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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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Bisognerebbe anche evitare di bandire concorsi per la pubblica amministrazione riservati a laureati in alcune discipline (con poche eccezioni: quando l'impiegato dovrà svolgere uno specifico ruolo professionale, come quello del medico). Si va invece nella direzione opposta.

In linea di principio sono completamente d'accordo. La preparazione di chi intende svolgere una determinata attività andrebbe verificata nel momento in cui il soggetto si candida per svolgerla. In quest'ottica il titolo di studio potrebbe essere tranquillamente accantonato. Rimane però il soverchiante problema pratico di gestire un numero potenzialmente elevatissimo di candidati che a quel punto si riverserebbero verso i pochi posti disponibili. Forse si potrebbero scoraggiare gli impreparati mettendo un punteggio minimo: chi non lo raggiunge non potrà partecipare ad altri concorsi o esami di accesso agli ordini professionali per un determinato periodo (ad esempio due anni). E' piuttosto difficile da calibrare per evitare che a) diventi irrilevante oppure b) troppo elevato (caso estremo: ottengono il punteggio minimo solo quelli che si aggiudicano i posti in palio, tutti gli altri eliminati per due anni).