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C'è chi vince la Coppa del Mondo

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hm

Andrea Asoni 12/7/2010 - 04:15

1) al solito si fa meta-analisi, piuttosto che analisi. invece di discutere del problema si fa storia del pensiero economico, di quale sia la matrice ideologica da cui boldrin e bisin derivano il loro modello (prescottiana, dice) e del fatto che tale matrice ideologica sia ormai rifiutata anche dal mainstream economico.questa e' tutta l'impostazione del discorso: discutere del perche' la matrice ideologica di b&b (che sono estremisti, ca va san dire) in realta' possa essere rifiutata logicamente.

2) poi qualcosa sul fatto che il vostro modello prescottiano ha i prezzi flessibili e in qualche modo questo dovrebbe giustificare (scusa, i dettagli non li ho veramente capiti. sara' che non sono macroeconomista) il socialismo piuttosto che le vostre tesi liberiste. infine c'e' qualcosa sulle aporie interne anche dei modelli mainstream.

3) poi sul fatto che non spiegate cosa sia il sottoconsumo mentre lo criticate. in questo contesto ha usato la frase "esegesi di narrazioni didascaliche" quindi penso abbia automaticamente ottenuto punti-qualita' per la caffettiera della Motta. Sempre in questo contesto pare che siate anche come i morti viventi (parole sue eh, non mie) di George Romero perche' siete fedelissimi seguaci della antica legge di Say.

4) qualcosa sul fatto che in realta' voi stiate criticando Stiglitz e Fitoussi piuttosto che gli economisti italiani, perche' i modelli non spiegano il lungo periodo (non ho capito perche'...). qualcosa sulla combinazione del modello keynesiano con il sistema sraffiano e sulla sperequazione che riduce la domanda e quindi la scala di attivita' (scusate ma si sono sentito molto stupido ad ascoltare questa parte. non ho capito praticamente nulla).

5) secondo bisin e boldrin lo schema di sraffa e' un caso speciale dell'equilibrio neo-walrasiano. boldrin e bisin 'sta roba non la conoscono e "vanno per sentito dire". e' un segno dei tempi, non vi siete formati sulla macroeconomia dell'equilibrio continuo. non sapete nulla di letteratura critica e quindi dei limiti dei vostri modelli. non leggete kirman (?) o fisher. gli "economisti critici" sanno benissimo sraffa e neo-walras non possono essere conciliati perche' han (?) per fare cio' ha dovuto ribaltare l'asse del tempo. ma bisin e boldrin non lo sanno. <nota di Aso: ma 'sta intervista e' un trip psichedelico!>

6) bisin e boldrin hanno posizioni ideologiche. il dibattito e' un po' inutile ma non ci si puo' sempre scegliere i propri avversari (parole sue, michele non te la prendere con me). cmq bisogna sentitamente ringraziare bisin e boldrin per avere portato ancora piu' attenzione alla lettere degli economisti. b&b non sono gli unici critici della lettera ("altrimenti avremmo vita facile", sempre parole sue), bisogna pensare anche a critiche di economisti del mainstream: blanchard e giavazzi, lasciamo fare ai mercati e non serve intervento per riequilibrio commerciale interno euro. anche questa e' stata smentita dai fatti. invito al professor giavazzi a partecipare.

se volete la mia opinione 25 minuti della mia vita buttati, ma veramente buttati (boldrin e bisin I blame you :) anche perche' mi sento molto idiota ora). ma io non conosco ne' kirman, ne' han, ne' gli economisti critici per cui che ne posso capire...

Re: hm

alberto bisin 12/7/2010 - 14:04

Grazie andrea. Facciamo meta': ti dobbiamo 12 minuti  :)

Re: hm

luigi 12/7/2010 - 14:35

azzo, ma Kirman è Alan Kirman? E' il mio mito!

A. Kirman, D. Sondermann "Arrow's theorem many agents and invisible dictators", Journal of Economic Theory, no. 5 (3), pp. 308-35, 1972.

cmq Atzo ha ragione. 'Sta intervista è meglio di un trip lisergico.

 


Re: hm

sandro brusco 12/7/2010 - 15:17

Non ho ascoltato l'intervista ma penso che ''han'' sian Frank Hahn. Dai che lo conosci.

Re(1): hm

alberto bisin 12/7/2010 - 15:48

Asoni, ha ragione brancaccio, voi gggiovani conoscete solo Prescott, davvero? Non conosci Kirman o Hahn? 

Re(2): hm

Andrea Asoni 12/7/2010 - 15:56

non mi considero rappresentante dei gggiovani (anche perche' non sono un macroeconomista ma per adesso lavoro piu' su corporate and entrepreneurial finance) pero' sinceramente Hahn non lo conoscevo.

Non ho mai fatto un corso di storia del pensiero economico e nei corsi base di macro (quelli del core) non ho mai visto Hahn. Ne' Alvarez, ne' Stokey, ne' Shimer lo hanno mai menzionato (to the best of my knowledge).

Forse Antonio Mele pero' vi puo' dare una rappresentazione piu' fedele di cosa un gggiovane che studia macro incontra nel suo percorso...

PS speravo Han fosse un economista mongolo dell'orda d'oro. Sarebbe stato piu' eccitante... :)

Re(3): hm

sandro brusco 12/7/2010 - 16:12

Hahn non è un macroeconomista, i suoi contributi principali sono alla teoria dell'equilibrio economico generale. Il suo libro con Arrow (''General Competitive Analysis''), pubblicato all'inizio degli anni '70 è un po' la summa della teoria, almeno fino a quel momento. Mi rendo conto che EEG fatto in full glory (as opposed alle versioni ultrasemplificate che si usano in macro) sia un po' passato di moda, ma che Hahn non sia mai nemmeno menzionato un po' mi sorprende.

Re(4): hm

Andrea Asoni 12/7/2010 - 16:21

non mi ricordo di averlo sentito menzionare nemmeno in quella parte di programma in cui abbiamo studiato l'equilibrio economico generale. forse sono stato poco attento...

Re(4): hm

Diego d'Andria 12/7/2010 - 16:27

Hahn non è un macroeconomista, i suoi contributi principali sono alla teoria dell'equilibrio economico generale.

Hahn non è un macroeconomista? Pensavo proprio il contrario, letto il suo libro (scritto a quattro mani con Robert Solow): A critical essay on modern macroeconomic theory.

Succede sempre così: la gente diventa nota per le peggior cose che scrive.

No, Uncle Frank non è un macroeconomista. Infatti, leggendo quel libro se ne ha la conferma.

Non trovo neanche tanto strano, a dire il vero, che un giovane PhD non specialista di EEG non conosca il lavoro di Frank. Tatonnement, teoria della crescita ed "Hahn problem", il libro (francamente incomprensibile e NON raccomandabile ai minori) con Ken Arrow su eeg. A fine anni '70 Frank aveva smesso di scrivere da un pezzo. Dopo si è dedicato a polemizzare, prima con i neoricardiani che gli avevano occupato Cambridge manu-militari (tanto lui veniva a Stanford in esilio, ospite di Arrow) e poi con Lucas e Prescott che usavano mickey-mouse eeg per dire cose che non gli piacevano.

Tanto per dire, secondo voi quanti sono i teorici delle decisioni che sanno chi era e cosa ha scritto Bill Poole? O Alito Harberger? Ora che ci penso, quanti sono i decision theorists under 35 che conoscono il lavoro di Frank Hahn? :-)

Re(6): hm

alberto bisin 12/7/2010 - 18:39

C'e' una differenza tra conoscere i lavori di FH e sapere che un economista con quel nome bazzicava per Cambridge (e Siena). Non che la preparazione di Andrea sia diminuita per questo - io insegno GE e non cito Hahn - ma un po' strano lo e'. I nodi vengono al pettine comunque - non si puo' insegnare GE senza citare Arrow - anche lasciando stare la prova - ma si puo' fare benissimo senza citare Hahn

Re(7): hm

luca rigotti 12/7/2010 - 19:42

Alberto, c'e' chi ci prova a insegnare GE senza Arrow: dai unocchiata alle citazioni del libro di Hildenbrand e Kirman.

Re(8): hm

luigi 12/7/2010 - 22:33

visto che è stato citato il libro di Kirman ed Hildenbrand,  trovo che l'introduzione sia splendida.  In particolare,  c'è una eccellente spiegazione del teorema di equivalenza core-competitive equilibrium per replica economies.

Re(7): hm

Andrea Asoni 12/7/2010 - 20:32

alberto, arrow ti giuro che lo conosco :)

Re(6): hm

Diego d'Andria 12/7/2010 - 20:22

Succede sempre così: la gente diventa nota per le peggior cose che scrive.

No, Uncle Frank non è un macroeconomista. Infatti, leggendo quel libro se ne ha la conferma.

Non sapevo proprio, grazie della delucidazione.

Re(6): hm

Andrea Asoni 12/7/2010 - 20:34

tatonnement ho letto la parte rilevante su mas-colell. pero' non ricordo alcun nome.

Re(6): hm

Meo Patacca 13/7/2010 - 19:27

Michele ne sai sempre una piu' del diavolo! Il triangolo di Harberger a Upenn lo insegnavano (piuttosto, ma "Alito" da dove viene?) ma Bill Poole che e'???? E' quello che era alla Fed?

Scusa per il disturbo ma volevo imparare un'altra cosa utile oltre ad afflato e aporie :)

OMFG!

luigi pisano 13/7/2010 - 19:55

la mejo colonna sonora da quando l'omo inventò il cavallo  (ok ok quello è un altro film ma passatemela  ;)

Re(4): hm

andrea moro 12/7/2010 - 19:58

Mi rendo conto che EEG fatto in full glory (as opposed alle versioni ultrasemplificate che si usano in macro) sia un po' passato di moda, ma che Hahn non sia mai nemmeno menzionato un po' mi sorprende.

Io l'equilibrio generale l'ho studiato benino, con Cass, ma non ricordo abbia menzionato alcun nome tranne Arrow-Debreu. In nessuno dei programmi di PhD che conosco si menzionano nomi, la storia del pensiero uno se la studia da solo.

Neanche Lionel? Ah, Dave, eri proprio un cazzone!

Io non ho fatto granche di GE teorico durante il PhD, solo le basi usando questo. Le mie conoscenze (incluso Hahn, Arrow-Debreu, etc.) di GE vengono principalmente dal corso undergrad in Bocconi con Aldo Montesano, che principalemnte usava questo. Alla fine la macro moderna si puo' fare decentemente anche senza tutti i dettagli del tatonnement e del non-tatonnement, della stability etc. e qua so che Boldrin mi coprira' di improperi. 

A margine due altre cose: la prima e' che ho l'impressione che GE puro sia una branca che sta diventando sempre piu' marginale in economia, ditemi se mi sbaglio.

La seconda e' che la macro theory recente (non quella NK, per intenderci, ma quella che si vede a SED per dire) diventa sempre piu' una fusione di dynamic contracts e dynamic GE. Non so quanto questo possa portare ad un revival di GE puro, sinceramente, perche' non vedo quali problemi nuovi di tipo strettamente teorico possa generare.

ERGO, GE puro mi pare destinato a lenta morte come campo di ricerca.