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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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ho letto anch'io l'articolo, ma vorrei notare che non esiste una "coalizione sindacale maggioritaria", e un Cobas con potere di veto sproporzionato alla sua entità, ma tre sindacati (noti peraltro per i loro comportamenti, vedi la CISL all'ATAC a Roma) ciascuno dei quali è minoritario, che si sono alleati con la controparte per tener fuori quello maggioritario... come se in politica una coalizione di partitini facesse apposta una legge elettorale per escludere il maggior partito dell'opposizione.

Poi, che si indica il referendum quando si spera di vincerlo grazie alla pistola carica sul tavolo ("o dite di sì o me ne vado e c... vostri", "my way or the highway"...) la dice lunga. Si accettano scommesse su

#1: gli investimenti NON ci saranno, una scusa si trova sempre (e un bel bonus al megadirettore galattico non si nega mai, rain or shine);

#2: Marchionne si sta preparando un golden parachute per una carriera politica in Italia

#3: che su una cosa Gallino ha ragione, la Fiat avrà grossi problemi con le aziende subfornitrici dove la Fiom è maggioritaria... qualche giorno fa leggevo su un blog di un caso USA dove una vertenza in una piccola fabbrica di componentistica elettronica aveva bloccato una delle Big Three, senza quel componente per l'iniezione elettronica non si potevano assemblare i motori e quindi le vetture.

sarò ideologico, ma ho la fortuna di fare un lavoro d'ufficio con ampia autonomia personale (compreso andare a pisciare quando voglio), e venti minuti di pausa pranzo quando magari ce ne metti dieci per arrivare alla mensa e un'ora di straordinario dopo un turno di dieci posso augurarlo solo a Bondi e Berlusconi.  

Questa cosa dei referendum a discrezione è in effetti la parte più odiosa. Quando ci fu l'accordo separato sul contratto nazionale CISL e UIL rifiutarono di sottoporre l'accordo a referendum. Anche qui però il problema sta all'origine. Queste sono pratiche sindacali che si sono sedimentate nel tempo. Su Marchionne, non lo so. In Amerika (e Canada) tendenzialmente la gente come lui considera la politica un impiego inferiore rispetto a quello di dirigere una grossa azienda. Non credo abbia voglia di un downgrading. In Italia si tende a pensare il contrario, nulla sembra essere meglio di comandare in politica.