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Scajola, D'Alema e l'etica sottile

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La differenza? Quella tra passare col rosso, travolgendo una scolaresca che attraversa, e lasciare la macchina in sosta vietata contando che il vigile è un amico.

Quello che - presumibilmente - ha fatto Scajola fa piu' schifo di quanto ha fatto D'Alema, ma non mi trovo d'accordo col tuo paragone.

D'Alema ha avuto l'appartamento nel centro di Roma dagli enti previdenziali rispettando leggi formali che tuttavia venivano interpretate nei fatti a favore della Casta politico- sindacale da parte dei membri stessi della Casta posti ai vertici degli istituti previdenziali.

Scaiola - presumibilmente - ha garantito profitti illeciti e/o oltre il livello di mercato ad "imprenditori" che lo hanno poi ricompensato.

La differenza sta nel fatto che Scajola - presumibilmente - ha violato gravemente le leggi formali dello Stato, ma non c'e' grande differenza sostanziale riguardo ai danni provocati da Scajola e da D'Alema alla societa' italiana. Per rimanere nel tuo paragone, anche D'Alema ha investito la scolaresca, anche se lo ha fatto all'interno delle leggi formali disegnate dalla Casta.

Per danno alla societa' intendo qui primariamente il danno economico. Scajola - presumibilmente - ha sprecato / rubato i soldi dei contribuenti provvedendo profitti illeciti o eccessivi ad imprenditori, e procurandosi un guadagno personale.  D'Alema si e' appropriato per N anni di beni acquistati coi contributi dei lavoratori a prezzo di mercato (la casa nel centro di Roma di proprieta' degli enti previdenziali) pagando - per legge - per N anni un affitto molto minore del prezzo di mercato.

Un normale cittadino estraneo alla Casta non puo' sprecare / rubare denaro pubblico come presumibilmente ha fatto Scajola, ma non puo' nemmeno affittare immobili degli enti previdenziali nel centro di Roma ad equo canone, appropriandosi dei contriubti previdenziali dei lavoratori.

Nonostante dal dopoguerra ad oggi l'investimento in immobili in Italia sia stato storicamente notevolmente redditizio e paragonabile o superiore all'investimento in titoli di Stato, i dati di bilancio conosciuti mostrano che gli enti previdenziali italiani hanno gestito il loro cospicuo patrimonio immobiliare in perdita perfino in valore nominale, ovvero invece di guadagnare il 3-4% oltre l'inflazione ci perdevano, non recuperavano con gli affitti nemmeno il deperimento degli immobili e le manutenzioni. Questo dato numerico quantitativo mostra che politici e sindacalisti ad equo canone nel centro di Roma si sono complessivamente appropriati di parte significativa dei contributi previdenziali dei lavoratori, corrispondente al minor rendimento rispetto al mercato e composto per decenni degli investimenti immobiliari degli enti previdenziali.  Tra parentesi, come ultimo sfregio, va ricordato che molti membri della Casta della prima Repubblica dopo aver abitato per decenni ad equo canone hanno anche potuto acquistare le case degli enti previdenziali a prezzo di svendita, con la scusa appunto che gli enti stessi investivano in immobili con un bilancio complessivamente in perdita.

Oltre al danno economico alla societa', i comportamenti di Scajola e D'Alema comportano un danno diciamo cosi' morale.  Nel caso di Scajola, il suo comportamento mostra che - presumibilmente - i vertici politici dello Stato rubano / sprecano il denaro dei contribuenti per ottenere vantaggi personali e violando le legge. Ma anche il comportamento di D'Alema porta danno morale, perche' mostra che leggi come quelle sull'equo canone, e istituti statali come gli enti previdenziali, pur rispettando la regolarita' formale, sono stati di regola utilizzati dalla Casta per appropriarsi di denaro pubblico per vantaggio personale.

dati di bilancio conosciuti mostrano che gli enti previdenziali italiani hanno gestito il loro cospicuo patrimonio immobiliare in perdita perfino in valore nominale

Chiarissimo, ma pensi veramente che questo cospiquo patrimonio sia stato affittato solamente a politici? Sicuramente la casta avrà fatto la sua parte, soprattutto nel centro di Roma, ma qui stiamo parlando di un patrimonio notevole e quindi ritengo che anche cittadini non facenti parte della casta abbiano goduto di queste prestazioni. I dirigenti degli enti avranno piazzato fratelli e sorelle, genitori, figli, amici degli amici. E anche qualche politico influente. Capisco avercela con la casta ladrona ma credo che l'andazzo italico sia ben piu' vasto del solo favore al politico. Gli italiani che trovano lavoro e casa con la raccomandazione sono milioni e non solo "politici".Con questo non voglio dire che siccome cosi' fan tutti allora va tutto bene, ma solo che il sistema è ben piu' vasto.

Francesco

No, rimaniamo sempre nello stesso bacino. I dirigenti degli enti sono di nomina politica ed esiste un costante interscambio fra questi e quelli.

Il problema è che la mentalità di D'Alema è rimasta al tempo dell'URSS: il segretario del PCUS aveva uno stipendio non molto difforme da quello di un'operaio specializzato, ma mantre quest'ultimo doveva camparci la famiglia, tutte le necessità del Segretario, dal cibo agli spettacoli del Bolscioi, venivano soddistatte gratuitamente dal "sistema".

D'Alema ha perso le staffe perchè è ancora intimamente convinto che l'appartamento di lusso a prezzo stracciato gli spettasse di diritto. La sua era l'indignazione del giusto calunniato, non la stizza del reprobo colto in fallo.