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Dieci Passi nel Delirio

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Al solito Fabio scrive bene e pensa meglio!

Il deserto come luogo della riflessione evidentemente non è solo causa di pericolosi colpi di sole: l'intensità della luce e la mancanza di umidità rendono le cose terse e chiare...non come qui in Italia, dove il polverone eruttato ogni giorno dai giornali e dalle televisioni di partito creano una coltre che in confronto quella dell'Islanda è aria fresca, pura e cristallina.

Ma veniamo al delirio.

Il punto anagrafico. Fondamentalmente i leader del PD sono gente vecchia. Ovviamente sono vecchi dal punto di vista anagrafico per il mestiere che vogliono fare, ovvero i politici; se fossero sessantenni e basta andrebbero pure bene. Ma il problema è che sono vecchi. Semplicemnte gente come D'Alema o Bersani non hanno la sensibilità e neanche la curiosità per aprirsi, poniamo, alle nuove tecnologie e infatti il loro unico modo di essere vicini ai "giovvani" e alle loro tendenze è: andare da Maria de Filippi e raccontare quanto erano buone le patate della governante (lasciamo stare le imbarazzanti implicazioni freudiane di un 60 enne che va in TV a dire che "come cucina la patata la mia vecchia governante non lo fa nessuno"... se fossi stato la moglie lo avrei ipnotizzato e mi sarei fatto dire tutta la storia); andare da Bruno Vespa a cucinare il risotto (D'Alema); oppure andare da Gianni Morandi a cantare con l'eterno ragazzo qualche successo dei bei tempi andati; o ancora andare a Sanremo con la figlia (Bersani). Insomma, questi sono andati dal punto di vista anagrafico e dunque anche dal punto di vista della comunicazione.

Il punto educativo-culturale. La sinistra, per ragioni di collateralismo accademico, se non di vera e propria malversazione uiversitario-delinquenziale con i baroni più luridi che l'accademia abbia sfornato, ha confuso la cultura (e la scienza) col dibattito culturale. I dirigenti che mi vengono in mente sono tutti privi di un percorso culturale appena appena accettabile: o non hanno studiato un cazzo, impegnati com'erano a lanciare molotov o guardarsi cinema d'essay (vedi rispettivamente D'Alema e Veltroni); oppure hanno studiato al solito roba umanistica tipo Diritto o Lettere o Filosofia. Il risultato è gente che parla bene e razzola male, ma non nel senso che sia ipocrita (anche quello ovvio) ma nel senso che non sanno davvero che pesci pigliare...e dunque si informano e attingono "idee" da persone del loro stesso entourage. Bisogna cominciare a porre il problema  che l'attuale classe dirigente del PD, dovesse pure fare le serali, non ha gli  strumenti culturali minimi per farsi un'idea onesta di quello che succede intorno. E' triste ma è così.

Il punto del non essere elites. Quelle figurine che dominano il dibattito interno al centrosinistra non hanno avuto e non mostrano di voler aver nessuna esperienza sprovincializzante sia in senso geografico o culturale. Se li sentite parlare non fanno mai, dico MAI, considerazioni che uno non potrebbe farsi anche da solo. Ovviamente l'imbecille quando sente Bersani dire le stesse cose che lui aveva già pensato con lo screensaver nel cervello mentre aspetta il verde al semaforo si rallegra di aver parlato come il grande segretario...il problema è che se un politico dice le cose che possono pensare tutti vuol dire che sta facendo aria fritta. Il mio problema è che quando li sento parlare non mi comunicano mai un modo nuovo di vedere le cose, un aspetto dei problemi sociali ed economici che avevo trascurato, una comparazione con realtà differenti; un occhio informato su come altrove si gestiscono le cose. Cioè, come e dove si preparano questi qui prima di andare alle trasmissioni? Non hanno mai un appunto, mai una ricerca da tirare fuori...ma che cazzo fa Bersani prima di andare in TV? Ok si mette il cerone... ma non può mobilitare i suoi portaborse o i suoi "ricercatori" per essere pronto e informato sui temi del giorno che si discuteranno nella trasmissione x? Io ogni volta che li sento rabbrividisco. Avete presente Ghedini come è informato? Si porta dietro le carte, è tutto precisino...certo Ghedini moralmente è come quei bravi manzoniani visto che penzola dal muretto aspettando che gli italiani tornino a casa per cena e non dubito che il suo eloquio sia attività forense esercitata con altri mezzi per conto del suo capo, ma almeno si informa e prende sul serio la discussione (un altro che mi viene in mente è Tosi). Il problema è che questi leader non hanno viaggiato, non hanno studiato, non conoscono le lingue e ovvio che non hanno nessuna idea non dico buona, ma nemmeno nuova.

Marco, hia ragione.

Gli elettori del PD, però, hanno avuto la possibilità di scegliere l'autunno scorso durante le primarie. C'erano due candidati come quelli descritti da te, peraltro uguali tra loro su tutto tranne che sul fatto di allearsi o meno con l'UDC, e poi c'era Marino, che invece è uno che ha fatto qualcosa nella vita e che ha una formazione di alto livello. Gli elettori hanno scelto.

Come te lo spieghi questo?