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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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"2. Il patrimonio dell'Ente è divenuto vendibile solo dopo il 1993, con una legge apposita, prima erano difficilmente vendibili. Poi sia la Legge del 93, modificata nel 96 e anche successivamente ha prodotto degli effetti peggiori: il nobile intento era di vendere, con i soldi ricavati da una parte si faceva cassa, il restante doveva servire per edificare altri immobili. Totale: si vende a 24.000 euro per Unità Locale e costruire ne costa 37.000....."

Beh, quella poi fu una vicenda paradossale. Io sono in affitto da un ente previdenziale, a canone molto basso e non necessariamente in un immobile di pregio. L'Ente decide di vendere e mi offre la prelazione.

Se sono ricco, compro: è un affare, il prezzo richiesto è sensibilmente più basso di quello di mercato e un domani posso sempre rivendere o affittare.

Se sono povero, non compro: non ho i quattrini e la banca non mi fa un mutuo perchè ho un reddito troppo basso. Scaduti i termini per la prelazione l'Ente vende ad una società immobiliare che una volta scaduto il contratto mi aumenta il canone oppure mi dà lo sfratto. Ricordate che sono povero, perció non posso nè pagare il nuovo canone nè tantomeno comprarmi una casa a prezzo di mercato. Risultato: finisco sotto i ponti, ovvero in una situazione abitativa disagiata: casa insalubre, troppo piccola, in coabitazione, a 100 km dal mio lavoro etc.

Conclusione: la legge giova a chi è ricco e danneggia chi è povero. Ma chi è ricco non avrebbe dovuto vivere in un appartamento a canone molto basso; quindi gli effetti della legge sono perfettamente ingiusti....