Titolo

Disoccupazione al 15,8%

9 commenti (espandi tutti)

Se applicate correttamente (ma le deroghe sono state molto numerose negli ultimi anni):

- la CIG è uno strumento di flessibilità, un accantonamento che le imprese fanno pagando contributi più elevati per beneficiare di costi di personale più bassi in periodi di riduzione della domanda

- la CIGS servirebbe per gestire situazioni di crisi e ristrutturazione profonda, che prevede anche la ricollocazione in nuove imprese, la cessione di rami d'azienda etc

- la MOBILITA' è lo strumento di sussidio che chiude definitivamente il percorso lavorativo nell'azienda e concede benefici a chi assume

Non sono strumenti mal congegnati, ma almeno la CIGS dovrebbe godere degli stessi sgravi contributivi della mobilità. Sarebbe inoltre utile studiare incentivi per chi passa da lavoro dipendente a lavoro autonomo (es.sgravi fiscali): di fatto oggi si inizia in nero o con un prestanome per non perdere i benefici della CIGS.

Teniamo conto tuttavia che le facilitazioni agli "uscenti" sono anche penalizzazioni all'ingresso dei nuovi entranti.

La variabile su cui agire concretamente è il tempo di esecuzione dei turnaround e la rimozione di alcuni vincoli, quali ad esempio la forte ostilità sindacale alle ricollocazioni di rami d'azienda o piccoli team (quello che spregiativamente chiamano "spezzatino")

 

 

la CIG è uno strumento di flessibilità, un accantonamento che le imprese fanno pagando contributi più elevati per beneficiare di costi di personale più bassi in periodi di riduzione della domanda

Se questo e' quello che le imprese vogliono possono tranquillamente farlo per conto proprio invece che ricorrere allo Stato. Si tassano nei peridi buoni per poi avere i soldi nei periodi di crisi per pagare i dipendenti e non lasciarli andare altrove.

la CIGS servirebbe per gestire situazioni di crisi e ristrutturazione profonda, che prevede anche la ricollocazione in nuove imprese, la cessione di rami d'azienda etc

Non ho capito perche' in questi periodi c'e' la necessita' di pagare dei lavoratori a patto che se ne stiano con le mani in mano. Non sarebbe piu' facile fare come nel resto del mondo, lasciar andare i lavoratori a cercarsi un altro lavoro (con un sussidio universale che li mantenga per un periodo durante la ricerca). Se poi uno trova un lavoro che paga di piu' e' meglio per lui e per la collettivita' nel suo complesso.

la MOBILITA' è lo strumento di sussidio che chiude definitivamente il percorso lavorativo nell'azienda e concede benefici a chi assume

Non conosco i dettagli della mobilita', ma mi sembra l'unica cosa che dovrebbe esistere ed essere universale per tutti i lavoratori. Magari integrata con percorsi di formazione veri che re-addestrano i lavoratori per mansioni piu richieste.

 

la CIG funziona come dici tu, ma forse tu intendi che la singola impresa dovrebbe fare i suoi accantonamenti. Come accade per le assicurazioni ragionare sul "monte" rischio riduce il premio. Inoltre in questo modo tutela tutti i lavoratori, non solo quelli delle aziende che volontariamente fanno accantonamenti. E poi quali sanzioni ci sarebbero per l'azienda che deve ridurre la produzione e non ha accantonato? 

I lavoratori in CIGS non sono obbligati a stare senza lavorare, possono sospendere la CIGS e farsi assumere a T.D. Lo strumento - come dicevo - serve per le ristrutturazioni, che sono cosa diversa dalle chiusure. L'idea che i problemi delle aziende siano solo "eccesso di personale" è piuttosto fuorviante, quella di licenziare è la soluzione più ovvia, spesso meno efficace, di chi non ha idee

Tutti questi strumenti non sono universali perché non tutti i lavoratori / imprese li pagano. Il concetto è che chi accantona (quota dei contributi) ne gode. Concetto che però è stato bypassato dalle numerose CIGS in deroga degli ultimi due anni

L'idea che i problemi delle aziende siano solo "eccesso di personale" è piuttosto fuorviante, quella di licenziare è la soluzione più ovvia, spesso meno efficace, di chi non ha idee

E chi la sostiene questa idea? Il punto è che questo specifico problema non è affrontabile apertamente, richiede tutta una serie di sotterfugi che costano ed aggravano la situazione di aziende già decotte.

Gli artigiani, che non hanno questi problemi, usano la CIG quando sperano di potersi risollevare e licenziano quando ritengono di doversi adattare ad un regime ridotto.I loro cassintegrati non li conterei come disoccupati. Quelli della Alfa di Arese che son stati in cassa 20 anni e più...

E poi quali sanzioni ci sarebbero per l'azienda che deve ridurre la produzione e non ha accantonato?

Per quale motivo vorresti sanzionare chi non ha accantonato? se e' una libera scelta non possono esserci sanzioni. Se un'azienda non ritiene di dover accantonare fondi per la CIG significa che non vuole, quindi in un sistema in cui sono obbligatori quell'azioenda e' worse off, il che contraddice il tuo ragionamento iniziale in cui dicevi ce la CIG va bene a tutti (piu' o meno). Quindi, o le aziende accantonano volentieri e non c'e' problema, oppure non e' cosi', almeno per alcune, per cui la CIG un problema lo pone.

Comunque, per rispondere alla tua domanda, se l'azienda non accantona allora licenzia, punto e basta. Quell'azienda paga il prezzo di perdere il proprio lavoratore per sempre con una certa probabilita', lavoratore che, grazie all'esperienza acquisita, potrebbe essere utile in un prossimo futuro in cui il mercato tira di nuovo. Naturalmente sarebbe poi il sussidio di disoccupazione universale a provvedere per il disoccupato nel periodo della ricerca del lavoro.

E' importante capire che se quel lavoratore licenziato trova un'altro lavoro, che magari paga meglio del primo, si crea un'aumento di produttivita' (e di PIL) nel sistema. Un aumento che e' impedito con la CIG che invece disincentiva la ricerca di altre occupazioni.

 

se l'azienda non accantona allora licenzia, punto e basta.

Mi pare evidente che licenziare "punto e basta" ha un costo sociale, che ricada sul licenziato o sulla comunità. Se l'azienda non accantona lo deve fare il lavoratore o qualcun altro.

Sostengo che in un sistema di accantonamenti volontari l'azienda che accantona deve poter licenziare con maggiore facilità di chi non lo fa. Ma chi non ha accantonato ed è in crisi probabilmente non ha più le risorse per pagarsi la flessibilità ed è ben difficile imporgli "sanzioni".

sarebbe poi il sussidio di disoccupazione universale a provvedere per il disoccupato nel periodo della ricerca del lavoro

Questo significa che la flessibilità del licenziamento la pagherebbero i lavoratori di altri settori, i professionisti e gli artigiani anche se non hanno dipendenti, i lavoratori autonomi: tutti in definitiva salvo la società che gode dei benefici della flessibilità

Tutto questo per dire che l'attuale finanziamento forzoso della CIG a carico delle aziende e dei loro lavoratori (poiché è una quota dei contributi all'INPS amplia il cuneo fiscale-previdenziale)è il sistema più efficace.

La CIG (a differenza delle CIGS) dovrebbe essere utilizzata per una temporanea diminuzione di attività, per consentire quindi all'azienda di non perdere il "capitale umano" e al lavoratore di non dover fare eccessivi accantonamenti per il rischio di perdita del lavoro. Poiché comunque lo penalizza economicamente ed è un segnale di crisi dell'azienda, se trova un lavoro meglio pagato in un'azienda più in salute sono convinto che lo accetti volentieri.

Certo, non è molto incentivato a farlo, ma non mi pare che in Italia ci sia questa grande offerta di buoni lavori, stabili, ben pagati, in aziende solide che non trovano pretendenti


la MOBILITA' è lo strumento di sussidio che chiude definitivamente il percorso lavorativo nell'azienda e concede benefici a chi assume

Correggimi se sbaglio, ma i benefici li concede a chi preferisce gente in mobilita'  ad altri (disoccupati o occupati altrove).E' un sussidio all' ex occupato almeno quanto lo e' per l' impresa, distorce il mercato avvantaggiando un gruppo di lavoratori rispetto ad un altro per ragini risibili (es: ex fiat ha la mobilita', licenziato da un'artigiano no), e stimola le imprese a fare accordi collusivi coi sindacati (ti assumo 10 mobilita' e chiudi un'occhio su quell'altra faccenda).Ben congegnato davvero!

Degli strumenti elencati a mio avviso ha senso solo la CIG (ordinaria) SE abbinata con la liberta' di licenziamento (magari con buonuscita, ma non appellabile in tribunale).Oggi la CIG e' usata spesso in modo improprio perche' tale liberta' non esiste.

 

Sì, è un effetto che "distorce" il mercato, nel senso che dà un vantaggio a chi già ha un lavoro rispetto a chi non ce l'ha. E' una scelta, più o meno discutibile, ma parte dal presupposto che chi ha un lavoro spesso mantiene una famiglia, ha assunto impegni economici etc, mentre chi non lo ha parte mediamente da un tenore di vita più basso (o qualcuno lo mantiene). Ripeto: è discutibile, ma fa parte delle scelte politiche. I nuovi assunti ed i giovani hanno poi altri incentivi (es: apprendistato). 

Anche l'artigiano ha i suoi incentivi e privilegi (es.In caso di fallimento del cliente)

In linea di principio tutti gli incentivi tendono a creare distorsione ed allo stesso tempo ad annullarsi a vicenda. Personalmente credo a forme di solidarietà privata, tra gruppi più o meno ampi (a partire dalla famiglia), in una logica di condivisione del rischio di disoccupazione nel lungo periodo, limitando invece l'intermediazione statale

parte dal presupposto che chi ha un lavoro spesso mantiene una famiglia

balle, parte dal presupposto che tipicamente è iscritto ad un sindacato.Altrimenti anzichè favorire gli "occupati" (che in realtà il lavoro non l' hanno più) afvorirebbero chi ha una famiglia e non ha redditi.Peraltro son tagliati fuori anche i dipendenti delle piccole aziende, che anzichè andare in mobilità vengon licenziati.Tra l'altro mi pare sian ben più della metà dei dipendenti.

mentre chi non lo ha parte mediamente da un tenore di vita più basso

Ossia si sfavoriscono deliberatamente i più poveri? Come ho argomentato sopra non è vero, ma se lo fosse farebbe torcere le budella pure a me che di sensibilità sociale ne ho pochina.