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In classe in 75

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Alcune cose sparse.

Ritengo che la cosa migliore sia poter sperimentare localmente diverse soluzioni. Anche quella del 75, per chi volesse provarla. La sperimentazione locale in tema educativo è possibile in un reale contesto federale, dove l'educazione è compito prevalentemente statale/cantonale. In Svizzera non esiste nemeno il ministero dell'educazione, nella capitale. Il compito è comunale (educazione elementare) e cantonale (ogni altro ordine scolastco, università comprese). Questo permette ad ogni cantone di poter sperimentare soluzioni locali e poi di osservare , in modo comparativo, gli esiti delle varie riforme locali. A questo scopo esiste un tavolo di coordinamento orizzontale in cui tutti e 26 i ministeri cantonali decidono poi le cose da fare in comune e cosa fare da soli. Questo evita la necessità di un ministero federale.

Nel merito delle proposte qui lette, va detto che sperimentando è scaturito un modello che vede le medie inferiori (obbligatorie) di 4 anni (non tre come in Italia) e poi un percorso che se liceale è di 4 anni (due uguali per tutti, per avere le basi in comune e due specializzati tipo scientifico etc) e se di tipo professionale è di tre anni. Da nessuna parte tuttavia è mai emerso un modello in cui pochi docenti bravi hanno molti studenti.  Sarà che le aule nei licei e negli istituti professionali oggi hanno una dimensione standard e quindi è difficile cambiare rapporto prof/stud e sarà anche che qui la cosa che spicca è la presenza di laboratori con un notevole dotazione tecnico scientifica e anche qui la dimensione ottimale va contro la presenza eccessiva di studenti. Forse l'autore della proposta ha in mente una docenza prevalemente umanistica e non ha riflettuto sul cosa succederebbe nell'insegnamento tecnico scientifico se affrontato seriemente, con laboratori di prim'ordine come si fa nei paesi occidentali avanzati seri. 

Francesco