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Disoccupazione al 15,8%

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Gli scoraggiati in Italia dal 2003 al 2004 passano (ad occhio) dallo 0.9% al 3.1% per poi restare sempre sopra il 3%, mentre tutti gli altri paesi nel 2004 restano sotto lo 0.5%. Dato che a Roma il 27 maggio non ci potro' essere, posso chiedere un'anteprima di quale potrebbe essere il motivo? Grazie!

Provo a rispondere, poi nel caso gli autori mi corregeranno. I dati dell'OCSE per l'Italia e gli altri paesi europei vengono dalla European Labour Force Survey e in particolare per i lavoratori scoraggiati dovrebbero essere in questa tabella (link).

Come si vede dal link, nella serie c'è un break che, in quest'altro documento, viene spiegato così:

From 1983 to 1997, the EU Labour Force Survey was conducted only in spring (quarter 1 or 2 depending on the country). The data for remaining quarters started to become progressively available from 1998 onwards. Since 1998, the transition to a continuous quarterly survey (where the reference weeks are spread uniformly throughout the year) has been gradually conducted by Member States. Some countries first introduced a continuous annual survey (meaning the reference weeks were uniformly distributed throughout the reference spring quarter) and then switched to a quarterly collection, whereas the others moved directly to a continuous quarterly survey.

Regulation 1991/2002 of the European Parliament and of the Council introduced a deadline for the period of transition given to the Member States to introduce a continuous quarterly survey. In 2003, all countries conducted a quarterly continuous survey except IT, CY and AT (starting in 2004) and DE (starting in 2005).

Cosa esattamente implichi il passaggio ad una "continuous quarterly survey" non mi è chiaro ma la fonte della discontinuità sembra essere questa.

Esatto, informazione molto utile. Per questa variabile non bisogna guardare alla serie del singolo paese ma alla differenza tra paesi negli ultimi anni, quando tutti sono gia' passati alla rilevazione continua trimestrale.

Giuseppe, sul salto anomalo vedi lo scambio sotto, non e' questo l'aspetto rilevante.

L'aspetto rilevante e' che in Italia i lavoratori scoraggiati sembrano essere negli ultimi (quando i dati sono comparabili tra paesi) molto piu' che negli altri paesi, relativamente alla forza lavoro. La prima spiegazione che mi viene in mente e' che il processo di ricerca del lavoro da noi e' difficoltoso sia per la struttura del mercato sia per la struttura sociale.

La variabile e' definita nelle statistiche OCSE come

Persons who are not seeking employment because they believe that there is no work available, but who nevertheless like to have work.

Cioe' vorrebbero lavorare ma non credono ci sia lavoro disponibile quindi non cercano e aspettano. Aspettano che la domanda incontri meglio la loro potenziale offerta. Oppure aspettano che l'amico giusto gli dica che gli ha trovato il posto giusto. Oppure aspettano che i genitori si stufino di mantenerlo e lo mettano alla porta. Cose del genere sono rilevanti e puntano appunto alla struttura del mercato del lavoro ma anche della societa' e delle famiglie.

Questa la mia prima interpretazione. Naturalmente ce ne sono altre possibili, lascio ad altri commenti il compito di suggerirle.