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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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Sentito l'intervista. (lol per l' "intervistatore" che legge domande scritte.)

Il punto è sempre quello: la differenza di metodo.
Gli accademici della Lettera sono un gruppo socialmente determinato, detentore di uno pseudosapere che è conseguenza e garanzia del loro status. Il loro approccio ai problemi non è scientifico ma è quello discorsivo della politica, aprioristico e ideologico, senza riferimento ai fatti.
E' l'atteggiamento dei parolai di professione che non amano imbrattarsi con la realtà, rozza e sporca, dei numeri, ma si rifugiano nel loro lindo castello di narrazioni astratte dove tutto e il suo contrario è sostenibile, dove la bontà di una tesi è data dall'efficacia della retorica che la supporta.

Non mi sorprende l'accusa rivolta a B&B di essere didascalici, cioè di parlare di dati, stabilire relazioni con i fatti, proporre inferenze osservabili. Tutto qui? Troppo semplice per Brancaccio per il quale la realtà non si lascia imbrigliare da tabelle e grafici. Infatti, B&B sono bollati come ingenui perchè la verità è molto più profonda di un'isomorfismo tra mondo e modello e può essere svelata solo dal verbo (non ricorda qualcosa?).
Ma già un secolo fa ci avevano messi in guardia dai metodi di Brancaccio:
"Precisione e chiarezza vengono perseguite, le oscure lontananze e le profondità impenetrabili respinte. Nella scienza non si da "profondità" alcuna; ovunque è superficie".

E' un fatto che ha radici lontane, purtroppo. In Italia c'è ancora un atteggiamento di chiusura sorda agli approcci alle scienze sociali di tipo analitico e ci portiamo ancora appresso il fardello della cultura idealistica che, da Croce e Gentile, tanto male ha fatto all'insegnamento accademico.