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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

12 commenti (espandi tutti)

Qui un esempio di disinvoltura.

Caro Marco,

quanto scrive L.Ricolfi li' sopra e' corretto, accurato, e riflette peraltro tutti gli studi piu' recenti dell'ISTAT. L'unico punto su cui si possono avere opinioni diverse e' sul valore da attribuire al tempo libero, ma credo che LR abbia usato le definizioni prevalenti in economia.  Del resto ho conferme aneddotiche di quanto scrive anche da colleghi con lo stesso stipendio che vivono a Sud, specie nelle aree non troppo condizionate dalla criminalita' organizzata.  Certo e' interesse della Casta del Sud far credere l'opposto per giustificare sempre maggiori trasferimenti di risorse statali a Sud.

Certo e' interesse della Casta del Sud far credere l'opposto per giustificare sempre maggiori trasferimenti di risorse statali a Sud.

Su questo punto non ci piove e siamo perfettamente concordi.

Ricolfi non cita un dato che sia uno (tranne quella nella distribuzione dei redditi, dimenticando che correttezza voglia che ci metti anche quelli del Nord, vabbè..), parla del "tempo libero" come di una "risorsa a disposizione", non del fatto che magari uno sia a spasso perchè disoccupato, e comunque non dice niente a proposito della definizione stessa, compie correzioni arbitrarie del rapporto ISTAT (che dà l'indice di povertà di 5 a 1), quindi non cita l'Istat, ma cerca di contraddirlo con definizioni arbitrarie e non suffragate.

Potrei continuare, ma mi fermo, quello che non sopporto è la "lagna", identica e precisa a quella di tantissimi miei concittadini, che proviene da Ricolfi, che dice: ma non è vero, stanno benissimo, ci derubano ma truccano i conti, prendono troppo a prescindere. Un Nord lamentoso è l'esatto specchio di un Sud lamentoso, continuate così e sarete perfettamente meridionalizzati in meno tempo di quanto pensassi. Per questo Ricolfi fa male (in tutti i sensi).

Ricolfi non cita un dato che sia uno (tranne quella nella distribuzione dei redditi, dimenticando che correttezza voglia che ci metti anche quelli del Nord, vabbè..),

Non e' vero, LR cita lavori di economia a tutto spiano discorsivamente nel pezzo di Panorama e per esteso nel libro.

parla del "tempo libero" come di una "risorsa a disposizione", non del fatto che magari uno sia a spasso perchè disoccupato, e comunque non dice niente a proposito della definizione stessa,

LR stima il valore del tempo libero citando lavori di economia che non conosco ma presumo siano ragionevoli.  Certo il Sud Italia e' una societa' cosi' peculiare che temo che estrapolazioni economiche come questa siano poco attendibili, anche se ragionevoli per societa' avanzate con mercati competitivi e trasparenti. Devo poi controllare se e come ha tenuto conto del lavoro nero e dell'economia informale nelle sue stime del tempo libero.  Aneddoticamente pero' a me torna che al Sud si gode di molto maggior tempo libero rispetto al Nord.

compie correzioni arbitrarie del rapporto ISTAT (che dà l'indice di povertà di 5 a 1), quindi non cita l'Istat, ma cerca di contraddirlo con definizioni arbitrarie e non suffragate.

Ma come fai a scrivere questo ... LR cita il lavoro recente dell'ISTAT - citato se ricordo bene anche su nFA - che finalmente dopo decenni di imbrogli stima la poverta' tenendo conto del diverso costo della vita tra Nord e Sud.  Le sue considerazioni sono le stesse che avevo dedotto io prima ancora che lo studio ISTAT venisse fatto, e se vuoi ti cito anche i miei commenti su lavoce.info e altri luoghi dove criticavo le precedenti indagini superficiali nel metodo e truffaldine nelle conclusioni sulla poverta' in Italia.

Potrei continuare, ma mi fermo, quello che non sopporto è la "lagna", identica e precisa a quella di tantissimi miei concittadini, che proviene da Ricolfi, che dice: ma non è vero, stanno benissimo, ci

No mi spiace, LR e' per quanto ho letto evidentemente uno studioso serio ed onesto che sa leggere i dati e interpretarli ragionevolmente, e' una persona molto rara in Italia, che merita un encomio speciale.  Sono ben altri quelli che fanno le lagne, a tutte le latitudini.

L.Ricolfi in un capitoletto del Sacco del Nord, che chiama “Gianduiotto 4”, si chiede: “si sta meglio al Nord o al Sud?”. Per lui il PIL come indicatore non va bene, e quindi offre un “esercizio” alternativo per misurare il tenore di vita degli abitanti nelle regioni. Il calcolo si basa su tre componenti:
 i consumi privati, che al Sud sono inferiori dell’11,8% rispetto a quelli del Nord.  I consumi pubblici, che sono al Sud del 29,6% inferiori a quelli del Nord. Fin qui il Sud starebbe peggio. Ma se si monetizza il tempo libero allora ci si accorge che il valore del tempo libero al Sud è 5 volte rispetto al Nord, e sbanca lo sbilancio dei consumi. Ciò, secondo Ricolfi, porterebbe a dire che “il divario c’è ma è a favore del Sud”.
Ma come si calcola il valore del tempo libero di L.Ricolfi? Prendo il salario di riserva a 6,3 euro all’ora (calcolato qui) e lo moltiplico per il monte ore non lavorate, dato dalla differenza tra quelle  potenziali (se il tasso di occupazione fosse quello della regione con il tasso di occupazione più elevato, cioè l’Emilia-Romagna) e quelle effettivamente lavorate nella regione. L’assunzione di base quindi è che una quota di disoccupati, cioè la quota extra rispetto alla regione più virtuosa, ha un tenore di vita in media pari alla media di quelli che lavorano. Cioè parte della disoccupazione al Sud è volontaria e quindi il tempo libero è stato scelto come alternativa al consumo, che però contraddirebbe la definizione stessa di disoccupazione, che non è volontaria. O no?

L.Ricolfi in un capitoletto del Sacco del Nord, che chiama “Gianduiotto 4”, si chiede: “si sta meglio al Nord o al Sud?”. Per lui il PIL come indicatore non va bene, e quindi offre un “esercizio” alternativo per misurare il tenore di vita degli abitanti nelle regioni. Il calcolo si basa su tre componenti:
 [...] parte della disoccupazione al Sud è volontaria e quindi il tempo libero è stato scelto come alternativa al consumo, che però contraddirebbe la definizione stessa di disoccupazione, che non è volontaria. O no?

Finalmente leggo una critica a Ricolfi che segua almeno la lettura e la comprensione di quanto ha scritto. Rispondero' meglio quando ho tempo, pero' faccio alcuni commenti veloci.

Ovviamente non e' il PIL prodotto localmente cio' che stima il livello di vita dei meridionali, perche' esistono massicci trasferimenti di ricchezza a beneficio dei meridionali da parte delle Stato italiano (si vedano ad es. le relazioni della Banca d'Italia di Mario Draghi).  Una stima nettamente migliore del livello di vita sono ovviamente i consumi in termini reali, correttamente utilizzati da L.Ricolfi.

Poi il maggior tempo libero a Sud esiste, e non si tratta solo di disoccupati involontari, ci sono ad es. anche i falsi invalidi, che guadagnano solo fingendo di essere invalidi.  Poi se si volesse approfondire c'e' anche un maggior tempo libero che deriva specie nel settore pubblico da maggiore assenteismo, maggiore nullafacentismo, maggior numero ed esuberi di dipendenti pubblici rispetto le necessita' e rispetto alle altre regioni (basta pensare agli operai forestali).  Tutto questo maggior tempo libero appena descritto non e' stato nemmeno conteggiato da LR.

Comunque sono d'accordo che stimare il valore del tempo libero sia operazione discutibile, se qualcuno la rifiuta puo' comunque prendere i consumi che mostrano che nel Sud si sta solo poco peggio che nel Nord, anche se si produce circa la meta' e si lavora molto meno in termini di ore lavorate, almeno nel settore legale.

"LR abbia usato le definizioni prevalenti in economia."

Si possono usare tutte le definizioni che si vogliono, ma se si emigra dalla Sicilia alla Lombardia e non viceversa ci sarà un motivo?

Sono i modelli che devono descrivere la realtà, non viceversa e se, e sottolineo se, il modello di ricolfi ha come risultato che in sicilia si vive meglio che in Lombardia, non può che essere sbagliato!

Sul tempo libero, mi taccio, siamo andati troppo OT e non voglio rinfocolare ulteriormente le polemiche.

 

Si possono usare tutte le definizioni che si vogliono, ma se si emigra dalla Sicilia alla Lombardia e non viceversa ci sarà un motivo?

Certamente, il motivo lo spiega anche L.Ricolfi e' che nel Sud c'e' maggiore sperequazione di reddito. La maggioranza dei meridionali sta anche meglio che al Nord, ma c'e' una minoranza molto piu' povera che e' spinta ad emigrare. Questo spiega sia la stima di LR che in media nel Sud si sta come o meglio che al Nord, sia l'emigrazione.

Gli operai delle grandi industrie con contratto collettivo nazionale stanno meglio nel Sud rispetto ai loro colleghi al Nord perche' il loro stipendio vale considerevolmente di piu' particolarmente per l'acquisto di tutti quei servizi in cui l'evasione fiscale e' pressoche' totale, fatto che si aggiunge al minor costo del lavoro nel Sud (es. prodotti agricoli, della pesca, barbieri, ristoranti, collaboratrici familiari).  Specialmente hanno uno stipendio che vale molto di piu' i dipendenti pubblici, che hanno un salario esattamente uguale qualifica per qualifica, senza nemmeno i parziali aggiustamenti di mercato che agiscono nel settore privato della grande industria non pesantemente assistita.

In generale gli occupati regolari del Sud stanno meglio dei corrispondenti occupati regolari del nord, e questi corrispondono alla maggioranza della popolazione meridionale attiva.  Il prezzo del maggior benessere degli occupati regolari del Sud e' la poverta' dei restanti meridionali che rimangono inoccupati perche' lo Stato non assorbe ancora il 100% degli aspiranti statali e i salari privati sono sproporzionati alla produttivita'.  Questi sono quelli che vengono costretti all'emigrazione, mentre la grande maggioranza degli occupati regolari nel Sud Italia non pensano per nulla ad emigrare e se qualcuno volesse spostarli a Nord a parita' di stipendio secondo me farebbero le barricate.

LR riporta tutti i numeri e mostra che il vero problema del Sud non e' tanto la produttivita' per addetto (80% di quella del Nord) ma piuttosto la minore occupazione rispetto al Nord che sottrae a spanne un altro 30% di PIL pro-capite.  Se i salari venissero ridotti del 20% a Sud gli occupati regolari starebbero nelle stesse condizioni di quelli del Nord, in media, e probabilmente il tasso di attivita' migliorerebbe del 30% arrivando al livello di quello del Nord, aumentando il PIL pro-capite del Sud rispetto ad oggi, riducendo l'attuale incivile sperequazione dei redditi causata primariamente dallo Stato che aumenta le ineguaglianze del Sud in due modi diversi: 1) iper-pagando i dipendenti pubblici e alzando la media dei salari degli occupati regolari rispetto alla produttivita', e quindi causando inoccupazione dei meno ammanicati 2) sprecando la spesa pubblica per stupidita' e/o corruzione/ruberie senza provvedere efficientemente quei servizi pubblici gratuiti che avvantaggiano i segmenti piu' poveri di popolazione, riducendo appunto l'ineguaglianza dei redditi.  Tutto cio' e' documentato quantitativamente da LR e risulta complessivamente coerente e ben argomentato. E l'emigrazione non lo contraddice ma lo conferma.

"la maggioranza dei meridionali sta anche meglio che al Nord"

Credimi, senza alcuna intenzione di far polemica, ma mi sa che conosci poco la realtà meridionale.

Re(15): Zapatero

massimo 14/5/2010 - 17:45

Per meglio valutare il valore da attribuire al tempo libero nell'accezione utilizzata da LR suggerirei un ricorso alla verifica empirica: recati presso un'azienda veneta in procinto di chiudere e rivolgi questa domanda ai dipendenti: "fra poche settimane avrete molto pù tempo libero, siete contenti di questa prospettiva?"

Poi potrai riferire i risultati ale prossime giornate NfA.

massimo era esattamente quello che volevo dire.E' LR che sostiene che l'abbondanza di tempo libero fa si che il sud stia meglio, senza chiedersi minimamente perchè ce n'è così tanto.

dalle mie parti si dice cornuto e mazziato.

Per meglio valutare il valore da attribuire al tempo libero nell'accezione utilizzata da LR suggerirei un ricorso alla verifica empirica: recati presso un'azienda veneta in procinto di chiudere e rivolgi questa domanda ai dipendenti: "fra poche settimane avrete molto pù tempo libero, siete contenti di questa prospettiva?"

E' un caso particolare e ovviamente non puo' essere preso per valutare il valore del tempo libero nella media della societa'.  Sono d'accordo che il valore del tempo libero sia una materia controversa, specie in societa' strane come quella del Sud Italia, ma non e' con esempi come questo che fai che si possono invalidare le premesse di LR.

Re(17): Zapatero

massimo 14/5/2010 - 18:58

Veramente è lui che dovrebbe provare quello che dice. L'articolo è pieno di affermazioni tragicomiche; ad esempio LR afferma:

"A che cosa è dovuto? Perché, se il tenore di vita è comparabile, il tasso di povertà è comunque del 50 per cento più alto nel Mezzogiorno? I motivi sono due. Il primo è che nel Mezzogiorno la quantità e la qualità di servizi pubblici sono molto inferiori a quelle del Centro-Nord (grafici): e i servizi pubblici sono uno degli strumenti più efficaci di contrasto della povertà. Il cattivo funzionamento dei servizi pubblici penalizza innanzitutto le fasce deboli della popolazione, che non hanno i mezzi per sostituirli adeguatamente con servizi privati."

Questo vuol dire in pratica che le fasce deboli non possono fruire dei servizi di cui fruiscono i loro corrispondenti del nord, e quelle più forti devono pagarsi i servizi privati, mentre i loro corrispondenti del nord non devono farlo.

Quindi il costo della vita, se si considerano i servizi, è più alto al sud rispetto al nord, non più basso!