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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Allora riprovo, vediamo se adesso è più chiaro. Bisin ha scritto:

E se Inail (o chi diavolo fosse) avesse venduto l'appartamento? Il prezzo avrebbe contabilizzato il fatto che il compratore l'avrebbe affittato a prezzi di mercato, non a equo canone. Non vendendo Inail ha perso un mucchio di soldi.

Questa affermazione  è sbagliata: dato che l'equo canone esisteva ancora, nessun compratore avrebbe potuto "affittare a prezzi di mercato". Tra l'altro l'obiezione di Bisin si applicherebbe a qualunque altro inquilino dell'ente, non solo a D'Alema, ma questo è secondario.

Stai trascurando il fatto che la legge dell'equo canone, come quasi tutte le leggi italiane, non veniva rispettata rigorosamente.  Veramente non ci arrivi da solo? Si tratta di una conseguenza tipica, specie nelle societa' con apparati giudiziari scadenti, delle leggi statali severamente distorsive del mercato. I pagamenti di affitto in nero rientrano nel 27% del PIL italiano, stimato da Schneider et. al., che non viene dichiarato al Fisco, o nel 16% stimato dall'ISTAT. In un'inchiesta giornalistica di diversi anni fa e' risultato che gli affitti del 100% degli appartamenti affittati a Pisa (del campione esaminato) veniva pagato in nero. Questi sono dati empirici che mostrano come vendendo la casa a privati con ogni probabilita' l'INAIL avrebbe potuto estrarre legalmente una buona approssimazione il valore reale dell'appartamento, corrispondente agli affitti in nero di mercato.

vendendo la casa a privati con ogni probabilita' l'INAIL avrebbe potuto estrarre legalmente una buona approssimazione il valore reale dell'appartamento, corrispondente agli affitti in nero di mercato.

Ammettiamo che sia vero (lo dici tu che è vero, eh). Allora:

(i) in primis, mi sa che non hai nemmeno una vaga idea di come funzionano le dismissioni del patrimonio immobiliare degli enti, eppure qualcuno prima l'ha accennato. Funziona così: ci sono prelazioni e condizioni di favore varie per i conduttori, che fanno sì che alla fine (surprise! surprise!) il prezzo di vendita è irrisorio. Che bell'affare che faceva l'ente, nevvero.

(ii) in secundis, quid se l'ente era obbligato a investire tutto o parte del suo patrimonio in immobili?

(iii) in tertiis, compli per la granitica, inflessibile, implacabile coerenza per cui si sta rimproverando a uno (D'A) di essersi avvalso della legge vigente perché in caso contrario un altro (l'ente) avrebbe potuto avvantaggiarsi del fatto che un terzo (l'aqcuirente) l'avrebbe violata. Un "ragionamento" (viroglette d'obbligo)  ipotetico del settimo tipo, roba che manco Spielberg.  

In primis, beh la legge potevano cambiarla no? Del tipo "la prelazione vale solo per immobili di valore inferiore a 400 milioni di lire in base alle stime di mercato correnti" in modo da non vendere a prezzi irrisori immobili di pregio. Ah no aspetta, quelli che dovevano cambiarla godevano del beneficio e abitavano in caso del valore superiore al miliardo di lire. Uhm, chissà che incentivi a cambiarla.

In secundis, vendeva case per cui PV(equo canone) < Prezzo e comprava case in cui PV(equo canone) = Prezzo. Ci facevano un bel po' di soldini per gli iscritti a quell'ente previdenziale! Si chiama asset management, ed è quello che fanno di solito le società immobiliari privati. Poi siamo d'accordo che da un ente pubblico mi aspetto che dia le case in base a criteri diversi da quello economico, ma se permetti non mi sta bene.

In primis: uhm, mi stai dicendo che D'A è come Scajola perché non ha cambiato le leggi? Non è male questa. Allora forse il post doveva essere così formulato: tutti i politici italiani, dall'anno di istituzione dell'equo canone (1978, anche se il blocco dei fitti c'era da molto prima) e dell'INPDAP o cos'era, sono come Scajola. Che fico eh? Senza contare che, non so come dirtelo,  l'equo canone è stato abrogato  (1998) e le procedure di dismissione del patrimonio degli enti sono state modificate  (1996, se non sbaglio) proprio quando al governo c'erano D'A e Prodi. Ma queste sono quisquilie e pinzillacchere, o straw-man fallacy, ovviamente...

(i) in primis, mi sa che non hai nemmeno una vaga idea di come funzionano le dismissioni del patrimonio immobiliare degli enti,

Purtroppo l'idea ce l'ho come risulta anche da miei commenti precedenti, purtroppo gli enti previdenziali erano sottoposti a norme statali coercitive e distorcenti finalizzate a trasferire ricchezza dalle casse degli enti stessi (soldi pubblici e contributi dei lavoratori) ai privati affittuari o compratori come i politici stessi autori delle norme. Se vogliamo questo significa che oltre che di appropriazione di risorse pubbliche D'Alema dovrebbe essere incolpato anche di associazione a delinquere, con gli altri politici, al fine di appropriazione di risorse pubbliche.

(ii) in secundis, quid se l'ente era obbligato a investire tutto o parte del suo patrimonio in immobili?

Se capisco bene il latino qui sopra reitererei quanto ho gia' scritto sopra.

(iii) in tertiis, compli per la granitica, inflessibile, implacabile coerenza per cui si sta rimproverando a uno (D'A) di essersi avvalso della legge vigente perché in caso contrario un altro (l'ente) avrebbe potuto avvantaggiarsi del fatto che un terzo (l'aqcuirente) l'avrebbe violata. Un "ragionamento" (viroglette d'obbligo)  ipotetico del settimo tipo, roba che manco Spielberg.

"Seguendo la legge" D'Alema si e' appropriato con vantaggio personale di ricchezza originata dai contributi dei lavoratori italiani e accumulata allo scopo di pagare pensioni e assistenza previdenziale.

Vendendo legalmente sul mercato (assumendo che la legge di D'Alema & Co. lo permettesse) le case signorili nel centro di Roma l'ente previdenziale avrebbe conservato i contributi dei lavoratori evitando che D'Alema se ne appropriasse per il proprio vantaggio personale.

In generale seguire la legge formale e' meglio che non seguirla, ma la combinazione degli effetti della legge formale approvata dalla Casta e del funzionamento degli enti pubblici italiani aveva la conseguenza di trasferire forzosamente ricchezza dai contributi previdenziali dei lavoratori al conto in banca di D'Alema, gia' stipendiato sontuosamente con decenni di indennita' parlamentari. Facendo parte come politico PCI del sistema consociativo responsabile dell'approvazione e del mantenimento di tali leggi D'Alema e' colpevole e corresponsabile di appropriazione indebita di risorse pubbliche per vantaggio personale.

In un'inchiesta giornalistica di diversi anni fa e' risultato che gli affitti del 100% degli appartamenti affittati a Pisa (del campione esaminato) veniva pagato in nero. Questi sono dati empirici...

Inchiesta giornalistica... dati empirici? Io a Pisa pagavo l'equo canone con contratto registrato (dubito che il proprietario non ci pagasse le tasse, e conosco anche alrti casi simili, quindi il 100% non puo' essere, magari e' il 99.999...%

In un'inchiesta giornalistica di diversi anni fa e' risultato che gli affitti del 100% degli appartamenti affittati a Pisa (del campione esaminato) veniva pagato in nero. Questi sono dati empirici...

Inchiesta giornalistica... dati empirici? Io a Pisa pagavo l'equo canone con contratto registrato (dubito che il proprietario non ci pagasse le tasse, e conosco anche alrti casi simili, quindi il 100% non puo' essere, magari e' il 99.999...%

Significa che il tuo caso non faceva parte del campione esaminato dai giornalisti che hanno pubblicato l'artitolo.  Un campione non equivale alla totalita' delle case e quindi per caso o per sfortuna non includeva il tuo appartamento e quello dei tuoi conoscenti.  Quindi il 100% rimane 100% ... al limite ci puoi mettere una stima dell'errore che dovrebbe essere calcolata in base alla numerosita' del campione e del totale.

 

Certo, appunto. Era piu' o meno quello che volevo dire, visto che era un'inchiesta giornalistica io non darei alcun peso a quello che diceva dal punto di vista empirico, almeno che poi ci dici com'era grande il campione, com'era evvenuta la selezione del campione etc... Se poi volevui dire che c'erano (e ci sono) un sacco di affitti in nero (magari specificando anche che parli del privato), allora... va bene.