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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Salve a tutti, mi sono appena iscritto su NFA ma seguo il forum già da diversi mesi. Per completezza aggiundo che sono un "pessimo" studente di economia in quel di Padova.

Premesso questo vorrei replicare a Corrado Ruggeri e alla sua "sorpresa" di fronte all'attuale scenario del mercato del lavoro. In Italia non c'è UN mercato del lavoro, ce ne sono DUE, si parla, correggetemi se sbaglio, di dualismo del mercato del lavoro: da una parte chi è entrato nel mercato almeno una quindicina di anni fa, prima delle incomplete (e pertanto pessime) riforme del mercato del lavoro dei governi Berlusconi e compagnia bella, dall'altro chi è entrato nel mercato del lavoro dopo tale data. Se sommiamo a questo scenario:

1) la rigidità data dagli ordini professionali (li abolirei tutti domani mattina)

2) quella nel mercato dei capitali (sul serio qualcuno riesce a immaginarsi un 20enne che entra in banca pieno di volontà, idee, competenze e se ne esce con i capitali per iniziare una qualche attività? A tal proposito il dialogo surreale scritto da Massimo Famularo è esemplare)

3) i raccomandati, che ce ne sono sempre e ovunque

come si può sperare che i contratti atipici paghino di più se i lavori residuali sono fare l'operatore al Call Center o simili?

 

Infine

Una sorta di "Costituzione del lavoro"

Bene, mancano giusto alcune norme in più, alle migliaia che gà compongono l'ordinamento italiota: guai lasciare agli individui qualche grado di libertà, chissà che conseguenze devastanti ......

Già che ci siamo, perché non stabilire la frequenza delle minzioni durante l'orario di lavoro, il numero di virgole ammissibili in una comunicazione - rigorosamente scritta - tra le parti, le graduatoria inderogabile delle assunzioni, or whatever?

Non voglio prendermela con te - ci mancherebbe, non ne ho motivo - ma davvero non ti rendi conto che è proprio questa iperegolamentazione, di cui abbiamo luminosi esempi, uno dei grandi problemi di questa landa desolata? E non ti pare ovvio che il regolatore di turno ne sappia meno - di default - rispetto a chi è coinvolto nelle singole realtà e, dunque, che sia molto probabile non renda un buon servizio a ciò che vuole normare?

sottoscrivo dalla prima all'ultima riga, soprattutto l'incompetenza della nostra classe dirigente (quando penso che la Trota prende 15k euro al mese e io sono ridotto a fare il servizio civile a 3,40 l'ora mi cadono i co***oni) Infine una mia riflessione sullo stato attuale dei "giovani": Siamo oggettivamente la generazione che lo sta prendendo in quel posto, perchè non reagiamo? La mia risposta tiene conto di 2 fattori, uno esogeno al sistema e uno endogeno, quello esogeno è demografico: siamo, in proporzione ai nostri vecchi, pochi, questo fa si che il dibattito politico si concentri su questioni che fanno presa sulla massa votante: "la prossima generazione non vota"; quello endogeno, a mio avviso, sono i media, volutamente scadenti, reprimono a suon di reality e str***te varie le coscenze degli italiani, non danno spazio a nulla che non sia approvato e certificato dai nostri politici principalmente di questa destra socialista, visto che mr. B controlla praticamente tutto.

sottoscrivo dalla prima all'ultima riga, soprattutto l'incompetenza della nostra classe dirigente

Su questo non v'è ombra di dubbio. Probabilmente non mi sono spiegato bene. Non ho dubbi che la nostra classe politica dirigente sia scadente (per non dire di peggio), e lo sia oramai da decenni. Parentesi, lo siamo anche noi (intesi come italiani tutti) che li votiamo (parlo della massa degli elettori, quelli che, per es., parlano sempre e solo di calcio).

Ciò di cui stavo parlando era una plausibile discussione fra persone in grado di far funzionare il cervello, come quelle che frequentano nFA, a prescindere dalla situazione politica attuale. Lo so, può sembrare un controsenso, ma nella scienza (questo è un mio tentativo di estrapolare l'approccio Galileiano all'economia ed alla politica; se è una cretinata o meno sta a voi, economisti, illuminarmi ;-) vi sono due approcci ai problemi:

1) il Top - Down

2) il Bottom - Up

Io tentativamente, e probabilmente in maniera molto ingenua ed umile, cercavo di prospettare il secondo, cioè partendo da ciò al quale vorremmo arrivare per poi, gradualmente, risalire fino a come realizzarlo in pratica. Magari si scopre che non è possibile, o che è necessario aspettare una classe dirigente diversa....

In Italia non c'è UN mercato del lavoro, ce ne sono DUE, si parla, correggetemi se sbaglio, di dualismo del mercato del lavoro

Dici bene Enrico. Ma il dualismo del mercato del lavoro non ce lo siamo inventati in Italia. Se non sbaglio ne parlavano già negli Stati Uniti negli anni 50 e poi 70. C'era un mercato 'primario' caratterizzato da maggiore stabilità, redditi più alti, lavori 'migliori', più alte possibilità di avere una carriera; e un mercato secondario caratterizzato da posti di lavoro instabili, redditi bassi, lavori peggiori, basse possibilità di carriera.

Semmai in Italia stiamo assistendo a strani fenomeni per cui anche lavoratori altamente qualificati iniziano ad entrare in un mercato secondario 'parallelo' ...

 

prima delle incomplete (e pertanto pessime) riforme del mercato del lavoro dei governi Berlusconi e compagnia bella

La prima e più importante di queste riforme è la legge Treu, approvata durante il Prodi 1.Pessima perchè ha creato il dualismo nel mercato del lavoro, ma efficace nel ridurre la disoccupazione.

Purtroppo ricordo che quando BS finse di voler abrogare l'articolo 18 (la norma su cui si scannò mezza italia riguardava mi pare poche migliaia di lavoratori) i sindacati finsero che fosse la fine del mondo(1) ed i futuri esclusi salirono sulle barricate a difendere i privilegi altrui, che peraltro non erano in discussione.

(1)Si fosse tratatto davvero di abrogare l'articolo 18 la reazione sarebbe stata comprensibile