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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Condivido, benché non addetto ai lavori, l'articolo e il suo spirito. Vorrei solo riportare alla memoria un documento che sembra totalmente dimenticato dal paese: il Libro bianco sul Lavoro del compianto Marco Biagi, presentato nel 2001 assieme (ma tu guarda un po'!) a Maurizio Sacconi. Lo trovai e lo trovo tuttora di sraordinario interesse. 

Certo, ci si può arrivare per gradi, forse, come l'articolo suggerisce. Comunque mi pare un cammino da fare e un programma politico vero e serio. Ma intanto sono passati 9 anni e siamo al solito nulla di fatto.

Sull'art. 18: ho sostenuto, a suo tempo, la sua abrogazione referendaria:

1. perché di fatto quanti ne hanno usufruito costituiscono una percentuale davvero risibile (non ho i dati, ma ricordo bene che era così);

2. perché il licenziamento era/è regolamentato anche da altre leggi, ma con modalità differenti dal'art.18;

3. perché un reintegro forzoso (e questo spiega in parte il punto 1.) in piccole aziende spesso e volentieri dà luogo  a "mobbing" verso l'interessato, quando già non fosse stato messo in atto in precedenza;

4. perché difficilmente un operaio s'imbarca in lunghe e costose cause civili;

5. perché era di gran lunga preferito (i dati lo dimostrano) il danaro al reintegro, dunque tanto valeva aumentare anche al doppio o più la buonuscita e amen;

6. perché ciò che va difeso è il lavoro, non il posto per chi già ce l'ha.

Chiaro, poi, che l'abrogazione dell'art. 18 va vista in un quadro complessivo di revisione del mercato del lavoro. Ragione, questa, per la quale ho ritenuto di linkare il Libro bianco di Biagi: ottima occasione, mi pare, se qualcuno non lo conosceva, per leggerlo con attenzione.