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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Premesso che non vi erano dubbi che la tua sorpresa fosse retorica, volevo solo far notare, come poi ha giustamente detto elisa, che si va creando un mercato del lavoro secondario e chiuso! Qui il problema è l'assenza di competizione, e basta.

A proposito della tv, avendo 23 anni (24 a breve), il mio "campione statistico" è piuttosto ridotto, certo è che se Riotta faceva ridere Minzolini fa disperare... Ti credo sulla parola che la tv ha fatto sempre schifo ma ho l'impressione che il trend degli ultimi anni punti sempre più in basso...

 

Vi svelo un segreto: basta non guardarla ;)

Io sono anni che ho smesso e più ne sento parlare più mi convinco di aver fatto bene. Il poco che si salva in TV prima o poi  lo trovi anche sul web(anche in modo non esattamente lecito).

Ho interrotto la mia astinenza per guardare Boldrin a Ballarò e sono rimasto deluso da poco spazio che ha avuto e dal casino assurdo che lo circondava.Molto meglio registrare l'evento con vcast e guardare solo quello che ha detto Michele. 

Vi svelo un segreto: basta non guardarla ;)

Ma... per l'audio come fai ?? :-D

Io, da quando non ricevo più la TSI, mi comporto esattamente come te. Però qui si discute l'influenza che può avere su coloro che la guardano e pare siano ancora parecchi (anche se io ho parecchi dubbi sul sistema auditel).

Personalmente credo che la sua influenza sull'indole/mentalità della popolazione sia sopravvalutata ma, quando alla gente (che la guarda distrattamente) continuano ad arrivare dati errati ovvio che le conlusioni che questi trarrano saranno ugualmente errate (vedi vicenda Alitalia, disoccupazione Spagnola).

 

 

 

Non credo sia solo questione di informazioni ma anche di modelli proposti.

E di informazioni date durante programmi che non sono propriamente d'informazione.

Molte persone che non guardano i TG o i programmi di approfondimento giornalistico vengono comunque influenzate dalla tv.

Trai i "personaggi" di serie tv (siano protagonisti, co protagonisti o antagonisti) a me sembrano mancare larghe fette della popolazione reale, in più i modelli positivi proposti sono molto distorti, IMHO.

Insomma il Mario Rossi che si fa un mazzo tanto lavorando onestamente per costruire il suo futuro è, quando si vede, il personaggio "sfigato" delle serie TV (italiane).

In più la quasi totalità dei quiz a mio avviso trasmette un messaggio sbagliato e deletereo, quello de "vinco al lotto e realizzo i miei sogni", si vedano i vari giochi a premi basati sulla fortuna o su una superficiale conoscenza enciclopedica. Insomma zero meritocrazia anche lì. L'Italiano medio aspetta la "botta di culo" a nessuno salta in mente di lavorare il doppio per guadagnare il doppio, almeno a nessuno di quelli che si vedono in tv.

Probabilmente nel resto del mondo la situazione è la stessa e i miei sono tutti ragionamenti senza fondamento.

EDIT: ho tentanto di rendere il messaggio più simile a qualcosa scritta in italiano :)

Non penso che la situazione sia esattamente la stessa, l'offerta televisiva statunitense, tedesca, francese eccetera è un po' più varia, del sostanziale duopolio (o monopolio a seconda dei momenti) televisivo italiano...

Non mi intendo di tv estere, già la guardo poco qui :D

Però anche guardando le serie americane e inglesi mi sembra che i modelli proposti siano comunque molto "fiction" tanto da non influenzare chi guarda.

Insomma penso che una famiglia italiana sia più portata ad identificarsi (e quindi seguire anche se incosciamente)  i Cesaroni o una commessa di Cento Vetrine, piuttosto che i protagonisti di Lost o il Dr. House...

Discorso interessante! Facendo vedere un documentario su Stakanov ai dirigenti Fiom-CGIL potremmo risolvere molti problemi. ;-)

Nel lungo periodo la continua proposizione di determinati "modelli" influenza sicuramente il costume, ma esiste anche il contrario: perchè noi ci identifichiamo nei Cesaroni e non in Dr House ?

Perchè certe serie/programmi funzionano più in un paese che in un'altro?

Credo sia perchè vanno a rinforzare una mentalità, un'immagine di sè pre esistente. Quindi i programmi tv influenzano il paese ma allo stesso tempo il paese influenza i programmi tv.

Quanto sia una cosa o l'altra non saprei dirlo la mia sensazione è che l'influenza del paese sui programmi sia sottovalutata.

Il fenomeno è sicuramente molto complesso.

Credo anche io che si possa parlare di processi a 2 vie tra la TV e il paese. Che l'influenza del paese sulla tv sia sottovalutata lo credo anche io, ma non sottovalutiamo la forza della tv nel creare modelli (e proprio lo strumento in sè, io trasmetto tu guardi! che è di una potenza incredibile), tanto per rimanere OT, negli anni 80 la moda Miami Vice aveva i suoi canoni ben precisi di vestiario, colori e musica provenienti dal telefilm :D

Comunque direi che siamo andati ampiamente OT, forse è più ragionevole dire che la TV (o meglio la sua influenza) è UNO degli elementi che hanno portato l'Italia ad essere quello che è.

Secondo me l'influenza della TV è un argomento non banale che viene purtroppo troppo spesso banalizzata (scusate la forma mi è venuta così e così la lascio perchè mi sembra buffa).

Personalmente non credo ai gonzi o agli indecisi che votano BS perché glielo suggerisce una trasmissione di presunto approfondimento o perché la Tv trasmetteva Happy Days o Arnold. 

E' probabile che ci sia una certa disinformazione dovuta all'incompetenza e indolenza di certo giornalismo, e al controllo su di esso esercitato dalle elites: senza scomodare il fenomeno BS, da sempre la Rai  non dice quello che non fa comodo ad alcuni e la maggioranza dei giornali Idem.

Quindi distinguerei l'intrattenimento, che per chi li legge include libri, riviste etc. e l'informazione. Direi che il il primo va dove va la pancia dei consumatori e, da specchio deformante mostra quello che sono o vorrebbero essere; il secondo va dove il coraggio di pochi sparuti riesce ad arrivare e l'interesse delle lobby non ostacola l'accesso.

Saranno 4 anni che non guardo praticamente più la TV (ma pago il canone, sigh!)

Personalmente credo che la sua influenza sull'indole/mentalità della popolazione sia sopravvalutata ma, quando alla gente (che la guarda distrattamente) continuano ad arrivare dati errati ovvio che le conlusioni che questi trarrano saranno ugualmente errate (vedi vicenda Alitalia, disoccupazione Spagnola).

Temo, invece,  che l'influenza ci sia e sia notevole. Bisogna distinguere chi sa farsi un'opinione propria in maniera critica da chi trangugia "belinamente" ogni tipo fandonia e la fa propria. Ricordo su RAI3 l'intervista ai manifestanti del "partito dell'amore" che volevano crocifiggere (letteralmente) Santoro. Costoro ripetevano gli slogan televisivi... Temo, veramente, che di gente così ce sia e non poca...

La tv non è la realtà (bella questa, peccato che la NPL sia già stata inventata) neanche quella del TG3.

Io ricordo un intervistatore di Studio Aperto che non trovò in tutta Bologna un elettore dell'Ulivo, oppure mi ricordo una piazza Duomo gremita per lo scudetto del Milan, mi trovavo lì (non per caso) erano 50 ragazzi stretti attorno alla telecamera in una piazza altrimenti vuota!

Oppure ricordiamoci le discussioni infinite sulle ronde padane. Sembrava che tutt nel nord Italia fremessero dalla voglia di fare i giustizieri della notte...dove sono?

Ovvio che ci sia chi vuole crocifiggere Santoro, come c'è chi tira statue e cavaletti a BS, si tratta di capire quanti sono realmente e quanto la loro testa sia influenzata dalla tv o quanto certe idee siano già presenti  in loro. Ad esempio ci sono recrudescenze di fenomeni antisemiti o omofobici lungo la penisola ma, non mi pare, che "la televisione" stia spingendo in quelle direzioni.

Ripeto credo che il condizionamento televisivo sia più efficace (almeno in tempi brevi) nel fornire notizie e dati sbagliati (che alterano la percezione) che non nel cambiare la capoccia della gente (altrimenti a Casa Pound che tv guardano?).

 

 

Sto semplicemente dicendo che la realtà italiana è fatta anche di gente di basso livello. Riportavo in un altro thread la mia esperienza di servizio militare nel '90. Per 6-7 mesi ho visto per ogni scaglione (1200 ragazzi al mese) qualcosa come 5-10 diplomati max e  qualche analfabeta (!) per scaglione, ed 1 solo laureato sui 7 mesi.... Non ci volevo credere... ti risparmio il livello culturale delle chiacchierate...

Sto semplicemente dicendo che la realtà italiana è fatta anche di gente di basso livello.

Certo! Così come in tanti altri paesi, però non è detto che questa gente si formi opinioni guardando la tv. Tanti trascorrono le serate al bar o in piazza (e di certo non guardano i tg).

PS

Purtroppo il problema dell'Italia risiede nella qualità dei "ceti superiori". Hai provato a sentire il livello culturale nelle telefonate intercettate alla nostra classe dirigente ? Brrrr...

Io penso di no. Semplicemente si è evoluto lo spettatore (anche grazie a internet) e si rende conto di quando viene "coglionato".

Un esempio per tutti: il mitico Brunone Vespa quand'era al TG1 ('89-'92) non diede notizia del risultato delle elezioni in provincia di Mantova. Non si tratto di un "buco". Aveva seguito la campagna elettorale nei giorni precedenti sperando (e spingendo) per una vittoria DC. Quando la Lega vinse ignoro il fatto, alle proteste che seguirono si giustificò : "Il mio editore di riferimento è la DC".

Ora, più grave del fatto in sè, è che sono passati piu di vent'anni e fra i vari governi che si sono succeduti nessuno ha mai nemmeno provato a riformare la Rai. L'unica "riforma" che si concepisce è quella di sostituire i lottizzati dell'altra parte politica con quelli della propria.

Uso il termine "concepire" non a caso. Ritengo la mancanza di cultura democratica endemica agli schieramenti politici italiani...non ci arrivano proprio con buona pace di Voltaire che pure avranno letto a scuola.

Per esempio in una situazione come quella italiana (con Berlusconi che controlla praticamente tutto) può essere un bene che ci siano "Annozero" o "Parla con lei", ma sentire che vengono considerate baluardi della libertà di parola quando sono solo trasmissioni di propaganda (anche se dell'opposizione) mi fa disperare.

 

 

 

 

 

 

Ritengo la mancanza di cultura democratica endemica agli schieramenti politici italiani...non ci arrivano proprio con buona pace di Voltaire che pure avranno letto a scuola.

Mi pare che tu abbia sottolineato uno dei nodi più importanti. Peraltro la cultura democratica oltre che tra le elites (che hanno un interesse a non favorire i processi democratici e meritocratici) manca anche alla base. E' così facile  per l'italiano medio accettare i privilegi perchè trova "normale" ereditare una posizione e una professione, delegare l'esercizio della propria volontà politica (vedi gregge che vota come dice il pastore) oppure usare il voto come merce di scambio.