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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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Esistono delle elite che uno si trova lì. Non può scegliere se seguirle o meno.

Si', nelle dittature. Nelle democrazie sono i cittadini a votare le elites politiche e le elites politiche a fissare le regole sociali, tra cui quelle di cooptazione/ricambio in campo economico e intellettuale. Ergo gli italiani sono collettivamente responsabili. Tu magari individualmente no, se ti piace pensarlo, ma la collettivita' si', senza ombra di dubbio.

Francesco continuiamo a non intenderci.

Mi fai sapere quando hai votato per:

Umberto Eco, Ornaghi, Riotta, Scalfari, Marchionne, Yaki Elkann, Tronchetti Provera, Giorgio Armani, De Laurentis, Doris, De Benedetti, Colaninno, Ferrero, Marcegaglia o Benetton ?

Le elites non sono solo politiche (le uniche dove il popolo abbia possibilità di scelta) e ,soprattutto, la guida di un paese non è fatta solo dai politici. E' fatta di imprenditori ed intellettuali che creano lobby che (più o meno legalmente) influenzano le politiche di un paese. Queste lobby non sono elette dal popolo.

Aggiunta:

in Italia queste elites si sono preoccupate principalmente di creare corporazioni per proteggere lo status quo e poco dell'istruzione o della riforma sociale.

Gli esempi sono molteplici: la prima guerra mondiale che tanti danni ha portato all'Italia ed ha aperto le porte al fascismo è stata voluta dalla minoranza di intellettuali/industriali interventisti non dal popolo.

Chiaro che il popolo italiano si debba assumere le proprie responsabilità non sto negando questo ma, come si dice, il pesce puzza dalla testa.

Francesco continuiamo a non intenderci.

Mi sembra di si'. Cerco di ripetere con piu' chiarezza quello che ho scritto qua sopra: i meccanismi di selezione di imprenditori ed intellettuali sono, in ultima analisi, determinati dall'organizzazione della societa' in cui viviamo (istruzione, meccanismi di concorso per le cattedre universitarie, accesso ai fidi bancari, leggi sull'imprenditoria, leggi sugli ordini professionali, selezione dei primari ospedalieri, finaziamenti per le attivita' culturali, etc.). Ed e' proprio la politica che dovrebbe regolamentare tutte queste materie. E la politica e' quella cosa che noi votiamo.

Ti faccio qualche esempio terra terra:

Se il livello dell'istruzione in Italia si abbassa costantemente in ogni grado con il consenso dell'elettorato e della politica, non dobbiamo stupirci se poi la selezione della classe manageriale si basa piu' sulle conoscenze sociali dei candidati che sull'effettiva qualita' dei loro studi.

Parimenti, se le universita' sono dominate da una mandria di vecchi baroni e l'accesso al notariato e' una questione di famiglia, la responsabilita' ultima e' ovviamente di chi si rifiuta di riformare certe regole. Ovvero la politica che, guarda caso, noi votiamo.

E non credi che la classe politica abbia un peso determinante nella struttura di controllo delle banche italiane? Banche che, in ultima analisi, determinano i criteri di accesso al credito per gli imprenditori?

Se le lobby economiche o intellettuali sono cosi' determinanti in Italia, e' solo perche' la stragrande maggioranza degli italiani e' abituata a i) ragionare per bande e categorie o ii) non ragionare per nulla ed affidarsi all'uomo della provvidenza o all'ideologia salvifica di turno.

Aggiungo pure io:

la prima guerra mondiale che tanti danni ha portato all'Italia ed ha aperto le porte al fascismo è stata voluta dalla minoranza di intellettuali/industriali interventisti non dal popolo.

Ma sulla prima guerra mondiale hai molta piu' ragione, nel senso che nel 1914 il suffragio non era ancora universale, ed un sacco di poveracci analfabeti sono stati mandati al macello per soddisfare le fregole di qualche intellettuale minchione e fare gli interessi di qualche gruppo industriale.

Pero' il suffragio universale maschile e' del 1919, quello universale e' del 1946 (sia pure in un regime di democrazia bloccata) e la guerra fredda e' finita nel 1989. Secondo me qualche responsabilita' potremmo pure iniziare a prendercela.

il pesce puzza dalla testa.

A me sembra che puzzi tutto. Aneddoto: mi e' capitato recentemente di visitare le grotte di Frasassi. Prima di entrare la guida ha illustrato due semplici regole: non fare foto o riprese (i diritti sono dell'ente che gestisce la grotta) e non toccare in giro, visto che il grasso della pelle umana rovina il processo di formazione di stalattiti e stalagmiti. Non puoi immaginare quanta gente -- tutti italiani -- si attardasse lontano dalla guida per fare foto e/o riprese (immagino peraltro di dubbia qualita') e toccacciare qualsiasi cosa gli capitasse a tiro. Siamo bestie.

Re(6): Elites

anxia 12/7/2010 - 14:11

Se il livello dell'istruzione in Italia si abbassa costantemente in ogni grado con il consenso dell'elettorato e della politica, non dobbiamo stupirci se poi la selezione della classe manageriale si basa piu' sulle conoscenze sociali dei candidati che sull'effettiva qualita' dei loro studi.

si tratta di un circolo vizioso: si possono invertire causa ed effetto.

in una società non meritocratica, e paralizzata, diventa socialmente irrilevante la qualità effettiva dell'l'istruzione: dietro le scrivanie avite siederanno i rampolli del patriarca.

ecco perché quello dei diplomifici a pagamento è un fenomeno tipicamente italiano: mentre nel resto del mondi si paga per avere un'istruzione migliore, in italia si paga per essere promossi e per incorniciare il pezzo di carta..

l'istruzione non è in grado di fungere da ascensore sociale, e assume valore personale soltanto per coloro che lo riconoscono.

 

Io ho visto personalmente una connazionale venire espulsa dall'Hofburg di Vienna, dopo essere stata richiamata 3 volte, in un Italiano impeccabile e con una cortesia incredibile (quanto meno dopo 2 richiami uguali).

Però io credo (o voglio ancora credere) che la percentuale di schifo nella nostra classe dirigente sia superiore rispetto alla media nella popolazione "normale", altrimenti non si spiegherebbe come fa l'Italia a non essere, ancora, un paese del terzo mondo...

il pesce puzza dalla testa.

A me sembra che puzzi tutto

Chiedo venia, in effetti la metafora recita : "il pesca comincia a puzzare dalla testa" che è esattamente il mio punto.

Il popolo italiano ha raggiunto il suffragio nel 1919 ma già 10 anni dopo è stato ritenuto incapace di intendere e volere e siamo finiti in una dittatura ventennale (scelta dal Re rappresentante massimo dell'elite italiana del tempo). In questo ventennio le elite italiane hanno buttato le basi di un sistema chiuso e corporativista che non è stato distrutto dal dopoguerra. Questo perchè da qualcosa bisognava pur ripartire ed il popolo dopo vent'anni di dittatura ed una guerra sanguinosa non era in grado di produrre ricambi (tanto per fare mente locale erano gli anni in cui scambiavamo calabresi in cambio di carbone col Belgio). Questa partenza ad handicap si è mantenuta negli anni (aggravata dal voto di scambio e dal nepotismo dovuto alla "democrazia bloccata" che tu citi). Le elite non erano veramente, o perlomeno non completamente, espressione del meglio del paese, perchè la situazione permetteva a chi comandava in quegli anni di sfruttare la posizione, ereditata del fascismo e dal sistema aristocratico, per rafforzare lo status quo ed impedire la mobilità sociale. C'entra solo marginalmente, ma cito Walt Disney che disse a Maria Perego, la creatrice di Topo Gigio: "Sono contento che lei sia italiana, perchè voi italiani siete bravissimi a distruggere i vostri talenti ".

Puntualizzato questo: sì, è ora che noi italiani ci assumiamo la nostra dose di responsabilità

 

Mi compiaccio che siamo piu' o meno d'accordo.

ma già 10 anni dopo è stato ritenuto incapace di intendere e volere e siamo finiti in una dittatura ventennale

Il livello del sostegno popolare al regime fascista e' un punto interessante su cui penso sia stato scritto tutto ed il contrario di tutto. Di sicuro enormi sono state le responsabilita' della nostra sciaguratissima casa reale e dei vertici dell'esercito nel non firmare lo stato d'assedio. Per stendere un velo pietoso sulla classe imprenditoriale.

nel 1914 il suffragio non era ancora universale,

 

il suffragio universale (maschile) fu approvato nell'1911 e la prima elezione fu l'anno successivo. Nel 1915 la maggioranza delle Camera, giolittiana, era contraria alla guerra, ma Giolitti non ebbe il coraggio di chiederne la convocazione per votare la sfiducia al governo, contro la volontà del re

Hai piu' o meno ragione tu, mi ricordavo male io: secondo wiki nel 1911 avevano gia' diritto al voto: non solo tutti i maggiori di 21 anni capaci di leggere e scrivere, ma anche i maggiori di 30 analfabeti e chiunque avesse prestato il servizio militare.

Due domande:

Ornaghi chi?

Perche' includi Tronchetti Provera nella lista? Il poco che so di lui l'ho sentito da Beppe Grillo e non sono cose positive, per cui mi interessa avere piu´informazioni (attendibili)...

Lorenzo, rettore alla Cattolica. La lista è solo un elenco di personaggi che a vario titolo fanno parte delle élite (mi accorgo solo ora che non ci va la "s") industriali o intellettuali italiane, sono i primi che mi son venuti in mente senza logica o discorsi di merito.