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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Se c'è una violazione della legge (art. 18) però deve essere un giudice a decidere non possiamo far decidere ad altri soggetti.

Ed è chiaro che chiunque esterno alla vicenda (ed è necessario che lo sia per garantire equità) farà fatica ad avere un'idea precisa come i 2 coinvolti. No?

 

Non contesto che sia un giudice a decidere, ci mancherebbe, le obiezioni sono altre:

  1. i tempi del giudizio sono molto lunghi
  2. il costo di un reintegro è proporzionale al tempo di giudizio
  3. è quasi impossibile prevedere a priori cosa costituisca "giustificato motivo": ho portato un esempio per cui non è bastata la ripetuta flagranza di reato, non dubito che altri giudici (o altri casi, magari qualche cavillo legale gli legava le mani) abbiano metri più ragionevoli: per me un sospetto di furto potrebbe bastare per il licenziamento.

L' insieme dei 3 punti sopra ha come conseguenza per il datore di lavoro un costo alto e difficilmente stimabile.

Ed è chiaro che chiunque esterno alla vicenda (ed è necessario che lo sia per garantire equità) farà fatica ad avere un'idea precisa come i 2 coinvolti. No?

Esempio banale:l' imprenditore vede il dipendente prendere una mazzetta dalla cassaforte aziendale, ma non può provarlo.

Se il giudice ammette un caso simile come giustificato motivo tanto vale cancellare l' articolo: chi vuole liberarsi di un dipendente lo denuncia per furto e la cosa finisce li.Se non l'ammette lo costringe a riprendersi il ladro.

Sarebbe molto meglio se lasciasse all'azienda l'alternativa tra reintegro ed indennizzo.

Dunque, a tuo avviso, è ragionevole che a decidere se un'azienda ha giustificati motivi per privarsi di un collaboratore sia una persona del tutto ignorante della situazione reale e - solitamente - anche priva degli specifici mezzi culturali per comprenderla?

Ma non capisci che sta proprio qui la distorsione?

Tra l'altro - come ti faceva notare il sempre assennato Marcello Urbani - con i tempi della giustizia italiota?

In sintesi: non v'è dubbio che un giudice debba decidere se c'è una violazione di legge, ma tale giudice non è in grado di valutare correttamente.

Ergo: è sbagliato che esista una siffatta norma.