Titolo

Scajola, D'Alema e l'etica sottile

2 commenti (espandi tutti)

La cosa da fare era vendere le case. Questo facevano i privati. L'equo canone, come c'era da aspettarsi, distrusse quasi completamente il mercato della locazione immobiliaria. Visto che gli immobili non si potevano affittare a prezzi ragionevoli, la cosa ovvia da fare era venderli a gente che li usava come bene di consumo (prima casa) oppure lasciarli sfitti in attesa di tempi migliori. Oppure aggirare la legge e farsi pagare in nero, ma era rischioso. In ogni caso, quest'ultima scelta non era disponibile agli enti previdenziali. Le prime due si.

L'ultima scelta (aggirare la legge e farsi pagare in nero) non era disponibile per gli enti previdenziali, ma lo era per i dirigenti degli enti previdenziali, che sono poi quelli che decidono a chi ed a quanto affittare.

Nella prassi questi pagamenti non venivano liquidati in numerario ma con un'elaborata forma di baratto. “Amor con amor si paga” scriveva Dante Alighieri; il dirigente dell'ente avrà probabilmente avuto in compenso la conferma nella carica, o una promozione, o di "piazzare" un figlio o un nipote alla RAI, o in uno degli innumerevoli posti della grande greppia nazionale.