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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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(i) in primis, mi sa che non hai nemmeno una vaga idea di come funzionano le dismissioni del patrimonio immobiliare degli enti,

Purtroppo l'idea ce l'ho come risulta anche da miei commenti precedenti, purtroppo gli enti previdenziali erano sottoposti a norme statali coercitive e distorcenti finalizzate a trasferire ricchezza dalle casse degli enti stessi (soldi pubblici e contributi dei lavoratori) ai privati affittuari o compratori come i politici stessi autori delle norme. Se vogliamo questo significa che oltre che di appropriazione di risorse pubbliche D'Alema dovrebbe essere incolpato anche di associazione a delinquere, con gli altri politici, al fine di appropriazione di risorse pubbliche.

(ii) in secundis, quid se l'ente era obbligato a investire tutto o parte del suo patrimonio in immobili?

Se capisco bene il latino qui sopra reitererei quanto ho gia' scritto sopra.

(iii) in tertiis, compli per la granitica, inflessibile, implacabile coerenza per cui si sta rimproverando a uno (D'A) di essersi avvalso della legge vigente perché in caso contrario un altro (l'ente) avrebbe potuto avvantaggiarsi del fatto che un terzo (l'aqcuirente) l'avrebbe violata. Un "ragionamento" (viroglette d'obbligo)  ipotetico del settimo tipo, roba che manco Spielberg.

"Seguendo la legge" D'Alema si e' appropriato con vantaggio personale di ricchezza originata dai contributi dei lavoratori italiani e accumulata allo scopo di pagare pensioni e assistenza previdenziale.

Vendendo legalmente sul mercato (assumendo che la legge di D'Alema & Co. lo permettesse) le case signorili nel centro di Roma l'ente previdenziale avrebbe conservato i contributi dei lavoratori evitando che D'Alema se ne appropriasse per il proprio vantaggio personale.

In generale seguire la legge formale e' meglio che non seguirla, ma la combinazione degli effetti della legge formale approvata dalla Casta e del funzionamento degli enti pubblici italiani aveva la conseguenza di trasferire forzosamente ricchezza dai contributi previdenziali dei lavoratori al conto in banca di D'Alema, gia' stipendiato sontuosamente con decenni di indennita' parlamentari. Facendo parte come politico PCI del sistema consociativo responsabile dell'approvazione e del mantenimento di tali leggi D'Alema e' colpevole e corresponsabile di appropriazione indebita di risorse pubbliche per vantaggio personale.