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In classe in 75

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Premesso che, a differenza di molti, non sono affatto ostile alla scuola privata e concordo persino sul finanziamento della scuola attraverso le quote capitarie (un po' di concorrenza, purché leale - la compagnia delle opere un attore sullo stesso piano degli altri -, farebbe bene a tutti), resta da rilevare che la scuola privata italiana è la peggiore al mondo. Include anche diplomifici che da una parte elargiscono diplomi agli alunni dall’altra punti agli insegnanti. Perle rare le eccezioni, sono quelle che, come se fossero la regola, ci ha mostrato Iacona nella sua trasmissione sulla scuola, tutta orientata all’esacerbazione del conflitto ricchi/poveri, oltre a considerare soltanto certi precari e dal loro esclusivo punto di vista, come se gli altri non esistessero.

La mia visuale sulla scuola è panoramica, ma mi limito alla mia esperienza di alunna: ho frequentato un ottimo liceo pubblico, uno di quelli da cui in una certa parte dell’anno comincia la transumanza verso le scuole private dove le insufficienze gravi lievitano magicamente:  nessuno dubita naturalmente che il fenomeno sia ascrivibile alle straordinarie capacità didattiche dei docenti delle paritarie e non alla corresponsione di una retta sostanziosa. Sarà il trattamento economico, peggiore che nella statale, a potenziare le doti didattiche degli insegnanti?

 

basta con i concorsi

Bisognerebbe aggiornarsi: l’era dei concorsi a cattedra è tramontata da un pezzo. Magari si ripristinassero concorsi a cattedra! I vincitori dei concorsi sono i docenti migliori; vincitori, non semplici idonei come quelli che si assumono ora da una graduatoria risalente a più di dieci anni fa.  Anche nell’era dei concorsi il reclutamento, peraltro, è sempre andato avanti a botta di sanatoria: ecco qual è il problema insieme allo scorrimento di graduatorie ammuffite. Nella scuola, peraltro, vi sono insegnanti eccezionali e appassionati che mandano avanti la baracca malgrado tutti e tutto (compreso il discredito sociale). La qualità della scuola è enormemente variabile, arriva anche all'eccellenza e da qualche parte è mediamente buona, perché bocciarla in blocco?

 

mia azienda sarebbe fallita se andassi a cercare il buon laureato sfornato dal sistema pubblico che generalmente  è un incapace.

Che diplomati, laureati ed insegnanti italiani siano, tutti, ignoranti ed incapaci sembra un filino tranchant. Se uno non riesce trovare quelli bravi, forse non è capace di cercarli.

Infine, tra i “valorosi campioni dell’iniziativa privata”, foraggiati con soldi pubblici, ci sono coloro che non accettano i disabili (i disabili costano) e li indirizzano alla scuola statale (la scuola paritaria in Italia è in misura significativa confessionale…). Eppure ci viene ricordato ad ogni pie' sospinto che la scuola paritaria è pubblica. Equità vorrebbe onori ed oneri insieme.