetterebbe di fare chiarezza.

Solo che per spazzarla via (o isolarla) bisogna che non prendano nemmeno un voto.

E dopo? Già cosi l'opposizione sostanzialmente non esiste. Dall'altra parte abbiamo "ladri assassini e tipi strani" e persino il nano :)

Ciao Michele,

trovo l'argomento cruciale, ma temo che, da professionisti dell'economia, non vi rendiate completamente conto del livello di (in)competenza con cui vengono recepite le informazioni e fatte le scelte elettorali.

 

2) In particolare, va smascherato il tentativo, maldestro ma con possibilità di successo in un paese come l'Italia, di nascondersi dietro alla coppia KK (Keynes come rivisitato da Krugman). [...]

Qui temo tu attribuisca troppo raziocinio/cultura alla gente. Se ritieni che ciò che propone Krugman sia dannoso e pericoloso, dillo e basta. Allo stesso modo dì lo stesso di ciò che i 250 sostengono, ma non perdere tempo a spiegare perché le due cose sono diverse. Ciò che arriva al lettore medio è che sia Krugman che i 250 sostengono che gli stati devono aumentare il debito e che ciò farà cessare la crisi. Il perché lo sostengano temo sia way over our heads e le tue spiegazioni ottengono solo lo scopo di mostrare che forse qualcosa di buono c'è anche in Krugman (e l'unica cosa che si ricorda di Krugman è che favorisce la spesa pubblica...).

Secondo me rischi di ottenere l'effetto della polemica di Gould ed Eldredge contro Dawkins. C'erano effettivamente delle interessanti variazioni interpretative su dettagli di come l'evoluzione per selezione naturale avviene in alcuni casi, ma la polemica è stata usata dai creazionisti per sostenere che “non c'è accordo sulla teoria darwiniana e quindi il nostro intelligent design ha pari dignità scientifica”. La gente ha recepito solo questo.

 

4) [...] Il "popolo" di sinistra, ossia quelli politicamente attivi, dicono quasi tutte quelle cazzate. Leggete in giro e vedrete che non m'invento nulla. Chi di voi era a Pisa, alla Scuola Santa Anna, sa di cosa parlo: è quello che abbiamo ascoltato lì, figlioli, era il meglio, era l'elite intellettuale! Andate alla FIOM di Pomigliano, o alla sezione del PD di Assago e poi fatemi sapere di cosa di discute.

Si discute delle pillole di cazzata, senza neanche provare a “raccontare” la cazzata completa.

Il (posto di) lavoro è un diritto. I diritti acquisiti (anche le baby pensioni?) sono inalienabili. Il profitto è furto. L'unico problema è l'evasione fiscale e la fanno solo gli autonomi (anche l'IVA per l'idraulico) ecc.

In tutto questo sono convinto esista anche una separazione fra l'idea di spesa pubblica e l'idea di chi fornisca i soldi necessari. Da un lato, gli statali sono convinti che pagando loro le tasse e i contributi alla fonte, rendano possibile l'erogazione dei servizi e il pagamento delle loro stesse pensioni, mentre il privato mette tutto ciò a rischio con l'evasione.

Dall'altro, il concetto di debito pubblico per te implica che qualcuno presti soldi a qualcun altro, ma per la persona media non è così. Se mio cugino ha bisogno di 500 euro per pagare l'affitto e glieli do, gli faccio un prestito, ma se compro 500 euro di BOT faccio un investimento. Ergo, sono un benestante che cerca di “far fruttare” i suoi risparmi. Non esiste la percezione che i 500 euro del benestante vengono usati per la mia pensione. Il-benestante-investe-in-BOT e io-prendo-la-pensione sono universi separati.

Altra cosa: i soldi prestati in generale rientrano. Se mio cugino non mi ripaga subito, mi farà dei favori, in futuro. E poi è famiglia. I BOT sono un pezzo di carta che dice: se mi compri oggi a 100, domani ti do 102 e così è sempre successo. Il rischio non viene visto né con i BOT né con il cugino. I tango bond non erano BOT. Assurdo, ma è così che la cosa era percepita. BOT=soldi sicuri e quasi esentasse (ovviamente l'idea che l'investirore usi il rendimento netto e non il lordo nella sua valutazione se comprare o no il BOT non sfiora nemmeno l'elettore medio...) regalati dal governo italiano a ricchi avidi. Tango-bond=attività esoterica per speculatori professionisti spacciati alle vecchiette da avidi banchieri. L'interesse è fissato in maniera misteriosa (che c'entra con le rivolte di Atene?). Il concetto che se aumenta l'interesse scende il valore è familiare come la teoria della relatività. Anzi, ora che mi ci fai pensare, mi par di ricordare che se uno speculatore viaggia abbastanza veloce diventa più giovane...o era più ricco?

Se investo dei soldi e mi prospettano un guadagno, non prevedo di perdere il capitale. Leggiti il ridicolo formulario che ci fanno riempire per legge le banche ogni volta che investiamo e ti renderai conto di quanto fuori dal mondo sia l'italiano medio.

Le polemiche e i tentativi di dare copertura alle perdite dei tango bond, ma anche di Cirio e Parmalat, sono sullo stesso piano dell'annuncio di Tremonti nel novembre 2008 sul tetto ai mutui a tasso variabile (Variabile? Che significa? Ah, che costa meno!).

Per chi prende lo stipendio ogni 27 del mese l'incertezza non esiste. Decenni di posto sicuro l'hanno sradicata dall'orizzonte mentale dell'italiano medio, o perlomeno del dipendente pubblico medio.

 

5) [...] Perché la destra che voglio io in Italia non c'è, proprio non c'è, non c'è mai stata e per il resto della mia vita non ci sarà. La leadership politica, organizzativa, ed anche ideologica, della destra italiana è saldamente in mano a clerico-fascisti e servi-ladri: vinceranno loro ed andranno al governo con il voto di quella fetta del popolo produttivo del Nord (e, sempre più, del Centro) che pur di non aver a che fare con le follie che la lettera suggerisce è disposto a vendere la madre a satana in persona. E non è ovvio che abbia torto, magari la mamma è un po' kinky ...

Assolutamente impeccabile. La migliore spiegazione che ho letto dei risultati delle ultime elezioni e, mio malgrado, delle mie intenzioni di voto.

 

6) [...] Come vedete, all'interno di questo tragitto improbabile ma possibile, il sistematico e feroce sputtanamento di questi cattivi maestri di fronte al "popolo di sinistra" ci sta tutto. Ripeto, non è un dibattito accademico, è uno scontro politico contro dei nemici del popolo.

Anche questo è perfetto. Solo che parti da troppo in alto.

Se li sputtani sul piano teorico/empirico al livello che ho letto qui su nfa, raggiungi solo qualche studente di economia e qualche ingegnere appassionato. Per sputtanarli davanti a una parte significativa di popolazione dovresti affrontare una per una anche le conseguenze spicciole del loro pensiero.

Pensate/pensiamo a un blister di pillole assortite da somministrare ad amici e parenti quando c'è l'occasione, piuttosto che a un complesso discorso che teoricamente potrebbe mettere amici e parenti nella condizione di confezionarsi le loro pillole. Magari succede anche che le pillole possano suscitare in alcuni ascoltatori la curiosità di capire cos'è che le unisce e magari elimini parte della loro ostilità preconcetta verso i liberali.

Nel mio piccolo ho visto recentemente alcune facce sorprese quando ho fatto notare che tasse e contributi degli statali sono una partita di giro. Per alcuni non ho neanche usato questa espressione, ma ho detto che se prendo 2500 euro da un salvadanaio e contemporaneamente ne rimetto dentro 1500, è esattamente come se ne avessi presi 1000 fin dall'inizio. Non ci aveva pensato nessuno di quelli a cui l'ho fatto notare e la “santità” degli statali che pagano tutte le tasse ha perso un po' di fascino quando hanno fatto mente locale. Aggiungere che pagare agli statali il lordo è un aiutino psicologico per non farli sentire diversi dai privati ha ottenuto qualche risolino compiaciuto.

A chi sostiene che “lo stato deve tutelare i posti di lavoro” si può suggerire di andare almeno una volta al mese dal pizzaiolo più sfigato del quartiere, invece di scegliere sempre quello che fa la pizza migliore. E questo anche se gli piacciono gli hamburger o gli hot dog. Perché discriminare i pizzaioli non competitivi?

In una vecchia discussione su nfa c'era il bellissimo paradosso di quello che si fa regalare 150k€ e poi li usa per comprare una casa da 160k€ da chi glieli ha regalati.

Ovviamente mi auguro che tu continui a scrivere i tuoi articoli qui su nfa come li hai scritti finora, magari spiegandomi che le pillole che ho proposto qui sopra sono delle emerite cazzate. Voglio solo dire che nel momento in cui cerchi di ottenere un risultato politico su un numero significativo di lettori credo che il livello necessario sia molto più terra-terra e la teoria/modello/spiegazione vada scomposta in singoli messaggini stand alone.

 

Condivido, condivido praticamente alla lettera, ma io so di non avere lo stomaco.

Spero solo che sia da questo blog che da altri luoghi si riesca a parlare a chi quello stomaco ce l'ha. Dovranno pensarci loro a produrre le pillole e spanderle in giro. Si chiama divisione del lavoro anche questa. Io so che non so fare quel lavoro, ci ho provato due volte, sia a sinistra che a destra ed a quasi 20 anni di distanza, non fa per me.

P.S. Ma la tua mamma è così kinky davvero? :-)

No, in effetti è fondamentale che tu continui a fare il prof. Boldrin, che ti viene benissimo.

Lasciate che facciamo noi i pusher di pillole, ma dateci una mano a metterle a punto.

Dopotutto non vorrei spacciare pillole avariate :-)

P.S. Ma la tua mamma è così kinky davvero? :-)

Temo di no...per questo vorrei non doverla vendere al diavolo ;-)

Davvero splendido il tuo post: mi sento di sottoscrivere ogni tua parola. Ne approfitto per sottolineare alcuni dei passaggi più significativi.

[...]Altra cosa: i soldi prestati in generale rientrano. Se mio cugino non mi ripaga subito, mi farà dei favori, in futuro. E poi è famiglia. I BOT sono un pezzo di carta che dice: se mi compri oggi a 100, domani ti do 102 e così è sempre successo. Il rischio non viene visto né con i BOT né con il cugino. I tango bond non erano BOT. Assurdo, ma è così che la cosa era percepita. BOT=soldi sicuri e quasi esentasse (ovviamente l'idea che l'investirore usi il rendimento netto e non il lordo nella sua valutazione se comprare o no il BOT non sfiora nemmeno l'elettore medio...) regalati dal governo italiano a ricchi avidi. Tango-bond=attività esoterica per speculatori professionisti spacciati alle vecchiette da avidi banchieri. L'interesse è fissato in maniera misteriosa (che c'entra con le rivolte di Atene?). Il concetto che se aumenta l'interesse scende il valore è familiare come la teoria della relatività. Anzi, ora che mi ci fai pensare, mi par di ricordare che se uno speculatore viaggia abbastanza veloce diventa più giovane...o era più ricco?[...]

Estrapolo solo questo da tutto il discorso perché è importante capire qual è la percezione che ha l'italiano medio dell'economia e del posto fisso. Questo vale tanto per la persona di destra tanto per quella di sinistra; solo che la sinistra si è appiattita in maniera decisiva su certe posizioni che sono semplicemente fuori dal tempo.

Racconto un aneddoto personale molto significativo: parlavo via chat con una conoscente, una donna di vasta cultura, dottore di ricerca in matematica, organizzatrice di premi letterali... (la potremmo definire parte dell'elite culturale prossima futura?) Posizione politica: sinistra e libertà. Ad un certo punto si parlava di BOT e di come investire i soldi (investire? non credo che abbiamo usato quella parola: troppo capitalista per lei). Ne venne fuori che aveva da pochi mesi acquistato dei titoli di stato italiani: al che le feci notare che il rischio di default c'era, per quanto remoto.

Lei: "Ma come è possibile? Ci sarebbero dei segnali"
Io: "Per l'Argentina questi segnali non si videro" [nota: il caso Grecia era lungi da venire]
Lei: "Non credo che non ripagherebbero la gente"
Io: "E perché mai? Hai fatto un investimento nella ditta sbagliata. Ti faccio notare che acquistare dei BOT equivale ad investire nell'azienda Italia diretta da Berlusconi"

Peccato essere stato in chat ed essermi perso la sua faccia: troppe informazioni fornite in poche righe! La discussione riprese dopo qualche momento di scomento con lei che mi chiese in cosa investire: le risposi che visto che aveva una passione per Zapatero e per i titoli di stato avrebbe sempre potuto puntare sui Bot spagnoli; non le avrebbe garantito maggiore sicurezza, ma avrebbe investito in un Governo in cui crede.

Un altro aneddoto molto significativo, questa volta pubblico, riguarda la trasmissione Report: andate a rivedere una delle puntate in cui si parla del "crack Parmalat". È molto significativo il fatto che coloro che hanno acquistato bond Parmalat non sono definiti "risparmiatori" e non investitori o speculatori. Ciò che hanno fatto non è un investimento sbagliato, ma "hanno perso i loro risparmi". Le parole sono importanti.

Se li sputtani sul piano teorico/empirico al livello che ho letto qui su nfa, raggiungi solo qualche studente di economia e qualche ingegnere appassionato. [..]

Ehi, ma quello sono io :-)!

Sì, è vero, quando spiegate sul piano delle conseguenze pratiche le azioni di una certa politica riuscite più facilmente a raggiungere il grande pubblico. Ciò non toglie che in un blog di economisti sia giusto che trovino spazio argomenti più tecnici.

A chi sostiene che “lo stato deve tutelare i posti di lavoro” si può suggerire di andare almeno una volta al mese dal pizzaiolo più sfigato del quartiere, invece di scegliere sempre quello che fa la pizza migliore. E questo anche se gli piacciono gli hamburger o gli hot dog. Perché discriminare i pizzaioli non competitivi?

Non lo capiranno mai, io a 31 anni ho perso la speranza: viviamo in una nazione in cui la competizione è vista con orrore. E, è inutile illudersi, non è un problema di sinistra o destra: i primi la aborrono, mentre i secondi fingono di volerla, ma nella realtà la odiano ancora di più. In quale paese europeo (parlo di Europa, per tacere degli USA) la destra realizzato il caso Alitalia? E in quale paese europeo la sinistra si sarebbe opposta all'innalzamento dell'età della pensione femminile a 65? Non so voi, ma io faccio fatica ad immaginare la Merkel o Zapatero impegnati in simili battaglie.

In tutto questo sono convinto esista anche una separazione fra l'idea di spesa pubblica e l'idea di chi fornisca i soldi necessari.

Da un lato, gli statali sono convinti che pagando loro le tasse e i contributi alla fonte, rendano possibile l'erogazione dei servizi e il pagamento delle loro stesse pensioni, mentre il privato mette tutto ciò a rischio con l'evasione.

 

Proponi la fotografia ingiallita di un mondo trascorso, e consideri monolitico un universo estremamente variegato e spaccato (non solo tra chi ha certezze e chi, precario, non ne ha nessuna).

Parli di inconsapevolezza di chi fornisce i soldi: io la consapevolezza ce l’ho, mi è stata inculcata (nessuno nasce sotto un cavolo, ma ha un estrazione familiare, o è un’isola, ma è inserito in un contesto) e ne ho anche profondo rispetto.

Ma ognuno fa o vorrebbe fare la sua parte, ognuno a modo suo, ivi compresi i supposti parassiti un po’ babbei.

 

Se parli di baby–pensioni, ci credo, sulla parola. Ma devono essere state liquidate in una mitica e favolosa età dell’oro.

Oggi non soltanto, per quanto è a mia conoscenza, sono fantascienza, ma ci sono potenziali riscossori di vitalizio ostinatamente abbarbicati al loro posto dopo 40 anni di servizio. Mentre altri in prospettiva (prospettiva da cui ‘provvidenzialmente’ distolgono assilli contigenti) auspicano che vengano tolti limiti massimi (non minimi), o che la natura faccia il suo corso prima che il problema si ponga, sennò si verrà rottamati.

 

Non soltanto il mondo imprenditoriale risente dei contraccolpi delle italiche sperequazioni, come sembri credere. Certi fenomeni elettorali sono sfaccettati, ancorché riconducibili ad un’unica matrice.

Il perverso sistema italia esibisce sfrontatamente le sue aporie proprio in ambito statale, ovvero nel regno per eccellenza dei diritti acquisiti (quelli agitati da chi è entrato nel momento giusto o è nato in un posto piuttosto che in un altro), che sono quella cosa per cui qualcuno non ha alcun diritto, né ora né mai.

 

Consistenti flussi unidirezionali professionalmente connotati in certi settori statali (preteso appannaggio di una parte di italia che per quel che ne so io non ha analoghi in nessun paese: è un unicum italico) sono il sintomo di una patologia; le terapie sperimentate per rimediarvi a tutela di chi è discriminato vengono stroncate dall’(in)giustizia amministrativa.

Il diritto alla mobilità costituzionalmente garantito, principio sacrosanto quando si coniuga con l’applicazione di principi meritocratici effettivi e non millantati (i diritti acquisiti appunto),  viene brandito come un’arma impropria da chi, lontano, produce esuberi che pretende di far smaltire ad altri (vengono puniti il soggetto istituzionale che opera in modo più virtuoso e il singolo che sta in un contesto in cui non c’è una sproporzione patologica tra numero abnorme e patologico di candidati e opportunità e potrebbe beneficiare di un sistema degno), ma, beninteso, in nome della costituzione e dei diritti acquisiti, ci mancherebbe. Chi balbetta una protesta è tacciato di razzismo. Troppo comodo.

 

Le soluzioni abbozzate dagli unici, bisogna riconoscerlo, che si sono posti il problema (gli unici che lo abbiano intercettato), problema effettivo, a me non piacciono: così come aborro l’adozione del censo come criterio selettivo, allo stesso modo aborro l’adozione di qualsiasi altro criterio che sia difforme dal merito.

Se il protezionismo, peraltro di difficile applicazione data l’incostituzionalità dei provvedimenti in cui si ipotizza di concretarlo (ma qualunque provvedimento rischia, come ormai accade quasi sistematicamente, di candidarsi all’insuccesso: la comprovata incapacità ministeriale rivelata da errori marchiani compiuti e da politici e da tecnici e apparati potrebbe portare alla paralisi) è l’abominevole tentativo di rimedio estremo, di cui non condivido la filosofia, a un male estremo, è anche vero che nessuno ha cercato di risolvere il male con una soluzione accettabile.

E la ragione è che chi si dovrebbe cimentare nell’escogitazione di una soluzione adeguata è interessato a raccogliere voti laddove ci si aggrappa ad un’anomalia salvifica (mica ci sono soltanto i trasferimenti in moneta sonante). Insomma il problema è l’anomalia italica. La soluzione vera sarebbe stata garantire a tutti, nessuno escluso, opportunità meritocratiche e non mortificarle nella riduzione ad ammortizzatori sociali.

 

Esiste un nodo inestricabile. Piaccia o non piaccia, una parte del paese potrebbe forse ancora allinearsi con i paesi civili e progrediti. Si può anche cercare, biecamente, di colpevolizzare l’insofferenza, ma, quando questa passerà il livello di guardia, esonderà.

 

In generale, la meritocrazia in italia è elusa sotto tutti profili: oltre ai diritti acquisiti storicamente accampati e riconosciuti, ogni riforma deve faticosamente farsi largo tra le più disparate e pressanti richieste da parte delle più disparate categorie di vantaggi indebiti (ognuno agita un diritto acquisito e fideistico che pretende di farsi accreditare senza dimostrarlo in una selezione meritocratica), per non partire sugli stessi blocchi di partenza degli altri.

 

Proponi la fotografia ingiallita di un mondo trascorso, e consideri monolitico un universo estremamente variegato e spaccato (non solo tra chi ha certezze e chi, precario, non ne ha nessuna).

Boh, veramente cercavo solo di dire a Michele che la maggior parte della gente (che vota) non è in grado di capire la teoria economica e non sa cos'è un modello e che quindi è necessario partire da più in basso se si vuole influire sulle sue scelte politiche.

Se il mio mondo di 45enni o giù di lì, prevalentemente laureati, ma non solo, è un "mondo trascorso", me ne compiaccio. Fa piacere sapere che le nuove generazioni leggono in massa nfa ;-)

A parte le battute, ho l'impressione che al di là del linguaggio diverso che usiamo e dei casi che ci vengono in mente per primi (perché quello erano gli esempi che avevo portato, con un po' di enfasi retorica, ma non troppa), non abbiamo posizioni troppo distanti.

Ma ognuno fa o vorrebbe fare la sua parte, ognuno a modo suo, ivi compresi i supposti parassiti un po’ babbei.

Il fatto che la totalità dei dipendenti pubblici siano pagati (stipendi e pensioni) con quanto avanza degli stipendi e dei profitti dei privati (imprenditori e dipendenti), non fa di loro dei parassiti.

In natura esistono anche i simbionti. Molti di loro lo sono: usano i miei soldi per costruirmi strade, difendermi dalle aggressioni, curarmi le malattie e insegnare ai miei figli.

Altri non fanno nulla di utile, o perlomeno di richiesto da chi li paga, ma questo è irrilevante nel presente topic.

Se parli di baby–pensioni, ci credo, sulla parola. Ma devono essere state liquidate in una mitica e favolosa età dell’oro.

Forse, ma continuano a percepire la stessa pensione a sbafo. Ho una parente che ha insegnato per 15 anni, dai 26 ai 41, e da allora percepisce una pensione. Oggi ha quasi 70 anni ed è perfettamente in forma. 30 anni di pensione + 26 anni di cure mediche, scuola, uso delle strade, ecc. in cambio di 15 anni di tasse e contributi...pagati poi in realtà dai dipendenti del privato e dagli imprenditori che pagavano le tasse 30-40 anni fa.

Se la cosa disturba me, credo dovrebbe far incazzare come delle bestie i giovani precari che faticano a trovare un lavoro decente a causa dell'enormità dei contributi INPS (oltre a tutte le conseguenze indirette) che quei pensionati ci costano.

E sul fatto che la pratica sia stata interrotta in una mitica età dell'oro avrei i miei dubbi. Pensa solo all'abolizione 3 anni fa del famoso "scalone" da parte di Prodi, dopo le urla sull'ingiustizia di mandare in pensione a 60 anni chi aveva il "diritto" di andarci a 57. Non saranno stati baby, ma erano comunque ben al di sotto di quanto è demograficamente ragionevole.

Non soltanto il mondo imprenditoriale risente dei contraccolpi delle italiche sperequazioni, come sembri credere. Certi fenomeni elettorali sono sfaccettati, ancorché riconducibili ad un’unica matrice.

Non so da dove deduci che credo una simile assurdità. Gli operai disoccupati li vedo tutti i giorni. E' ben più del mondo imprenditoriale a faticare, ma mi permetto di pensare che sia comunque il mondo limitato al settore privato. Quando senti ogni giorno fornitori e clienti che chiudono lasciando imprenditori sul lastrico e dipendenti senza futuro immediato e poi vedi la CGIL indire una manifestazione contro il blocco degli aumenti (!) ai dipendenti pubblici o Bondi strillare contro i tagli alle sovvenzioni per il cinema...beh, mi pare che i privilegiati di cui parli siano una categoria ben identificabile. E ripeto, ciò non significa che siano parassiti. Solo che gli viene concesso un lusso che nessun altro si può permettere e che il mondo reale non prevede. Perlomeno non per sempre...

Ma qui mi fermo. L'argomento era come sia più opportuno cercare di far capire l'economia agli elettori italiani e le ingiustizie sociali sono una conseguenza dell'ignoranza. Se risolviamo il primo problema forse si risolverà anche il secondo. Forse. Sono però convinto che senza proposte e, di conseguenza, scelte politiche radicalmente diverse da quelle che vediamo in giro, non si vada (pacificamente...) da nessuna parte. Cercherei quindi di concentrarmi sulla proposta di Michele e su come ampliarla.

 

E' ben più del mondo imprenditoriale a faticare, ma mi permetto di pensare che sia comunque il mondo limitato al settore privato.

 

TI SBAGLI! Non è assolutissimamente così. E' un cliché non calzante alla realtà. Questo volevo dire nel mio precedente intervento, devo essere stata troppo criptica.

Il privato, vivaddio, assume chi vuole. Nel privato mica ti impongono, avendo già fin troppi aspiranti,  di assumere esuberi prodotti lontano (il movimento è unidirezionale) che hanno acquisito diritti sacri ed inviolabili (a spese di chi?) da far valere ovunque, cioè anche presso chi non è affatto responsabile dell'acquisizione di tali pretesi diritti.

Questo è un fenomeno tipico del pubblico, anche se non di tutti i settori, solo quelli dove il reclutamento è e antimeritocratico e selvaggio e che sono, chissà perché, ovunque appannaggio di una certa parte di italia (per diritto divino?). Non c'è selezione meritocratica, ma avanzamenti automatici. Se si applicassero criteri meritocratici, il diritto alla mobilità sarebbe sacrosanto.Tutti i tentativi di correggere questi meccanismi perversi, che non sono sempre stati in vigore, sono falliti.

 ma ci sono potenziali riscossori di vitalizio ostinatamente abbarbicati al loro posto dopo 40 anni di servizio. 

 

 

e ci sono riscossori di due tre pensioni da nababbi che ancora occupano poltrone in decine di C.D.A. di partecipate o di società pseudoprivate

 

baby pensioni

Altro che baby pensioni, non si schiodano: il buen retiro non li alletta.  E, come sempre, fioccano i contenziosi amministrativi. E' tutto un contenzioso amministrativo, in italia.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_4/sacchi_professore-1602595156250.shtml

http://www.ilgiorno.it/legnano/cronaca/2010/02/15/291796-insegnante.shtml

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=20660

 

non è questo il caso, ma anche per i contenziosi amministrativi (certi di sicuro), l'italia non è una, come vorrebbero i nostalgici: c'è una parte di italia dove gli avvocati fan fortuna

 

 

il primo l'ho visto tempo fa in TV

deve essere un guru di CL

Nel privato quando compi 65 anni ricevi una letterina e te ne vai

La regola non vale per PDG e cordata di sostegno.