Titolo

In classe in 75

6 commenti (espandi tutti)

In classe in 75

neologos 25/6/2010 - 10:07

Avendo gestito e gestendo una azienda IT la formazione (non il training)  è una delle principale capability. L'individuo spesso pone scarsa attenzione alle lezioni in classe: in pratica dopo poche ore accusa un carico cognitivo che satura la sua mente. Questo è uno spreco se l'insegnante è un evangelista a 3000 € al giorno. Come si risolve il problema? Con l'affiancamento e il tutoring.

In una scuola vi è il problema di formare individui: è molto più difficile e molto più costoso. Per questo si parla di scuole di elité. Solo il confronto con insegnanti esperti permette la crescita culturale. La cultura generale è un fare e affrontarla nei termini di numeri di studenti in una classe è un errore strategico.

Una società evoluta deve selezionare gli alunni migliori e affidarli ai pochi esperti insegnanti disponibili.

Chi sono gli insegnanti bravi? Sono coloro che sanno affrontare i problemi culturali  con gli studenti portandoli alla loro soluzione. La misura della loro bravura la danno direttamente gli studenti con i loro risulati. Quindi basta con i concorsi e le commissioni, sono inutili. Chi vuol fare l'insegnante si cimenti con una classe, se esce dalla fossa dei serpenti quello è il suo lavoro se no farà altro.

La scupola deve essere pagata direttamente dalle famiglie e deve essere un onere: la comunità deve accollarsi il costo per i disagiati. Inoltre lo Stato deve uscire da questo processo: la sua burocrazia ha impedito di modificare la struttura gesuitica settecentesca rispolverata da Gentile e oggi ancora in essere

 

Una società evoluta deve selezionare gli alunni migliori e affidarli ai pochi esperti insegnanti disponibili.

La scupola deve essere pagata direttamente dalle famiglie e deve essere un onere: la comunità deve accollarsi il costo per i disagiati.

da quando in qua "evoluta" ha per sinonimo: "oligarchica" o "feudale"? E poi, perché accollarsi i disagiati, ci sono sempre la Rupe Tarpea e la fabbrica di Oliver Twist, o la modesta proposta di Swift

 

Chi sono gli insegnanti bravi? Sono coloro che sanno affrontare i problemi culturali  con gli studenti portandoli alla loro soluzione. La misura della loro bravura la danno direttamente gli studenti con i loro risultati.

Stavo leggendo il libro della Tinagli sul talento in Italia, ieri sera: visto che i neolaureati italiani guadagnano quanto i diplomati e le imprese hanno ridotto la richiesta di personale qualificato, i risultati di tutti gli studenti evidentemente sono pessimi, ergo i loro docenti non erano bravi, nessuno escluso. O no? 

Quindi basta con i concorsi e le commissioni, sono inutili. Chi vuol fare l'insegnante si cimenti con una classe, se esce dalla fossa dei serpenti quello è il suo lavoro se no farà altro.

Approvo entusiasticamente, anzi pretendo che lo stesso criterio sia applicato a medici, ingegneri, architetti e avvocati. Poi, se il paziente muore, l'innocente si becca l'ergastolo e la casa crolla...li consideriamo costi di transazione per l'allocazione ottimale dei lavori.

 

Inoltre lo Stato deve uscire da questo processo

lasciando spazio a questi valorosi campioni dell'iniziativa privata:

http://www.repubblica.it/scuola/2010/06/25/news/la_fabbrica_dei_diplomi_privatisti_a_caccia_dell_esame_facile-5141483/?ref=HREC1-1

INCHIESTA ITALIANA<em> La fabbrica dei diplomi 
Privatisti a caccia dell'esame facile <em> Maturità tra frodi e prof compiacenti<em>

In conclusione, mi sa che avevano ragione Boldrin e il lettore che si firma If in quel post sugli "austriaci"

http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/L'economia_politica_de_"gli_economisti"_#body

La malattia dello statalismo e dell'autoritarismo è dura amorire. L'attuale regime ne è la dimostrazione lampante. L'economia della rete, che è intrinsecamente darwinista, farà piazza pulita dei luoghi comuni di cui la risposta al mio post è piena.Sfortunatamente dovrà prima sparire la nostra generazione di italiani chiacchieroni incapaci.

Sta di fatto, giusto citando Sen, che nessuno in Italia si preoccupa di sviluppare capabilities e queste, sfortunamente per gli Italiani, non si sviluppano perchè esiste la scuola pubblica, che dà il diritto di essere orwellianamente ignoranti, o l'esame di stato che garantisce il titolo di ingegnere ad un giovane che non sa fare il suo mestiere. La critica che mi viene fatta è che non sono nel sistema di regole: si perchè altrimenti la mia azienda sarebbe fallita se andassi a cercare il buon laureato sfornato dal sistema pubblico che generalmente  è un incapace. Quindi la mia risposta alla domanda "i loro docenti non erano bravi, nessuno escluso" la risposta è SI! Fanno pena tutti perchè è il sistema che non seleziona e non è meritocratico.

Per ciò che attiene i " valorosi campioni dell'iniziativa privata" questa è un'altro aspetto della malattia del sistema italiano, ma non voglio dilungarmi. Dico semplicemente che Marino_bib non ha capito perchè deformato dalle nostre italianissime deformazioni mentali. Egli non  riesce a concepire un sistema democratico dal basso in cui le comunità si riappropriano della scuola o delle altre risorse e le gestiscono a prescindere dallo stato, i sindacati, la burocrazia, la chiesa e via dicendo.

 

 

Premesso che, a differenza di molti, non sono affatto ostile alla scuola privata e concordo persino sul finanziamento della scuola attraverso le quote capitarie (un po' di concorrenza, purché leale - la compagnia delle opere un attore sullo stesso piano degli altri -, farebbe bene a tutti), resta da rilevare che la scuola privata italiana è la peggiore al mondo. Include anche diplomifici che da una parte elargiscono diplomi agli alunni dall’altra punti agli insegnanti. Perle rare le eccezioni, sono quelle che, come se fossero la regola, ci ha mostrato Iacona nella sua trasmissione sulla scuola, tutta orientata all’esacerbazione del conflitto ricchi/poveri, oltre a considerare soltanto certi precari e dal loro esclusivo punto di vista, come se gli altri non esistessero.

La mia visuale sulla scuola è panoramica, ma mi limito alla mia esperienza di alunna: ho frequentato un ottimo liceo pubblico, uno di quelli da cui in una certa parte dell’anno comincia la transumanza verso le scuole private dove le insufficienze gravi lievitano magicamente:  nessuno dubita naturalmente che il fenomeno sia ascrivibile alle straordinarie capacità didattiche dei docenti delle paritarie e non alla corresponsione di una retta sostanziosa. Sarà il trattamento economico, peggiore che nella statale, a potenziare le doti didattiche degli insegnanti?

 

basta con i concorsi

Bisognerebbe aggiornarsi: l’era dei concorsi a cattedra è tramontata da un pezzo. Magari si ripristinassero concorsi a cattedra! I vincitori dei concorsi sono i docenti migliori; vincitori, non semplici idonei come quelli che si assumono ora da una graduatoria risalente a più di dieci anni fa.  Anche nell’era dei concorsi il reclutamento, peraltro, è sempre andato avanti a botta di sanatoria: ecco qual è il problema insieme allo scorrimento di graduatorie ammuffite. Nella scuola, peraltro, vi sono insegnanti eccezionali e appassionati che mandano avanti la baracca malgrado tutti e tutto (compreso il discredito sociale). La qualità della scuola è enormemente variabile, arriva anche all'eccellenza e da qualche parte è mediamente buona, perché bocciarla in blocco?

 

mia azienda sarebbe fallita se andassi a cercare il buon laureato sfornato dal sistema pubblico che generalmente  è un incapace.

Che diplomati, laureati ed insegnanti italiani siano, tutti, ignoranti ed incapaci sembra un filino tranchant. Se uno non riesce trovare quelli bravi, forse non è capace di cercarli.

Infine, tra i “valorosi campioni dell’iniziativa privata”, foraggiati con soldi pubblici, ci sono coloro che non accettano i disabili (i disabili costano) e li indirizzano alla scuola statale (la scuola paritaria in Italia è in misura significativa confessionale…). Eppure ci viene ricordato ad ogni pie' sospinto che la scuola paritaria è pubblica. Equità vorrebbe onori ed oneri insieme.

gli Italiani, non si sviluppano perchè esiste la scuola pubblica,

mah

gli "effetti speciali" del tipo di quelli che nella trasmissione di Iacona sembravano esclusivi delle scuole private (peraltro quelle lì celebrate ed esposte all'invidia sociale attraverso l'esibito smilionamento dei fondi sono un'eccezione nel panorama desolante delle paritarie italiane), in una scuola pubblica, e a basso costo, e nel sud: si renda onore a brindisi

Insomma si può fare

se poi il duo gelmini-tremonti lavorasse meno di forbici si potrebbe anche fare di più

 

Confesso che leggere un post con "capability", "carico cognitivo", "elité" (?), "la cultura generale è un fare", "affrontare i problemi culturali con gli studenti portandoli alla loro soluzione", "se esce dalla fossa dei serpenti quello è il suo lavoro", mi induce a pensare che la scuola spesso non fa il suo lavoro.