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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Da semplice lettore, mi sembra che la risposta di Elisa interpreti cio' che cercavo di scrivere nel post "della Costituzione del lavoro". Non e' che proponga una legge nuova, non ne ho la capacita', ma delle considerazioni che forse altri potrebbero cogliere. Insomma dei paletti invalicabili che ovviamente devono essere definiti  e concordati. L'assenza di regole, doctorfranz, rende selvaggio il mercato (qualunque esso sia), a causa dell'incapacita' umana a sapersi fermare la' dove il buon senso direbbe basta.

Sono d'accordo, doktorfranz, che siamo subissati di migliaia di regole inutili (pare, poi, che i parlamentari si vantino del loro operato sulla base del numero di leggi che promulgano, a prescindere dalla loro bonta'). Servirebbe una bella ripulita. Il problema e' anche,  pero', farle applicare per davvero.

Poi, un buon legislatore dovrebbe ovviamente sentire gli esperti in materia e chi vive tali realta' prima di legiferare, e sapersi attorniare di gente valida (ma questo e' un altro discorso, e raramente l'ho visto applicato....).

IMHO il mercato del lavoro e' un po' diverso dall'ortofrutta, perche' la merce influenza direttamente e profondamente la vita delle persone. Sia del venditore che del compratore. Soprattutto quando si parla di volumi piccoli.... Ma in realta' non ho esperienza per poter rispondere correttamente :-)