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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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La mia specifica sull'eccesso di tutela voleva infatti creare un punto d'incontro tra le acccezioni estreme e fuorvianti da un lato 

"padrone cattivo ed egoista"

e dell'altro "dipendente furbone che vuole lo stipendio anche se ruba o non lavora."

Mi pare che l'intervento di Franco metta a fuoco due aspetti trascurati:

perché chi non ha voglia di lavorare oppure non ne è capace deve essere mantenuto da un'azienda privata?

se per sensibilità sociale riteniamo che chi perde il lavoro non debba essere lasciato a se stesso, ma anzi sia giusto che riceva un aiuto, perché il costo dell'aiuto deve pagarlo l'azienda? Anzi l'azienda che non può licenziare,secondo me, sostiene un costo superiore a quello che avrebbe la collettività erogando un sussidio o aiutando il lavoratore a trovare un nuovo impiego.

Detto questo, se per tutela del lavoratore intendiamo il sussidio (l'assistenza, l'aiuto o quant'altro) da fornire durante le fasi di transizione da un lavoro all'altro, allora questa tutela è giusto che venga estesa a tutti i dipendenti (quelli precari oggi non ce l'hanno) e non distorce il funzionamento del mercato. Anche qui se non è corretto attendo rettifiche dai prof. 

L'altro aspetto sovente trascurato che ci viene ricordato è

Aggiungo quella che a chi fa il mio mestiere pare un'evidenza lapalissiana, ma incontra normalmente diffidenza quando non sarcasmo: si fa di tutto per non privarsi di un lavoratore bravo, che è una risorsa preziosa anche nella ragionevole prospettiva di una futura situazione migliore.

Trovo comprensibile che chi non è piccolo imprenditore o non ha lavorato per un'impresa con pochi dipendenti, possa essere diffidente sul punto. Mi sento di aggiungere che quando si è in pochi si crea una specie di solidarietà per la quale il dipendente sente come suo il peso di mandare avanti la baracca  e non si creano quei meccanismi tipo  "dipendente vuole fregare la società" o "datore di lavoro vuole spremere finchè possibile e poi buttar via i dipendenti".

Uno spunto interessante è come questo meccanismo virtuoso possa essere esteso anche organizzazioni molto grandi. Questa società sembra esserci riuscita, secondo HBR.