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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Non riuscite a capire che SE volete usare la questione morale come carta politica contro l'altra parte, cosa che continuate a fare, ALLORA dovete avere politici che siano davvero come la moglie di Cesare. E non ce li avete, chiaramente. Per cui la tattica vi si ritorce contro. Son 20 anni che vi si ritorce contro, non ve ne rendete conto? Sallusti ed il Giornale fanno il loro lavoro. Se risultano effettivi è perché la classe dirigente della sinistra italiana è stata tagliata dallo stesso legno storto usato per quello di destra. QUINDI o vi cambiate di classe dirigente o lasciate perdere la questione morale.

Credo che questo sia il punto. Tradizione della sinistra (i socialisti dell'era mancini prima e craxi dopo fanno eccezione) era proprio quella di coltivare la propria diversità. Erano noiosi mortalmente, moralisti all'eccesso e onesti (l'ultimo della serie Berlinguer), non avrebbero mai profittato della propria posizione per tornaconto personale. Chi veniva da lontano e doveva lavorare a roma, per lavoro parlamentare o nei quadri del partito, viveva in una camera in una pensione che era convenzionata con botteghe oscure. Altro che attico, al massimo si potevano permettere di comprare il gelato. Gli avversari stessi non si sarebbero mai avventurati nel sostenere che si approfittavano della loro condizione di parlamentari: magari sostenevano che i soldi li prendevano da mosca, oppure attraverso le cooperative rosse, ma anche dopo aver grattato non trovarono mai nulla che potesse permettere di accusarli godere di vantaggi personali ottenuti grazie alla carica. Con il tracollo del PCI cade anche la dedizione alla causa: ma ve lo immaginate oggi uno come Greganti che si fa la galera per non coinvolgere il PD? Eppure quella idea di diversità è rimasta, più nell'immaginario collettivo che nella realtà. E non consente di vedere quello che gli avversari oggi sono in grado di rinfacciare: anche voi siete dei profittatori quando ne avete l'occasione. E questo fa scattare i nervi perchè il feticcio della diversità, si sgretola malamente. Per quattro briciole.

Michele e Ne'lam,

quello che dite è esattamente quello che ho pensato mentre leggevo i commenti di quanti, pur in buona fede, continuano a sostenere che le due condotte in discussione sono del tutto differenti.

Ma la questione è appunto un'altra. Noi qui non stiamo a discutere delle condotte da un punto di vista penale, perchè se lo facessimo nemmeno Scajola risulta indagato, ergo nulla quaestio per ora nemmeno da un punto di vista strettamente legale per il ministro di Imperia. Il punto è una banalissima questione di etica pubblica. Qui noi stiamo discutendo di cosa sia più o meno opportuno fare per un uomo pubblico, a prescindere dalle strette condizioni di legalità. Vivere a equo canone disponendo del reddito e del potere politico di cui dispone D'Alema è discutibile perchè: a) avrebbe potuto lasciare la casa ad altri più bisognosi (retorica? qualunquismo? No! Stiamo solo prendendo seriamente quelli che sono i principi ispiratori ai quali si richiama la sua parte politica; quei valori non possono essere nobili se proferiti con voce stentorea in un Cazzarò qualunque e diventare qualunquismo se un cittadino che non vive al centro di Roma a condizioni di equo canone chiede che D'Alema, e gli infiniti altri di questa storia infinita di corruzione chiamata Repubblica Italiana, siano conseguenti con quello che dicono nei comizi; b) perchè sappiamo tutti benissimo che l'insieme delle relazioni politiche e personali diventa decisivo, in Italia, anche per esercitare diritti formalmente riconosciuti in capo a tutti indistintamente. Questo aspetto della formalità legale, apparentemente tutelata, dalla condotta di D'Alema è essenziale. Siccome parliamo di moralità (cioè di condotte che dobbiamo imporci e che non sono immediatamente adottate in quanto parte del costume o delle abitudini -se di quello parlassimo staremmo a parlare di Eticità come direbbe il vecchio Hegel, ossia di quella sostanza etica dei costumi di un popolo che in Italia sono la furbizia generalizzata-, siccome dicevo parliamo di moralità è inutile invocare che D'Alema ha fatto il furbo a norma di legge. Infatti, come tutti non ci stanchiamo di scrivere, di cagate e furbate con i timbri a posto in Italia se ne vedono da mane a sera, e la giustificazione è, appunto, sempre la medesima: la legge lo consente! Nessun dubbio che  quelle leggi siano così piene di toppe e rammende e siano così costituite proprio al fine di rendere possibile, di nuovo a chi ne abbia precisa conoscenza, esattamente quelle condotte che fanno dell'etica pubblica italiana una barzelletta sporca? In questo si vede la natura castale di questa banda di marpioni in cravatta che affollano tribune elettorali demenziali e talk-shock assortiti: di fatto tutelano, in forme diverse, il loro diritto a farsi i cazzi loro e a perpetuarsi. Inoltre, anche Berlusconi approfitta della prescrizione, perchè glielo consente la legge. Allora perchè chiedergli di farsi processare, se tanto quello che conta veramente è rispettare la legge e basta? Il conflitto di interessi è risolto con una legge, o mi sbaglio? Allora perchè pretendere che un uomo pubblico con cariche di governo debba avere una condotta ben diversa nel gestire le sue proprietà? Appunto perchè ci aspettiamo da quei personaggi politici condizioni ben più stringenti del solo rispetto della legge...quand'anche già non violassero quella in maniera così plateale. Difendere D'Alema con l'idea che la legge gli consenta quelle condotte singifica impiccarsi da soli, perchè BS come sappiamo, fa tutto a norma di legge, preventivamente scritta dai suoi scherani prezzolati.

Aggiungo. Fare della propria morale pubblica un punto qualificante di una supposta alterità rispetto ai concorrenti e poi indulgere in condotte analoghe a quelle stigmatizzate sega, l'albero su cui si è seduti...e infatti il messaggio che passa quando questa gentaglia come D'Alema viene sbugiardata è che loro parlano parlano ma alla fine sono come gli altri. E ovviamente questo crea un bel problema di credibilità per i moralisti d'accatto.

In conclusione, D'Alema dice "vada a farsi fottere"...ma in realtà sono lui e gente come Scajola che fottono e sotto ci siamo noi... qualcuno può trovare i due politici differenti nello stile o nelle posizioni, da sinistra o destra...magari qualche altro può pure ricavarci piacere, ma il problema è che ci stanno fottendo comunque.

E non consente di vedere quello che gli avversari oggi sono in grado di rinfacciare: anche voi siete dei profittatori quando ne avete l'occasione

Ma possibile che non ci arriviate? E' proprio questa la strategia di Sallusti ed e' proprio questo gioco che si finisce a fare. L'idea del giornale e' di appiattire tutto sul piano etico/morale rimpicciolendo e mettendo in secondo piano gli strascichi giudiziari.

E' una tattica vecchia come il cucco (cfr Giovanni 8,7).

Questo perche' il sistema italiano e' fatto apposta affinche tutti si sporchino prima o poi: non avete mai pagato una fattura del dentista in nero? Non avete mai comprato una proprieta' dichiarandola meno del valore sborsato? Non vi siete mai fatti fare un favore dall'amico all'anagrafe per prendere i documenti con un po' di anticipo? Che l'Italia abbia la classe politica che si merita e' la classica scusa che e' venuta fuori dal momento in cui si e' iniziato a parlare di "casta" ed il motivo e' proprio questo: zittire tutti al fine di mantenere lo status quo.

 

Condivido in pieno Giorgio Gilestro. E' proprio la logica del "siamo tutti uguali" che ha consentito a Berlusconi di abbassare e di molto la soglia di ciò che è giuridicamente lecito e di ciò che non lo è, a cominciare dagli inviti all'evasione fiscale del '94 per giungere oggi a negare il principio di legalità nel suo fondamento, quello dell'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge (lodo Alfano). E' evidente, infatti, che se ricevere mazzette è uguale ad usufruire dell'equo canone la prima condotta pur moralmente riprovevole sarà giuridicamente una sciocchezza (come la seconda). Per questo Berlusconi ha combattuto e vinto la battaglia per non essere condannato per corruzione, stravolgendo la legge in tutti i modi a suo piacimento. Perché in fin dei conti così fan tutti e se solo lui viene perseguito è perché c'è un accanimento giudiziario nei suoi confronti. Gli italiani se ne sono convinti e Berlusconi oggi stravince tutte le elezioni mentre il parlamento è pieno di condannati perché se sei condannato è evidente che la tua è una condanna politica, come ha affermato Storace l'altro ieri.

L'idea del giornale e' di appiattire tutto sul piano etico/morale rimpicciolendo e mettendo in secondo piano gli strascichi giudiziari.

Giustissimo. E come si sfugge a questa trappola? E' facile facile se non appartieni al partito del privilegio. Come dice Michele: fai come la moglie di cesare. Non ci riesci, non resisti alle tentazioni? Beh allora non puoi pensare che l'avversario che stigmatizzi per le peggiori nefandezze (a ragione) non utilizzi le armi a sua disposizione che DA e soci gli hanno graziosamente servito su un piatto d'argento.

Guarda che sei tu che non ci arrivi, o non ci vuoi arrivare.

Il piano giudiziario è: se Scajola ha commesso un reato, verrà giudicato e punito (spero severamente); se D'Alema non ha commesso alcun reato, verrà giudicato e assolto, a addirittura prosciolto in istruttoria

Il piano etico morale è: se Scajola e/o D'Alema hanno approfittato della loro posizione di potere per ottenere vantaggi personali, li giudico negativamente e mi astengo dal votarli, o dal votare per le formazioni politiche che li rappresentano.

Sei tu che li confondi. Io faccio le mie valutazioni in base a considerazioni etiche e politiche e non giudiziarie. Sandro Pertini ha intitolato la sua autobiografia "Sei condanne, due evasioni".

PS.

- non ho mai pagato una fattura del dentista in nero.

- non ho mai comprato una proprieta' dichiarandola meno del valore sborsato.

- non mi sono mai fatto fare un favore dall'amico all'anagrafe per prendere i documenti con un po' di anticipo.

E, udite, udite, non credo neppure di essere un caso raro...