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Il privilegio logora chi non ce l’ha

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Peccato che il commentatore medio del Fatto non l' abbia presa tanto bene.

Vero, e drammaticamente sintomatico.

Oramai c'è una fetta d'Italia così incazzata nera che non ragiona più. Odiano qualsiasi cosa rappresenti le elites, la casta, lorsignori, quelli che hanno qualche forma di potere. Arrivano ad identificare Giulio con questo gruppo.

Fa un po' paura perché non so quantificare quanto grande sia questo gruppo sociale, ma è grande io credo ed in crescita. Il famoso scollamento è avvenuto da tempo ed oggi ha generato una massa che dice "NO" a tutto, ad assolutamente tutto.

Come portare questi milioni di persone su una posizione costruttiva, che riesca ad essere anti-casta ed anti-esistente senza essere "luddista" è un quesito a cui non so rispondere. Ma è ciò che occorre tentare di fare se si vuole il cambiamento, io credo.

Come portare questi milioni di persone su una posizione costruttiva, che riesca ad essere anti-casta ed anti-esistente senza essere "luddista" è un quesito a cui non so rispondere. Ma è ciò che occorre tentare di fare se si vuole il cambiamento, io credo.

Non lo so nemmeno io, ma c'e' un forte senso di essere stati presi per le mele da decenni, e di aver subito e stare subendo ingiustizie. Forse e' da qui che si potrebbe partire. Se si riuscisse a rendere piacevole ed appagante il lavoro...

Come portare questi milioni di persone su una posizione costruttiva, che riesca ad essere anti-casta ed anti-esistente senza essere "luddista" è un quesito a cui non so rispondere.

Parlarci il più possibile e rispondere punto per punto, per quanto le competenze personali lo consentano (nel mio caso: poco). Acquisire credibilità di non venduti anche mostrando di avere punti di accordo con loro sulla moralità pubblica, e facendo capire che se non nelle conclusioni si è comunque spesso realmente accomunati nelle premesse (es crescita stipendi e così via). La questione credibilità secondo me è fondamentale per portare i discorsi sul confronto aperto piuttosto che su invettive, ché una volta caduta l' autodifesa ideologica dovuta allo scontro con una persona considerata (a torto o a ragione) moralmente distante si è a metà strada, perchè si inizia a confrontarsi alla pari sulle idee.

Il suo intervento a ballarò con Castelli ad esempio è stato un ottimo inizio :-)

Il suo intervento a ballarò con Castelli ad esempio è stato un ottimo inizio :-)

Ecco, vedi - e dico a te ma parlo, pubblicamente, anche con Michele - a prescindere dal pieno accordo sulla necessità di parlare alle persone, argomentando anziché inveire, un recentissimo episodio mi pare alquanto illuminante, e purtroppo sconfortante.

Avevo segnalato - illo tempore - quella partecipazione a Ballarò ad un amica, che è persona intelligente ed acculturata, un tempo funzionario pubblico di grado elevato e da qualche anno passata ad un'attività commerciale in proprio. Ieri sera, è capitato di riparlarne. Ebbene, le mie incredule orecchie hanno dovuto ascoltare un'opinione scettica in merito a quanto detto da chi "vive fuori dall'Italia e, forse, ne dipinge un ritratto che era vero vent'anni orsono". Con l'aggiunta di un apprezzamento per la spiritosaggine di Castelli ......

Confesso di esserci rimasto molto male, giacché ero sicuro di un diverso sentire. Certo, non ci deve perder d'animo, ma non è bastato a confortarmi il successivo "se lo dici tu, ti credo", rivoltomi in risposta alle mie circostanziate ed elaborate analisi .......

E dire che ho citato quell' intervento proprio perchè una sera me ne parlò benissimo un mio amico (inaspettatamente visto che non conosce nFA, mi pare che qualcuno glielo avesse postato su facebook) con cui avevo avuto una discussione sulla privatizzazione rai (io favorevole, lui contrario...almeno al tempo). Sarà che tocca ai giovani cambiar le cose ;-)

Oramai c'è una fetta d'Italia così incazzata nera che non ragiona più. 

Probabile e altamente plausibile, ma non sottovaluterei la componente "piove governo ladro".

E' raro sentire qualcuno che oggi dica bene di BS, però poi quando c'è da votare lo votano. A craxi tiravano le monetine, ma oggi in tanti rimpiangono che "si stava meglio quando si stava peggio". Credo che l'avversione per le elites e la casta sia più a parole e nel costume che nei fatti e nelle azioni. I famigerati vip che sfuggono alla legge e alle tasse, quando presenziano (a pagamento) in un locale o una trasmissione televisiva attirano 'pubblico pagante' in quantità.

Se c'è malcontento e questo vuol dire che il prossimo che arriva (Montezemolo?) avrà gioco facile nel chiedere di dargli un'opportunità e per mettere in pratica il consueto gattopardiano ricorso storico: tutto deve cambiare perchè nulla cambi.


Oramai c'è una fetta d'Italia così incazzata nera che non ragiona più. Odiano qualsiasi cosa rappresenti le elites, la casta, lorsignori, quelli che hanno qualche forma di potere.

Il disprezzo per le elites in Italia c'e' da molto tempo, d'altronde le elites italiane - in media - se lo meritano ampiamente perche' sono di scadente qualita', poco oneste, e sostanzialmente agiscono primariamente per arricchirsi a danno del popolo bue. Non e' un caso che le masse lombarde applaudivano volentieri Radetsky proprio contro le elites locali, che pure erano - relativamente - le migliori d'Italia.

Non e' per nulla facile guadagnare la fiducia delle masse italiane perche' le elites sono squalificate, ed e' per questo che in Italia tendono ad emergere tribuni della plebe come Bossi, Di Pietro e Grillo.