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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Michele e Ne'lam,

quello che dite è esattamente quello che ho pensato mentre leggevo i commenti di quanti, pur in buona fede, continuano a sostenere che le due condotte in discussione sono del tutto differenti.

Ma la questione è appunto un'altra. Noi qui non stiamo a discutere delle condotte da un punto di vista penale, perchè se lo facessimo nemmeno Scajola risulta indagato, ergo nulla quaestio per ora nemmeno da un punto di vista strettamente legale per il ministro di Imperia. Il punto è una banalissima questione di etica pubblica. Qui noi stiamo discutendo di cosa sia più o meno opportuno fare per un uomo pubblico, a prescindere dalle strette condizioni di legalità. Vivere a equo canone disponendo del reddito e del potere politico di cui dispone D'Alema è discutibile perchè: a) avrebbe potuto lasciare la casa ad altri più bisognosi (retorica? qualunquismo? No! Stiamo solo prendendo seriamente quelli che sono i principi ispiratori ai quali si richiama la sua parte politica; quei valori non possono essere nobili se proferiti con voce stentorea in un Cazzarò qualunque e diventare qualunquismo se un cittadino che non vive al centro di Roma a condizioni di equo canone chiede che D'Alema, e gli infiniti altri di questa storia infinita di corruzione chiamata Repubblica Italiana, siano conseguenti con quello che dicono nei comizi; b) perchè sappiamo tutti benissimo che l'insieme delle relazioni politiche e personali diventa decisivo, in Italia, anche per esercitare diritti formalmente riconosciuti in capo a tutti indistintamente. Questo aspetto della formalità legale, apparentemente tutelata, dalla condotta di D'Alema è essenziale. Siccome parliamo di moralità (cioè di condotte che dobbiamo imporci e che non sono immediatamente adottate in quanto parte del costume o delle abitudini -se di quello parlassimo staremmo a parlare di Eticità come direbbe il vecchio Hegel, ossia di quella sostanza etica dei costumi di un popolo che in Italia sono la furbizia generalizzata-, siccome dicevo parliamo di moralità è inutile invocare che D'Alema ha fatto il furbo a norma di legge. Infatti, come tutti non ci stanchiamo di scrivere, di cagate e furbate con i timbri a posto in Italia se ne vedono da mane a sera, e la giustificazione è, appunto, sempre la medesima: la legge lo consente! Nessun dubbio che  quelle leggi siano così piene di toppe e rammende e siano così costituite proprio al fine di rendere possibile, di nuovo a chi ne abbia precisa conoscenza, esattamente quelle condotte che fanno dell'etica pubblica italiana una barzelletta sporca? In questo si vede la natura castale di questa banda di marpioni in cravatta che affollano tribune elettorali demenziali e talk-shock assortiti: di fatto tutelano, in forme diverse, il loro diritto a farsi i cazzi loro e a perpetuarsi. Inoltre, anche Berlusconi approfitta della prescrizione, perchè glielo consente la legge. Allora perchè chiedergli di farsi processare, se tanto quello che conta veramente è rispettare la legge e basta? Il conflitto di interessi è risolto con una legge, o mi sbaglio? Allora perchè pretendere che un uomo pubblico con cariche di governo debba avere una condotta ben diversa nel gestire le sue proprietà? Appunto perchè ci aspettiamo da quei personaggi politici condizioni ben più stringenti del solo rispetto della legge...quand'anche già non violassero quella in maniera così plateale. Difendere D'Alema con l'idea che la legge gli consenta quelle condotte singifica impiccarsi da soli, perchè BS come sappiamo, fa tutto a norma di legge, preventivamente scritta dai suoi scherani prezzolati.

Aggiungo. Fare della propria morale pubblica un punto qualificante di una supposta alterità rispetto ai concorrenti e poi indulgere in condotte analoghe a quelle stigmatizzate sega, l'albero su cui si è seduti...e infatti il messaggio che passa quando questa gentaglia come D'Alema viene sbugiardata è che loro parlano parlano ma alla fine sono come gli altri. E ovviamente questo crea un bel problema di credibilità per i moralisti d'accatto.

In conclusione, D'Alema dice "vada a farsi fottere"...ma in realtà sono lui e gente come Scajola che fottono e sotto ci siamo noi... qualcuno può trovare i due politici differenti nello stile o nelle posizioni, da sinistra o destra...magari qualche altro può pure ricavarci piacere, ma il problema è che ci stanno fottendo comunque.