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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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marcospx 30/12/2010 - 12:49

Per gli amerikani che disdegnano i giornali italici segnalo tre pezzi il cui confronto, imho, è interessante e istruttivo. Anche perchè vorrei che il dibattito su un tema che mi interessa continuasse su nFA.

Ancora Pietro Ichino sul Corsera (personalmente continuo a trovarlo il più lucido, con il limite che neppure stavolta entra nel merito dell'accordo dal punto di vista delle condizioni di lavoro, soffermandosi invece solo sulle questioni della contrattazione e della rappresentatività sindacale).

Al contrario di quanto fa - not surprising - Massimo Giannini su Repubblica.

Il secondo dato: questo accordo è obiettivamente peggiorativo della condizione di lavoro degli operai e della funzione di diritto del sindacato. Si può anche sostenere che non c'erano alternative, e che firmare era la sola opzione consentita, per evitare che la Fiat smobilitasse. Tuttavia chi oggi parla di "svolta storica" abbia il buon senso di riconoscere che si è trattato di una firma su un accordo-capestro basato su un ricatto. Legittimo, per un'impresa privata. Ma pur sempre ricatto.

Al di là della sua posizione, chiedo lumi ai professori su affermazioni quali:

Si dice che Marchionne punti a un modello di relazioni industriali all'americana, dove il parametro è Detroit e non più Torino. Probabilmente è così. Ma questo tradisce una volta di più i contenuti veri del Lodo Fiat-Chrysler. Non è la prima che ha comprato la seconda, com'è sembrato all'inizio. Ma in prospettiva sarà la seconda ad aver comprato la prima, nello schema classico del "reverse take-over".

Oscar Giannino sul Messaggero sostiene l'esatto contrario:

Ma sbaglia moltissimo chi, credendo così di dar manforte a Sergio Marchionne, parla di “svolta americana”. Non lo è affatto. [...]

La verità è che a questi accordi “dal basso”, proposti con forza dalla Fiat di Marchionne battendo la strada delle deroghe ai contratti nazionali che Confindustria di suo da due anni aveva aperto col consenso degli stessi sindacati che condividono la nuova impostazione a Pomigliano e Mirafiori, sono finalmente la reazione italiana a limiti e storture del tutto italiane.

 

Il dibattito ponilo nel nuovo post su Mirafiori, che è appena uscito.

I will!

Porc... che sfiga, abbiamo postato praticamente in contemporanea...! :-)