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Crisi finanziaria, versione 750 miliardi di euro

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Nella lista di vincitori e vinti c'e' da sottolineare tre volte che la grande vincitrice di questa nuova politica europea e' stata l'Italia. Il debito italiano e' sei volte quello greco, e mentre con la Grecia bastava tirarle un osso (imprestare anziche' stampare) con l'Italia l'unica via d'uscita e' un intervento diretto della BCE (stampare euro per mangiarsi il debito emesso dagli stati e cosi' inflazionare l'economia e eventualmente indebolire l'euro).

Pero' non ne sono del tutto sorpreso perche' Germania e Francia si erano italianizzate per conto loro. RIspetto a un paio di anni fa la media di indebitamento statale europea e' salita mi sembra quasi del 50%. Germania e Francia ora hanno un 80% abbondante di debito/Pil, percio' questa politica da tipografia la fanno anche per loro stessi. E una cosa e' certa: la Banca Centrale Europea non fa una politica monetaria indipendente da pressioni politiche. Ergo, inflation bias, baby.

Ora, quello che sara' interessante vedere e' non tanto come si comportera' la Germania (che ormai e' da considerare come paese stra indebitato come il Belgio), ma come reagiranno tutti quei paesini fiscalmente responsabili tipo l'Austria, la Slovenia, la Finlandia, l'Olanda, il Lussemburgo, e la Slovacchia. Vale la pena far parte di una unione monetaria di stile mediterranea? O conviene far parte della UE senza subire una politica inflazionistica? Il discorso vale altrettanto per chi e' in lista d'attesa per entrare nell'euro tipo i paesi baltici e la Danimarca. Forse vale la pena fare come la Svezia e avere i benefici del mercato comune della UE ma mantenere una banca centrale indipendente.

Michele, l'unica cosa del tuo post con cui non mi trovo d'accordo e' il tuo collega che hai citato in inglese:

 a disguised bailout, but could avoid a contagion to other countries and avoid a possible collapse of the monetary union

Ma dove? Ma che contagion e che collapse. La medicina qui e' peggio della malattia (pexo el tacon del buxo). Per evitare uno sgretolamento a Sud, potrebbero causare una disassociazione a Nord.

 

stampare carta per pagare il debito? mi pare che in africa qualcuno l'avesse fatto: ZIMBAWE ed il di cui risultato si è visto :rislutato inflazione piu che galoppante e instabilità. certo quelle sono estreme conseguenze, ma con il già risicato potere d'acquisto, i cartelli delle compagnie petrolifere (parere personale) e quant'altro, non so come si reagirebbe con una svalutazione dell'euro

Sulla meridionalizzazione dell'Italia (e a questo punto dell'Europa) insisto da tempo, però una cosa la vorrei dire: come imprenditore l'Euro è di una comodità sconvolgente (e qui sembra nessuno lo tenga presente): l'acquisto di materie prime, pur con le inevitabili fluttuazioni di mercato, è abbastanza stabile, l'export anche, non c'è bisogno di fare calcoli complicati (tenendo presente che la massima parte degli scambi avvengono in area EU), i costi di transazioni finanziarie, monetarie, irrisori, insomma la moneta unica a chi produce fa dannatamente comodo, anche perchè le varie svalutazioni della vecchia liretta erano solo illusorie, poi il conto arrivava, eccome se arrivava.

Ho l'impressione che il problema non sia "l'attacco all'euro" (che quando nacque aveva una semi-parità con il dollaro, mantenuta per molto tempo, addirittura ricordo l'euro a 0,80, adesso si strappano le vesti perchè è sceso a 1,25..), quindi un "attacco alla moneta" come è stato sperimentato negli anni '90, ma una semplice considerazione : il paese XZY è in grado di ripagare il debito, con l'attuale trend? Poi la "speculazione" ha morso i più deboli (anzi, IL più debole), ma facendo semplicemente il suo mestiere, che è quello di massimizzare il profitto con pochi rischi, da questo punto di vista potrei anche accettare il discorso : lacrime e sangue per ridurre il debito, ma prestateci qualcosa per mangiare domattina, anche se forse la cosa meno dolorosa era il default, ma non mi va che il debito sia "monetarizzato", proprio per il discorso da imprenditore: l'euro è comodo, ma se diventa carta straccia diventa un problema.

Infine un'ultima considerazione: 750 mld di euro sono una dicitura "sino a.." in politica una dicitura simile può significare tutto, anche io speriamo che me la cavo.

Infine un'ultima considerazione: 750 mld di euro sono una dicitura "sino a.." in politica una dicitura simile può significare tutto, anche io speriamo che me la cavo.

Hai ragione Marco, infatti la cosa spaventosa non è tanto (solo...) la cifra, quanto il modus operandi per cui dalla sera alla mattina, il principale mandato della BCE è stato gettato alle ortiche. Equivale a dire: da oggi basta una riunione dei leaders nazionali europei per monetizzare qualsiasi debito presente e futuro. Semplicemente terrificante.

Michele, l'unica cosa del tuo post con cui non mi trovo d'accordo e' il tuo collega che hai citato in inglese:

 a disguised bailout, but could avoid a contagion to other countries and avoid a possible collapse of the monetary union

Ma dove? Ma che contagion e che collapse. La medicina qui e' peggio della malattia (pexo el tacon del buxo). Per evitare uno sgretolamento a Sud, potrebbero causare una disassociazione a Nord.

Lodovico, condivido quanto scrivi.

Scusate, sarà perché non sono un economista ma io continuo a non capire perché vi ostinate a negare l'esistenza di un contagio. Le dinamiche mi paiono ben riassunte qui.

io continuo a non capire perché vi ostinate a negare l'esistenza di un contagio.

Definiscilo, poi ne parliamo. Per il momento io conosco questa definizione.

Non vedo cosa c'entri con le banche e l'economia.

In particolare, il "contagio" economico da definirsi può estendersi, per esempio, all'offerta/domanda di patate fritte? Calzini? Gelati?

Detto altrimenti, a quali beni/servizi si applica ed a quali non si applica?

P.S. Quanto il, confuso, giornalista del WSJ "descrive" altro non è che una crisi di liquidità dovuta a widespread uncertainty sulla creditworthiness della controparte. Quella si risolve con iniezioni di liquidità alle banche da parte della banca centrale, che non per caso si chiama "lender of last resort". Il resto non serve e non c'entra.

Poi viene la parte difficile, ossia distinguere le crisi di liquidità da quelle di solvibilità. In either case, la parola "contagio" e le implicazioni che da essa vengono oggi dedotte (dai pundits di ogni tipo e dai politicanti riuniti a Bruxelles) non c'entra nulla.

Ovviamente tutto quanto scrivo è ipotetico, visto che non so cosa intendiate tecnicamente per "contagio".

Beh, nel link che ti ho segnalato c'è la definizione. Ma sarà come dici tu, non c'è nessun contagio. Bisogna che lo diciamo anche a El-Erian...

Me la indichi? La definizione intendo.

Mario, evitiamo di ciurlare per il manico dai ...

Anzitutto, guarda caso, non era nell'articolo del WSJ (che il giornalista non lo saprebbe definire) né in quello di Cetorelli e Goldberg, che infatti usano "contagion" una volta sola, virgolettata, in una footnote per riferirsi al lavoro di altri!

Ma, più importante, la "definizione" di Wikipedia che linki ... non è una definizione!

Dice infatti (ed il resto dell'articolo conferma che di vaga descrizione d'eventi diversi si tratta):

Financial contagion refers to the transmission of a financial shock in one entity to other interdependent entities.

Che vuol dire tutto ed il contrario di tutto.

In particolare è consistente con le seguenti distinte situazioni (ognuna delle quali richiede una risposta distinta):

1) Shock reale aggregato che influenza il portafoglio di ogni banca e che, per legami creditizi, partendo da una banca arriva a svariate altre.

2) Crisi di liquidità sul mercato interbancario dovuta a incertezza sulla solidità della controparte, come descritto in PS del mio commento iniziale.

3) Crisi di solvibilità di una o più banche, dovuta alla caduta del valore reale dei loro assets.

4) Cornering del mercato dovuta ad azione coordinata di aggiotaggio da parte dei maggiori operatori del medesimo.

5) Panico del tipo "sunspot", ossia immotivato ma sorretto dall'irrazionale credenza che il mondo stia crollando e che l'unico safe asset sia il cash in the vault o il T-bill.

6) Catena di defaults su derivati/assicurazioni reciproche, dovuta al fatto che una o più banche avevano offerto assicurazione (ossia, comprato scommesse) per valori nominali superiori alla loro ricchezza netta ed avevano poi usato il (supposto) valore atteso di tali scommesse per indebitarsi.

7) Attacco di varicella o peggio nella professione bancaria, che si trasmette a causa dei continui contatti professionali che i bancari di tutto il mondo intrattengono.

8) Come in 7), solo che invece della varicella si tratta di una serie di idee strampalate ma convenienti su come va il mondo ...

9) Come in 7) ed 8), solo che le idee sono meno strampalate di quel che sembra e permettono di convincere i politici che è bene tassare il popolo perché qualche bancario ha prestato i soldi alla gente sbagliata  ...

La lista può continuare ancora per un po'. Bene, di quale fra queste situazioni, o altra, stiamo parlando?

P.S. Vedo ora il tuo commento seguente. Bene, se si tratta di crisi di liquidità (perché se è insolvibilità, tu capisci che l'unica soluzione è to take over the bank) allora il compito spettava SOLAMENTE alla BCE. Fine, quasi ordinaria amministrazione direi. Tutto il resto? Tutto il resto è il social-peronismo populista che avanza.

Non saprei chi ciurla di più nel manico, a giudicare dalle wiki-definizioni linkate :-)

Ma a parte ciò, e visto che io sono abituato da molti anni a chiamare "contagio" quello che vedo in questi giorni (e nel 2008), ti ripeto che non sto avallando il pacchetto approvato stanotte (tutt'altro), ma solo definendo quello che chi opera sul mercato definisce contagio. Le reiterate iniezioni di liquidità, su Lehman, non hanno risolto nulla, come ben sai, perché il mercato era convinto ci fosse un problema di solvibilità, in quanto non era a conoscenza del reale contenuto dei portafogli delle banche. Poi, se anziché contagio lo vogliamo chiamare Ugo ben venga, ma le reazioni del mercato non cambiano.

Ma COSA è? COSA È?

Perché se non mi dici cosa sia, è inutile discutere!

Non è che tutte le volte che le banche stanno male mi devo per forza strappare i capelli, no? Saran ben anche cazzi vostri qualche volta, non ti pare?

Quindi, lasciamo stare i provvedimenti del week end. Ma dimmi: cosa diavolo è il contagio di cui parlate e cosa implica per noi comuni mortali che non operiamo sui mercati (che anche questa, permettimi Mario, è un po' una pizza retorica ...).

Si, è una pizza retorica. Cosa è il contagio? L'abbattimento del sistema bancario globale, una gelata sul credito (vedi commercio estero post-Lehman, quando le banche non ti firmavano più lettere di credito manco se minacciavi di farti esplodere). Poi non capisco perché usi il voi, io mica sono una banca. Qui abbiamo un gioco a somma minore di zero: vogliamo punire le banche per le bet che hanno preso? Sono d'accordo, facciamole fallire. Ma se dopo fallite il mondo apparirà come un inverno nucleare? Questa è una scelta politica, non sto avallando nessuna difesa delle banche e dei loro azionisti, bada. Certo che se mi leggessi con la stessa attenzione con cui io leggo te questo dibbbattito non ci sarebbe...

Eccola.

Quanti problemi per un termine ... mi sembra di assistere alle classiche discussioni nominalisitche degli ambiti intellettuali di sinistra.

Reaziona a catena (in ambito nucleare) o effetto domino (con i fallimenti a catena in campo privato) mi sembrano migliori sinonimi per l'effetto contagio. Se il contagio suona come una sfiga (sei li' nel posto sbagliato al momento sbagliato) è chiaro che invece la sottolinatura sulla catena indica un effetto oggettivamente determinato, da anelli che solo tali non per la maledizione di montezuma ma perché sono da tempo legati alla stessa sorte. Ogni azienda in bilico rischia di fallire alla prima crisi. Non è contagio. È matematica.

Francesco

 

 

Francesco carissimo, mi dispiace ma ... anche questa è aria fritta.

Le definizioni non si danno per metafora, o almeno: le definizioni metaforiche non servono molto all'analisi. La definizione economica di una parola deve essere tale, economica e specifica. Non importa per cosa tale parola venga usata in altri ambiti.

Io ne ho proposte nove (9!) di definizioni. Sceglietene una o datene una vostra. Ma economica deve essere, oltre che "misurabile". Poi ne parliamo. Non basta la matematica, che quella un pochino la so anche io. Occorre dare nome e cognome a variabili e funzioni ed indicare come misurarle e valutarle (sull'argomento, raccomando in italiano i lavori di M. Luisa Dalla Chiara Scabbia, Boringhieri editore).

Contagio

amadeus 11/5/2010 - 13:19

Il contagio è la trasmissione da un individuo ad un altro di una malattia infettiva.

Qs è la definizione suggerita dal prof. Boldrin nel link a Wikipedia. Se sostituiamo "malattia infettiva" con "default" otteniamo la definizione cercata:

Il contagio è la trasmissione da un soggetto ad un altro di un default. Ciò avviene se il mancato pagamento dei debiti da parte del soggetto in default impedisce ad altri soggetti (creditori del fallito) di adempiere ai rispettivi obblighi di pagamento. Se questi soggetti sono solo temporaneamente privi di liquidità allora la "malattia" può essere arrestata attraverso l'immissione di fondi da parte delle autorità preposte (prestatori di ultima istanza). Se invece l'esposizione dei suddetti creditori nei confronti del debitore in default è troppo elevata (indicativamente superiore ai rispettivi mezzi propri) allora i nuovi default difficilmente potranno essere impediti e il contagio proseguirà. E' noto comunque che il confine tra illiquidità e insolvenza è abbastanza labile (informazione incompleta e asimmetrie informative come al solito hanno un ruolo rilevante). Per proseguire l'analogia si può aggiungere che la capacità di resistere al contagio è una funzione crescente della disponibilità di mezzi propri (che rappresentano una sorta di sistema immunitario) e decrescente del grado di leva finanziaria.

Aggiungerei che il problema non è solo il contagio ma anche la paura del contagio, che peraltro esiste tale e quale anche quando si parla di malattie e spesso genera dei comportamenti piuttosto "estremi" (non scrivo "irrazionali" perchè altrimenti verrei bastonato). L'analogia si ferma qui. Perchè in campo medico le reazioni dettate dalla paura del contagio nella maggior parte dei casi sono irrilevanti ai fini della trasmissione della malattia, qualche volta sono utili e in qualche caso sono dannose (non necessariamente perchè facilitano la trasmissione della malattia). In campo finanziario invece la paura del contagio può contribuire attivamente a generare l'evento che si vorrebbe evitare (nel caso specifico ci sarebbe anche qualcuno a cui la realizzione dell'evento non dispiacerebbe affatto). Come al solito avidità e paura governano l'andamento dei mercati.

Visto solo ora, il tuo P.S. Diciamo che quello che il confuso giornalista del WSJ scrive è l'esatta modalità di trasmissione delle "gelate" sull'interbancario, in presenza di mercato creditizio transfrontaliero. Quanto alla distinzione tra crisi di liquidità e di solvibilità, è molto tenue. La prima tende a trasformarsi nella seconda. Ciò premesso, sono d'accordo (e l'ho scritto oggi) che quello che è stato fatto oggi è una riduzione di breve termine del rischio sistemico barattata con un enorme aumento del moral hazard di medio-lungo.