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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Secondo me c'e' anche un'altra differenza molto importante: uno ha fatto le cose di nascosto, l'altronon mi risulta (magari mi sbaglio). Parlando di politici cio' non credo possa essere considerato secondario. D'Alema, secondo me, non aveva neanche la percezione che stesse facendo qualcosa di non etico. L'equo canone, come ho anche scritto sopra, era una legge dello stato, tutti i contratti di locazione, privati o pubblici, dovevano essere "equi", poi, nella logica del Partito, e' chiaro che l'operaio si becca il bilocale vicino la fabbrica, il dirigente, il mega appartamento accessoriato vicino al parlamento. Questo andava bene a tutti i compagni, niente di strano. D'Alema non ha tradito le aspettative di chi lo votava.