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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Allora non si potrebbe cercare di definire cosa si intende equo applicato al mercato del lavoro? Una definizione condivisa dalla quale partire...

Ma è proprio questo l'errore, a mio avviso: l'accordo su una definizione di ambito "etico", che discende da convinzioni filosofiche differenti, non mi sembra possibile. Del resto, prova a pensare ad un piccolo particolare: chi ritiene la libertà individuale il valore di riferimento non ama che qualcuno si arroghi il diritto di stabilire che cosa è bene e che cosa è male anche per chi la pensa diversamente .....

Proprio per tale motivo, credo sia necessario abbandonare la strada valoriale, e percorrere invece quella più oggettiva possibile, valutando le conseguenze delle diverse scelte in termini di utilità per gli individui e, di conseguenza, per l'insieme degli stessi che chiamiamo società.

Uhm... non sono molto d'accordo.

Secondo me si tratta di tutelare sia i lavoratori da un datore cinico (e.g. o mi fai 50 ore di lavoro alla settimana o ti licenzio e ne prendo un altro) che i datori di lavoro da un dipendente lavativo. E le condizioni per cui si possono creare situazioni errate sia da una parte che dall'altra sono da studiare attentamente.

La definizione di "equita'" potrebbe risentire della soggettivita' delle parti, ma vi sono valori oltre i quali non si deve andare. Una sorta di "Costituzione del lavoro".

Una sorta di "Costituzione del lavoro"

Bene, mancano giusto alcune norme in più, alle migliaia che gà compongono l'ordinamento italiota: guai lasciare agli individui qualche grado di libertà, chissà che conseguenze devastanti ......

Già che ci siamo, perché non stabilire la frequenza delle minzioni durante l'orario di lavoro, il numero di virgole ammissibili in una comunicazione - rigorosamente scritta - tra le parti, le graduatoria inderogabile delle assunzioni, or whatever?

Non voglio prendermela con te - ci mancherebbe, non ne ho motivo - ma davvero non ti rendi conto che è proprio questa iperegolamentazione, di cui abbiamo luminosi esempi, uno dei grandi problemi di questa landa desolata? E non ti pare ovvio che il regolatore di turno ne sappia meno - di default - rispetto a chi è coinvolto nelle singole realtà e, dunque, che sia molto probabile non renda un buon servizio a ciò che vuole normare?

Tra le altre cose, Franco, ho letto che tipicamente, più si lascia libertà d'azione e di scelta a un dipendente, più la sua soddisfazione sul lavoro aumenta, e viceversa. Quinid l'eccesso di regolamentazione fa male anche al morale.

Confermo con la mia esperienza personale e di altri colleghi quello che hai letto. Per un lavoratore dipendente avere autonomia è impagabile. Ovviamente non si può fare sempre e dovunque e apprezzi la libertà quando hai superato da un pò la soglia della sussistenza ;) 

Tra l'altro segnalo

 

Harvard Business IdeaCast 99: Retaining Employees When Money is Tight

 http://itunes.apple.com/it/podcast/harvard-business-ideacast/id152022135?i=49184462

Su come motivare i dipendenti con incentivi non economici.