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Disoccupazione al 15,8%

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Un calcolo simile per gli Stati Uniti pone la disoccupazione "reale" al 17.1% (definizione U-6 secondo il BLS).

Questo calcolo differisce assai dai numeri riportati nel grafico presentato nell'articolo per gli USA. A questo punto, direi che sarebbe interessante avere metodologie condivise, in modo che le analisi diventino realmente comparabili.

Approfitto per suggerire una riflessione che, pur non alterando - probabilmente - la sostanza del problema, mi pare dovrebbe essere presa in considerazione: non sono convinto che tutti i lavoratori italiani in cassa integrazione debbano essere considerati disoccupati, al fine di operare una corretta comparazione internazionale. Mi spiego. Se non esistesse questo istituto - e le imprese avessero libertà di adeguare il personale alle necessità del momento - certamente la forza lavoro in eccesso sarebbe espulsa dal sistema produttivo. Però, a mio avviso, non tutta: la mia esperienza d'imprenditore mi porta a ritenere che si cercherebbe di mantenere all'interno delle aziende quanta più possibile professionalità la situazione consentirebbe, dal momento che la formazione richiede investimenti in termini di tempo e risorse. La quota di lavoratori, tecnicamente in eccesso, che rimarrebbe non è facilmente conteggiabile - dunque, ahimé, l'incertezza nei dati è inevitabile - ma la programmazione del futuro aziendale spinge anche a decisioni che potremmo definire "d'investimento in risorse umane".

Ciò non toglie, naturalmente, che il sistema italiano sia ampiamente da rivedere, puntando sull'adeguamento degli skills alle nuove prospettive, anziché sulla conservazione "forzosa" del posto di lavoro. Ma questo sarebbe un discorso da trattare a parte.

Questo calcolo differisce assai dai numeri riportati nel grafico presentato nell'articolo per gli USA. A questo punto, direi che sarebbe interessante avere metodologie condivise, in modo che le analisi diventino realmente comparabili.

I due numeri non sono comparabili non perche' si usano metodologie diverse ma perche' misurano cose diverse. La misura riportata da BLS si riferisce a:

U-6 Total unemployed, plus all persons marginally attached to the labor force, plus total employed part time for economic reasons, as a percent of the civilian labor force plus all persons marginally attached to the labor force

Cioe' include, ad esempio, quelli che lavorano part-time ma vorrebbero farlo full-time, cosa che nel post non viene considerata.

Scusa, Giulio, mi sono espresso in modo non accurato. Certo che misurano cose diverse, ma il mio punto è che la misura riportata da BLS mi pare più completa: anche il lavoro part-time, quando se ne vorrebbe uno full-time, non rappresenta piena occupazione. Mi chiedo come tale situazione possa modificare i confronti.

Non e' cosi' perche' stai aggiungendo i marginally attached, che sono quelli che hanno cercato lavoro negli ultimi 12 mesi. Il numero che cercavi e' 10.8%, ma e' sbagliato pure quello perche' mettono al denominatore labor force + discouraged, mentre i dati sopra hanno al denominatore solo labor force

mi era sembrato di capire che i discouraged sono un subset dei marginally attached. My bad.

Un'altra domanda: se al denominatore non mettete labor force + discouraged non state distorcendo un po' i risultati a vostro favore? Fate aumentare il numeratore ma non il denominatore...