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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Contesto anche l'interpretazione "danno economico", poichè le leggi italiane prevedevano l'affitto solo ad equo canone per gli Enti Pubblici, non prevedevano l'asta sugli immobili, ma il diritto di prelazione e prezzo concordato tra le parti, , etc. Leggi sbagliate? D'accordo, ma che c'entra?

Abbi pazienza, ma se le leggi eran quelle gli enti economici avrbbero dovuto:

  1. non investire mai in immobili, visto che afittarli era ntieconomico
  2. vendere all' asta quelli non assegnati.Per definizione quelli assegnat in via preferenziale a politici non avevano nessun inquilino con diritto di prelazione.

Non dico che questo comportamento fosse imposto dalla legge, ma e' l'unico compatibile con gli obiettivi di un' ente previdenziale di massimizzare il ritorno sugli investimenti per finanziarsi.

Marcello ne ho di pazienza, ti rispondo:

1. Gli investimenti in immobili per gli Enti Previdenziali è un obbligo di legge, il 50% (a memoria) doveva essere investito in immobili.

2. Il patrimonio dell'Ente è divenuto vendibile solo dopo il 1993, con una legge apposita, prima erano difficilmente vendibili. Poi sia la Legge del 93, modificata nel 96 e anche successivamente ha prodotto degli effetti peggiori: il nobile intento era di vendere, con i soldi ricavati da una parte si faceva cassa, il restante doveva servire per edificare altri immobili. Totale: si vende a 24.000 euro per Unità Locale e costruire ne costa 37.000.....

3. Il ritorno economico per finanziarsi in Italia non è un obbligo di legge... c'è Pantalone per quello.

Ecco, quello che manca in questa discussione è il mercato: se gli enti devono incassare affitti per finanziarsi non c'è dubbio che sia D'alema che marco esposito avrebbero pagato degli affitti più alti, o l'Ente avrebbe agito in altro modo anche nel calcolo dell'equo canone,ma  poichè non c'è vincolo di bilancio si producono le storture, di cui D'Alema è un beneficiario noto, ma di cui esistono decine (mmm, in verità centinaia) di migliaia di beneficiari ignoti. E torno all'etica: Mr. D'Alema ha abusato della sua posizione per ottenere qualcosa che non gli spettava secondo una legge idiota, che ignora i meccanismi di mercato ? A questo dovremmo rispondere, non se era "economicamente conveniente" dare la casa a Mr. D'Alema, visto che se la davano a me cambiava poco da un punto di vista economico.

"2. Il patrimonio dell'Ente è divenuto vendibile solo dopo il 1993, con una legge apposita, prima erano difficilmente vendibili. Poi sia la Legge del 93, modificata nel 96 e anche successivamente ha prodotto degli effetti peggiori: il nobile intento era di vendere, con i soldi ricavati da una parte si faceva cassa, il restante doveva servire per edificare altri immobili. Totale: si vende a 24.000 euro per Unità Locale e costruire ne costa 37.000....."

Beh, quella poi fu una vicenda paradossale. Io sono in affitto da un ente previdenziale, a canone molto basso e non necessariamente in un immobile di pregio. L'Ente decide di vendere e mi offre la prelazione.

Se sono ricco, compro: è un affare, il prezzo richiesto è sensibilmente più basso di quello di mercato e un domani posso sempre rivendere o affittare.

Se sono povero, non compro: non ho i quattrini e la banca non mi fa un mutuo perchè ho un reddito troppo basso. Scaduti i termini per la prelazione l'Ente vende ad una società immobiliare che una volta scaduto il contratto mi aumenta il canone oppure mi dà lo sfratto. Ricordate che sono povero, perció non posso nè pagare il nuovo canone nè tantomeno comprarmi una casa a prezzo di mercato. Risultato: finisco sotto i ponti, ovvero in una situazione abitativa disagiata: casa insalubre, troppo piccola, in coabitazione, a 100 km dal mio lavoro etc.

Conclusione: la legge giova a chi è ricco e danneggia chi è povero. Ma chi è ricco non avrebbe dovuto vivere in un appartamento a canone molto basso; quindi gli effetti della legge sono perfettamente ingiusti....