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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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Che il tutto si sia trasformato in una questione di "euro" è dovuto, ancora una volta, sia alla confusione mentale della classe politica europea sia all'insensata decisione si proclamare che l'euro crollerebbe (ma cosa vorrebbe dire?) se la Grecia facesse default. Forse che il dollaro crollò, nel 2000, quando l'Argentina abbandonò la dollarizzazione e fece default sul debito? No, che io ricordi. L'euro, in tutto questo, c'entra come i cavoli a merenda.

Concordo al 100% su questo punto (mi pare però che non emerga mai nelle discussioni): a me pare che il default greco sarebbe uno scenario analogo all'Argentina che lasciò il dollar peg, il che naturalmente non indebolì affatto la valuta USA! Viceversa, il package da 750 Bn rafforzerà pure l'Euro dal punto di vista politico (cioè ne allunga l'aspettativa di vita)  ma non può che diminuire il suo valore esterno, dal momento che aumenta la probabilità percepita che ad un certo punto vi sarà una parziale "monetizzazione" del debito Eurozona. 

Ciò mi porta a - rispettosamente - dissentire sul seguente paragrafo (o meglio a concordare con la tesi che esso intende confutare, cioè che sarebbe necessaria una svalutazione del cambio della Grecia):

Infine, l'analisi economica è erronea. Una svalutazione sarebbe dannosa per la Grecia, perché il suo debito è denominato in euro. Se non fosse denominato in euro e fosse in dracme, allora una svalutazione con conseguente inflazione, sarebbe semplicemente un'altra maniera per non pagare il debito.

Darei infatti per scontato che l'abbandono del currency peg (=uscita dall'Euro) debba andare pari passu con la ristrutturazione del debito esterno (con congruo haircut), altrimenti è ovvio che la svalutazione da sola non basterebbe a finanziare un debito immutato in hard currency. Del resto, Le chiedo: ma la deflazione implicita nel rescue package  attuale della Grecia non avrebbe un effetto simile alla svalutazione, i.e. di aumentare il valore reale del debito estero, in ultima analisi? Dunque, se è vero che comunque il valore reale del debito estero greco non può certo aumentare, in entrambi gli scenari di svalutazione e di deflazione bisognerà comunque ristrutturarlo almeno per conservarne il valore reale interno per i greci, no? Resta pertanto valido a mio parere che, per i noti motivi, la svalutazione è un percorso meno doloroso e più fattibile rispetto alla deflazione di prezzi e salari.

 

 

 

 

 

 

rei infatti per scontato che l'abbandono del currency peg (=uscita dall'Euro) debba andare pari passu con la ristrutturazione del debito esterno (con congruohaircut), altrimenti è ovvio che la svalutazione da sola non basterebbe a finanziare un debito immutato in hard currenc

c'è da considerare il fattore "t". non so quanto ci metterebbe la grecia a finire nel baratro tra l'istante t1 abbandono e t2 ristrutturazione spesa....probabilmente minuti