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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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Anche dal punto di vista del danno economico la differenza è sostanziale. Gli immobili di proprietà pubblica sono locati a prezzi di legge, dunque, se un danno vi è stato da parte di D'Alema non è stato verso lo Stato (scusate la cacofonia) ma verso quel cittadino che avrebbe avuto, eventualmente (e non so in base a quali parametri) maggior diritto di ottenere la locazione di quell'immobile. Sul danno allo Stato di Scajola ancora non si sa nulla ma le sue dimissioni lasciano pensare che qualche problema possa esserci. Che poi vi fossero motivi di opportunità perchè D'Alema non prendesse in affitto quella casa, sono completamente d'accordo. Ma è giusto non fare di tutta l'erba un fascio, almeno in questo caso. Mentre la provocazione di Sallusti credo fosse finalizzato proprio a questo, come messaggio rassicurante al proprio elettorato.

Sinceramente ho i miei dubbi: D'Alema la casa ad equo canone l'ha avuta grazie alla sua influenza anzichè ad una mazzetta? Di sicuro avrà dovuto contraccambiare il favore in qualche modo.Quantificare il danno generato dai favori di cui sopra è impossibile, come è impossibile stimare il danno degli appalti truccati di Scaiola (bisognerebbe prima stabilire quali favori/appalti e stimarne il costo).

Avrà creato od ampliato organici, assunto gente, cambiato destinazione d' uso a qualche terreno,...

Insomma, se il valore del premio è comparabile è probabile che lo sia anche il corrispettivo.Poi certo, sul piano strettamente legale D'Alema gioca più pulito, e la cosa ha una sua importanza.