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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Secondo l’Ocse, il livello di protezione del lavoro a tempo indeterminato da licenziamenti individuali in Italia non è più alto, ma più basso di molti paesi, media Ocse inclusa, cioè proprio per quei licenziamenti che rientrano nella fattispecie dell’art. 18.

E' possibile che la posizione dell'Italia sia dovuta al fatto che una frazione notevole dei lavoratori non e' protetta dall'art.18 e dallo Statuto dei Lavoratori?  Ho cercato ora il dato di quanti dipendenti sono impiegati in imprese con meno di 16 dipendenti nel sito ISTAT ma non l'ho trovato. Vedo pero' che l'impresa media  italiana ha circa 3-4 dipendenti.

E' possibile che la posizione dell'Italia sia dovuta al fatto che una frazione notevole dei lavoratori non e' protetta dall'art.18 e dallo Statuto dei Lavoratori? 

Mi sembra altamente probabile. Neanche io ho trovato i numeri però il ragionamento di Alberto mi pare coerente che il numero sulla protezione sia il risultato mediato tra alta protezione per una minoranza e bassa protezione per la maggioranza. Quindi è corretto parlare di privilegio.

E' possibile che la posizione dell'Italia sia dovuta al fatto che una frazione notevole dei lavoratori non e' protetta dall'art.18 e dallo Statuto dei Lavoratori?

In teoria avrebbero dovuto tenerne conto, ma dalla motivazione dei loro giudizi pare si concentrino sulla condizione di impresa sopra i 15 dipendenti, o comunque non è chiaro come pesano la questione. 

ho cercato ora il dato di quanti dipendenti sono impiegati in imprese con meno di 16 dipendenti nel sito ISTAT ma non l'ho trovato. Vedo pero' che l'impresa media  italiana ha circa 3-4 dipendenti.

a spanne: il 47% degli occupati lavora in imprese con 9 o meno unità (quindi niente art. 18), il 42% in imprese con 20 o più dipendenti (quindi art. 18), mentre circa l'11% è in imprese 10-19 dipendenti (borderline).