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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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In primis, beh la legge potevano cambiarla no? Del tipo "la prelazione vale solo per immobili di valore inferiore a 400 milioni di lire in base alle stime di mercato correnti" in modo da non vendere a prezzi irrisori immobili di pregio. Ah no aspetta, quelli che dovevano cambiarla godevano del beneficio e abitavano in caso del valore superiore al miliardo di lire. Uhm, chissà che incentivi a cambiarla.

In secundis, vendeva case per cui PV(equo canone) < Prezzo e comprava case in cui PV(equo canone) = Prezzo. Ci facevano un bel po' di soldini per gli iscritti a quell'ente previdenziale! Si chiama asset management, ed è quello che fanno di solito le società immobiliari privati. Poi siamo d'accordo che da un ente pubblico mi aspetto che dia le case in base a criteri diversi da quello economico, ma se permetti non mi sta bene.

In primis: uhm, mi stai dicendo che D'A è come Scajola perché non ha cambiato le leggi? Non è male questa. Allora forse il post doveva essere così formulato: tutti i politici italiani, dall'anno di istituzione dell'equo canone (1978, anche se il blocco dei fitti c'era da molto prima) e dell'INPDAP o cos'era, sono come Scajola. Che fico eh? Senza contare che, non so come dirtelo,  l'equo canone è stato abrogato  (1998) e le procedure di dismissione del patrimonio degli enti sono state modificate  (1996, se non sbaglio) proprio quando al governo c'erano D'A e Prodi. Ma queste sono quisquilie e pinzillacchere, o straw-man fallacy, ovviamente...