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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

8 commenti (espandi tutti)

Predice il compagno Bisin in un commento di più sopra:

Tra un po' si sveglia Boldrin e gli prende un colpo a leggere i commenti :)

Esatto.

Ma, siccome sto celebrando il primo "titulo" e quel cialtrone di Totti ha invece zero tituli, non mi cruccio più di tanto

I compagni lettori, evidentemente, amano perder tempo a provare l'ovvio (Scajola è un delinquente, BS è un delinquente, l'intero vertiche del PdL è con molta probabilità un'associazione a delinquere, eccetera) invece di riflettere sulle cose importanti e meno ovvie.

Vedo che anche il compagno Gilestro ed il compagno Ginelli cadono in questa trappola. Peccato. Capisco i loro sentimenti, ma provo a vedere se, magari, mi riesce di convincerli che discutere della casa di D'Alema mentre il popolo si sollazza su quella di Scaloja è ciò che il saggio dovrebbe fare.

1) Intanto è più interessante, come il dibattito prova. La gente intelligente si annoia a dibattere l'ovvio. Mentre non è ovvio che chiunque legga nFA sia intelligente ed informato, è a costoro che ci dirigiamo e non a chi cerca qui gli anatemi, la propaganda, la conferma dei propri pregiudizi ideologici.

2) nFA non è un luogo per la propaganda di massa: per questo ci sono i TG, l'Unità, il Giornale, eccetera. Noi vorremmo cercare di capire da dove vengono le cose e come vanno interpretate.

3) Ragione per cui, intendere COME la casta faccia male al paese anche quando sembra non violare la legge è attività interessante e di alto valore aggiunto sociale. Perché il problema vero NON è mettere in galera i delinquenti (quello è un problema solo in Italia, problema che abbiamo documentato ampiamente: le prediche dirette a noi, su questo terreno, lasciano il tempo che trovano) ma intendere come limitare i dannosi effetti sociali del potere che, per ragioni di necessità, attribuiamo ai politici.

4) In Italia è diffusa l'erronea visione secondo cui gli scandali ed i reati sono strumenti di lotta politica. L'altro è un delinquente, noi no. La cosa, se fosse vera, sarebbe apprezzabile. Per un periodo era anche vera: sul piano dell'arricchimento personale quelli del PCI erano "meglio" degli altri (erano peggio in altre dimensioni) sino agli anni '70. Ma ora non lo è. Quella differenza è svanita, rimane solo una differenza di stile o anche solo di opportunità. Questo va capito. Non implica che tanto vale votare PdL (o PD ... vi ricordate i discorsi che la stampa di sinistra faceva quando nell'occhio del ciclone c'erano Bassolino per i rifiuti o Del Turco?) perché sono uguali. A mio avviso, notoriamente, la cosa saggia è non votare nessuno dei due, ma questo è secondario. Il punto è che potete votare chi volete, ma non chiedete a noi di fare violenza alla logica ed ai fatti per raccontarvi che quello che votate voi è socialmente meno dannoso.

Compagno Michele sono d'accordo con te su quasi tutti i punti: ti lascio il numero 0 su totti che' quello tanto non lo seguo e il numero 1 e ti spiego perche'.

Non credo che questo thread abbia 90 commenti e tre peperoncini perche' la discussione sia particolarmente interessante ma semplicemente perche' ci ha tirato dentro il gioco italiano (sporco, di sallusti, appunto) e cioe' a dibattere se fa piu' schifo quel che ha fatto scajola o quello che ha fatto d'alema il che e', proprio in virtu' del punto 4, inutile. Questo e' il vero sport nazionale ed e' questo tipo di confronto che tiene tutto il dibattito mediatico italiano. Sebbene non fosse, ne sono sicuro, intenzione di Alberto scatenare questo tipo di confronto con questo post, era inevitabile che accadesse. 

Inoltre, non fare assunzioni e non commettere l'errore di pensare che io scriva questo per difendere quel paraculo di d'alema. E' solo che se c'e' una categoria che forse mi sta ancora piu' sullo stomaco della casta politica e' quella dei giornalisti prezzolati e leccaculo col salame sugli occhi e mi va solo di far notare che confrontando mazzette con privilegi si fa solo il gioco di sallusti. 

 

 

mio avviso, notoriamente, la cosa saggia è non votare nessuno dei due, ma questo è secondario. Il punto è che potete votare chi volete, ma non chiedete a noi di fare violenza alla logica ed ai fatti per raccontarvi che quello che votate voi è socialmente meno dannoso.

 

Ma alla fine, quando è il tempo delle elezioni ci sono un numero limitato di opzioni

a) Votare per il Pdl

b) Votare per il PD

c) Votare per una delle formazioni minori

d) Non andare a votare

e) Votare scheda bianca

f) Annullare la scheda

Puó capitare che nessuna delle opzioni scateni l'entusiamo, e si finisca per sceglierne una senza troppa convinzione. Vul dire essre cinici?

Io direi C., perchè è l'unico modo per dare un segnale concreto indicando che vuoi cambiamento. Per come è fatto il sistema, se annulli la scheda o la lasci bianca, in parlamento ci va comunque qualcuno dei due schieramenti principali.

In principio lo direi anch'io, e durante la c.d. "prima repubblica" ho votato PLI per una vita. Ma con questo sistema elettorale se voto per una formazione minore che non supera la soglia di sbarramento del 4%, il risultato è equivalente a votare una scheda bianca o nulla.

Certo il dato viene registrato e puoi cosí inviare un segnale politico, me se non c'è almeno un parlamentare a rappresentarti gli altri politici se lo scordano presto.

Alla fine puó ancora valerne la pena, ma l'entusiasmo scema.... 

Che problema c'è? Vota senza entusiasmo! ;-)

 Ogni elezione è una fonte di frustrazione. So che verrà eletto un politico che non stimo e non posso fare niente per evitarlo, neppure tentare.

Soffro tanto.

Eppure un tempo la politica mi piaceva. :-((

Secondo me è una questione di come approcci la questione e di dare il giusto peso alle cose. Ci sono altre cose belle nella vita e uno deve pensare prima di tutto alla propria felecità, che è una cosa su cui ha molto margine di manovra.

Quando hai fatto tutte queste cose e hai cercato di risolvere i tuoi problemi, allora vai a votare, senza troppe illusioni. Magari qualcosa un giorno cambierà, più probabilmente no, almeno a breve e medio termine, ma in fondo non è poi un così grande sforzo dare un voto.