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Disoccupazione al 15,8%

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Una domanda da ignorante in materie economiche e statistiche: perche' la popolazione carceraria (quella costituita da cittadini italiani tra i 16 ed i 64 anni) non viene presa in considerazione nel calcolo del tasso di disoccupazione de facto?

Vi ringrazio anticipatamente per la vostra risposta.

 

credo per i seguenti motivi

1) non è che nn voglian lavorare

2)non è che non siano piu o meno preparati per un lavoro anche work intensive

3) sono obbligati a non lavorare, e quindi cnsiderare tra gli svogliati chi magari vuole ma non può, sarebbe statisticamente ingiusto

La forza lavoro si calcola sommando chi lavora (occupati) a chi sta cercando lavoro (disoccupati). I detenuti sono forzatamente fuori da entrambe le definizioni, quindi non vengono calcolati per convenzione.

Si calcola la forza lavoro in questo modo: sia per ragioni di semplicità; sia perchè non tutti cercano o hanno bisogno di cercare un lavoro. Il post di Giulio e Michele evidenzia i limiti di questo sistema di calcolo nell'attuale situazione italiana ("cassintegrati" e "scoraggiati").

Nell'analisi della situazione interna ad una nazione è comunque un dato potenzialmente importante.  Anni fa la sinistra USA contestò i successi nella lotta alla disoccupazione di non ricordo più quale presidente (Repubblicano of course) sostenendo che non considerasse l'altissimo numero di carcerati.

In realtà le cose con la popolazione carceraria sono un po' più complicate.

I detenuti in attesa di giudizio non possono lavorare, ma i detenuti con condanna definitiva possono lavorare in carcere (qui una sommaria informazione e qui numerosi approfondimenti), così come moltidetenuti, per poter usufruire del regime di semi-libertà devono avere un lavoro esterno al carcere.

A stretto rigore statistico, quindi, i carcerati con condanna definitiva dovrebbero essere (e forse lo sono) conteggiati tra la forza lavoro.

 

A quanto sembra, logica e definizioni a parte, la condizione per essere conteggiati tra i disoccupati dall' ISTAT è quella di cercare lavoro nei "Sistemi locali del lavoro". Bisognerebbe capire se i carcerati vi hanno o meno accesso. A dispetto di quanto credevo sembrerebbe proprio di :-)

> I detenuti sono forzatamente fuori da entrambe le definizioni, quindi non vengono calcolati per convenzione.

Certo che così si giunge ad esiti paradossali... basterebbe varare una norma che punisce con gli arresti domiciliari quelli che sono sprovvisti di un lavoro per azzerare istantaneamente il livello di disoccupazione.
Scherzi a parte, a pensarci bene non è solo una boutade: di fatto quelli che in Italia (italiani o allogeni che siano) “si arrangiano” con lavoretti più o meno leciti (es. parcheggiatore abusivo, venditore di merce tarocca, piccoli furti ai turisti, falso invalido, spaccio al dettaglio...) sono da noi conteggiati come disoccupati; dall’altra parte dell’oceano sarebbero detenuti per un bel po’ alla volta e quindi fuori dalle statistiche sulla disoccupazione per un periodo corrispondente.